{"id":1097,"date":"2018-05-13T11:01:04","date_gmt":"2018-05-13T09:01:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1097"},"modified":"2018-05-13T02:51:59","modified_gmt":"2018-05-13T00:51:59","slug":"il-meccanico-quantistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/il-meccanico-quantistico\/","title":{"rendered":"Il meccanico quantistico"},"content":{"rendered":"<p>Dinamite Blu \u00e8 una versione alternativa dello scontroso Dinamite Bla ideato nel 1964 da <strong>Dick Kinney<\/strong> e <strong>Al Hubbard<\/strong>. Il pianeta parallelo di Dinamite Blu, Panet\u00f2na, sembra popolato da persone scientificamente pi\u00f9 consapevoli delle leggi della meccanica quantistica, cos\u00ec come i motori sfruttano in maniera pi\u00f9 evidente le leggi della meccanica quantistica. Questo implica che sia necessario per le riparazioni il mestiere di meccanico quantistico, che poi \u00e8 quello di Dinamite Blu. Un po&#8217; Bud Gregory, anch&#8217;egli meccanico, protagonista de <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.it\/2015\/01\/luomo-che-vedeva-gli-atomi.html\" target=\"dropsea\"><em>L&#8217;uomo che vedeva gli atomi<\/em><\/a> di <strong>Murray Leinster<\/strong>, l&#8217;<em>alter ego<\/em> di Dinamite giunge sulla Terra alla ricerca del cricchetto termodinamico, la cui presenza in un luogo diverso da quello di origine rischia di generare una catastrofe interdimensionale, con conseguente distruzione del mondo. Cos\u00ec i due Dinamite si lanciano nella missione di recupero del cricchetto aiutati dagli immancabili Paperino e Paperoga.<\/p>\n<h2>Due righe sulla storia<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-meccanico_quantistico_pag01.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"536\" class=\"alignright size-full wp-image-1106\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-meccanico_quantistico_pag01.jpg 400w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-meccanico_quantistico_pag01-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><strong>Fausto Vitaliano<\/strong>, che scrive per <em>Topolino<\/em> #3259 una nuova storia all&#8217;interno del cappello <em>Topolino Comics&#038;Science<\/em>, si \u00e8 evidentemente divertito con i concetti della meccanica quantistica, alcuni dei quali spiegati in maniera forse un po&#8217; sbrigativa ((D&#8217;altra parte con un sommario di sei storie lo spazio a disposizione \u00e8 poco&#8230;)) nell&#8217;articolo di accompagnamento. Chiaramente ispirato per lo stile a <strong>Douglas Adams<\/strong>, Vitaliano parte immediatamente con una pagina sulla fisica, dove un paio di vignette potrebbero benissimo essere di ispirazione per la mia serie de <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.it\/search\/label\/quora\" target=\"dropsea\"><em>Le grandi domande della vita<\/em><\/a>. L&#8217;alternanza tra l&#8217;avventura vera e propria e gli inserti di genere scientifico sembra, poi, ispirata alla medesima scelta fatta da <strong>Leonardo Ortolani<\/strong> su <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/missione-rat-man-spazio\/\" target=\"lsb\"><em>C&#8217;\u00e8 spazio per tutti<\/em><\/a>, sviluppata con la stessa efficacia, anche in questo caso senza risultare per nulla pesante alla lettura. I disegni rotondi, dinamici e in qualche modo malleabili si <strong>Stefano Intini<\/strong> contribuiscono a rendere la storia piacevole, divertente e veloce da leggere.<\/p>\n<h2>Il mondo dell&#8217;improbabile<\/h2>\n<p>La rivoluzione della meccanica quantistica inizia tra il 1899 e il 1900 con la scoperta\/introduzione di una nuova costante da parte del fisico teorico tedesco <strong>Max Planck<\/strong>, il cui nome viene parzialmente utilizzato per quello di Dinamite Blanck, avo del pi\u00f9 noto Bla nonch\u00e9 inventore della <em>meccanica qua(ck)ntistica<\/em>. Questo mondo risulta ricco di possibilit\u00e0, come scrive lo stesso Vitaliano nell&#8217;ultima didascalia della quarta pagina della storia:<\/p>\n<blockquote><p>Giacch\u00e9 il mondo qua(ck)ntistico \u00e8 il posto dove <strong>tutto \u00e8 possibile!<\/strong> Soprattutto l&#8217;improbabile!<\/p><\/blockquote>\n<p>In un certo senso la frase qui sopra, oltre a sintetizzare perfettamente lo spirito dei libri di Douglas Adams, mette in evidenza esattamente ci\u00f2 che non andava a genio ad <strong>Albert Einstein<\/strong> della meccanica quantistica, che aveva peraltro contribuito a fondare. Il modello matematico sviluppato da valenti fisici teorici come <strong>Erwin Schr\u00f6dinger<\/strong>, <strong>Werner Heisenberg<\/strong>, <strong>Niels Bohr<\/strong> e altri che sarebbe troppo lungo da ricordare, mostrava un comportamento probabilistico, come rilevato da Heisenberg e Bohr. Dall&#8217;altro lato erano invece Einstein, lo stesso Schr\u00f6dinger, che per\u00f2 riteneva la realt\u00e0 quantistica delocalizzata, e per un certo tempo <strong>Louis de Broglie<\/strong>. In particolare Einstein mosse due critiche forti alla meccanica quantistica, ed entrambe portarono a nuovi sviluppi proprio all&#8217;interno di quell&#8217;interpretazione del modello che Einstein poco amava.<br \/>\nLa prima obiezione \u00e8 contenuta in un famoso articolo scritto con <strong>Boris Podolsky<\/strong> e <strong>Nathan Rosen<\/strong>, <em>Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-entanglement.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"310\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1108\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-entanglement.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-entanglement-300x133.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Einstein e i suoi colleghi immaginavano una situazione di questo genere: costruiamo un sistema fisico costituito da due particelle. Facciamo in modo che lo <em>spin<\/em> ((Possiamo descrivere lo <em>spin<\/em> come il vettore direzione dell&#8217;oscillazione. In particolare una particella come l&#8217;elettrone pu\u00f2 avere solo due possibili valori di <em>spin<\/em>, uno positivo, o <em>spin su<\/em>, che potremmo interpretare come un&#8217;oscillazione dal basso verso l&#8217;alto, e uno negativo, o <em>spin gi\u00f9<\/em>, che potremmo interpretare come un&#8217;oscillazione dall&#8217;alto verso il basso. Ovviamente non \u00e8 esattamente cos\u00ec, ma per l&#8217;intento di questo articolo \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per non perdersi eccessivamente.)) globale del sistema sia nullo. Poi allontaniamo le due particelle. Secondo la meccanica quantistica, se misurando lo <em>spin<\/em> della particella <em>a<\/em> trovo il valore <em>su<\/em>, allora automaticamente il valore dello <em>spin<\/em> della particella <em>b<\/em> sar\u00e0 <em>gi\u00f9<\/em>, violando cos\u00ec sia il principio di causalit\u00e0 sia il limite della velocit\u00e0 della luce ((Tale interpretazione dei risultati \u00e8 figlia diretta dell&#8217;idea, peraltro sperimentalmente verificata, che il processo di misura influenza il risultato della misura stessa.)).<br \/>\nQueste due violazioni non erano molto gradite da Einstein e indicavano, nella sua ottica, un&#8217;incompletezza nella teoria che doveva in qualche modo essere corretta. Il vero problema, almeno per Einstein e soprattutto i fisici che, come <strong>David Bohm<\/strong>, proposero modelli alternativi alla meccanica quantistica, fu la scoperta sperimentale dell&#8217;<em>entanglement<\/em>, ovvero il fenomeno descritto proprio da Einstein, Podolski e Rosen!<br \/>\nD&#8217;altra parte il modo pi\u00f9 semplice per capire che tali violazioni sono apparenti \u00e8 abbandonare l&#8217;immagine delle particelle <em>entangled<\/em> (o <em>intrecciate<\/em>) come due entit\u00e0 separate e quindi descritte da due funzioni distinte, e intenderle invece come un unico oggetto che va descritto con un&#8217;unica funzione. In un certo senso l&#8217;<em>entanglement<\/em> recupera in qualche modo quel determinismo che si perde quando si studia la particella presa singolarmente, questo perch\u00e9 l&#8217;evoluzione della particella <em>entangled<\/em> che va a sinistra \u00e8 esattamente opposta all&#8217;evoluzione della particella <em>entangled<\/em> che va nella direzione opposta.<br \/>\nQuesto, per\u00f2, non vuol dire che sar\u00e0 possibile dipingere un quadro a distanza sfruttando l&#8217;<em>entanglement<\/em>!<\/p>\n<h2>Lo sguardo di un topo<\/h2>\n<p>La seconda obiezione, che giunge sul finire della vita di Einstein, non ha portato ancora a un vero e proprio sviluppo sperimentale, ma \u00e8 stata di ispirazione per un nuovo sviluppo teorico, quello dei molti mondi:<\/p>\n<blockquote><p>E&#8217; difficile credere che questa descrizione sia completa. Sembra rendere il mondo nebuloso a meno che qualcuno, un topo ad esempio, non lo stia guardando. E&#8217; credibile che lo sguardo di un topo possa cambiare considerevolmente l&#8217;universo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tale commento colp\u00ec cos\u00ec tanto l&#8217;allora studente di dottorato <strong>Hugh Everett<\/strong>, che propose un&#8217;interpretazione della meccanica quantistica che implicava l&#8217;esistenza di molti mondi probabilistici, tutti in qualche modo variazioni di un dato mondo. Ed \u00e8 proprio da un altro mondo possibile che arriva il buon Dinamite Blu!<br \/>\nL&#8217;obiezione di Einstein, per\u00f2, viene da un&#8217;osservazione particolare: misurare a livello quantistico una data grandezza fisica ne influenza il valore. Detto in altri termini: eseguire una misura su un sistema fisico lo perturba.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-doppia_fenditura.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"568\" class=\"alignright size-full wp-image-1109\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-doppia_fenditura.jpg 400w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/05\/topolino3259-doppia_fenditura-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Tale conclusione \u00e8 stata tratta a partire dei risultati dell&#8217;esperimento della doppia fenditura. Prepariamo una parete completamente liscia con due fenditure molto strette, delle dimensioni di un elettrone. Superata la parete con le due fenditure, gli elettroni colpiranno una seconda parete dove una serie di strumenti indicheranno il punto in cui l&#8217;elettrone ha colpito questa seconda parete. Se eseguiamo l&#8217;esperimento mandando un fascio di elettroni, la figura che otterremo sulla seconda parete sar\u00e0 la stessa che si otterrebbe se mandassimo delle onde contro la prima parete (qualcosa di simile all&#8217;ombra di una veneziana abbassata in una giornata di sole). Se invece chiudiamo una delle due fenditure e mandiamo un elettrone alla volta, otterremo una serie di punti sparpagliati compatibili con delle palline. L&#8217;effetto strano, per\u00f2, \u00e8 quando mandiamo gli elettroni uno alla volta ma con entrambe le fenditure aperte: in questo caso la figura che otteniamo alla fine dell&#8217;esperimento \u00e8 una figura di interferenza, ovvero qualcosa di simile all&#8217;ombra della veneziana del primo caso.<br \/>\nLa prima conclusione che si pu\u00f2 trarre \u00e8 che le condizioni sperimentali influenzano il risultato dell&#8217;esperimento. D&#8217;altra parte se immaginiamo ciascun elettrone come un&#8217;onda (o anche come un&#8217;entit\u00e0 non locale diffusa nello spazio) \u00e8 possibile spiegare i risultati di tutti e tre gli esperimenti di cui sopra senza dover necessariamente concludere che <em>lo sguardo di un topo possa cambiare considerevolmente l&#8217;universo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dinamite Blu \u00e8 una versione alternativa dello scontroso Dinamite Bla ideato nel 1964 da Dick Kinney e Al Hubbard. Il pianeta parallelo di Dinamite Blu, Panet\u00f2na, sembra popolato da persone scientificamente pi\u00f9 consapevoli delle leggi della meccanica quantistica, cos\u00ec come i motori sfruttano in maniera pi\u00f9 evidente le leggi della meccanica quantistica. Questo implica che sia necessario per le riparazioni il mestiere di meccanico quantistico, che poi \u00e8 quello di Dinamite Blu. Un po&#8217; Bud Gregory, anch&#8217;egli meccanico, protagonista de L&#8217;uomo che vedeva gli atomi di Murray Leinster, l&#8217;alter ego di Dinamite giunge sulla Terra alla ricerca del cricchetto termodinamico,<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":1105,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il meccanico quantistico - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Dinamite Blu \u00e8 una versione alternativa dello scontroso Dinamite Bla ideato nel 1964 da Dick Kinney e Al Hubbard . 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