Urbani Paperi: Vita da romani

Urbani Paperi: Vita da romani

Su Topolino #3469 si conclude Urbani Paperi, serie in cinque episodi di Alex Bertani, Matteo Venerus ed Emmanuele Baccinelli che prosegue le vicende degli Italici Paperi, protagonisti del video di settimana scorsa.
Le cose da dire su questa seconda stagione sono state decisamente molte e così alla fine ho deciso di suddividere in due parti il video approfondimento dedicato agli Urbani Paperi. Per cui oggi la prima parte con il testo che ho scritto per il video stesso. Sono abbastanza ottimista di riuscire a pubblicare la seconda parte nel corso di questa stessa settimana.
E ora un salto nella… Vita da romani!

I personaggi

Alcuni eventi raccontati nella stagione precedente, spingevano per una collocazione cronologica del finale degli Italici paperi intorno al 145 a.C. Urbani paperi, invece, saga anticipata da una cover metallizzata, compie un’operazione al tempo stesso simile e più ardita. La storia, infatti, mette insieme alcuni eventi storici che avvengono all’incirca tra il 70 a.C. e il 40 a.C., quindi un arco di tempo di una trentina d’anni, ma con un salto temporale in avanti tra gli 80 e i 100 anni, un qualcosa di molto simile a quanto avvenuto tra il primo e il secondo capitolo di Storia e gloria della dinastia dei paperi.
Non solo: la quasi completa assenza di personaggi storici reali, sostituiti da personaggi fittizi e persino da loro versioni disneyane è in tutto simile alla saga scritta da Guido Martina per i disegni di Givan Battista Carpi e Romano Scarpa. Basti ricordare per esempio Pippo che interpreta il ruolo di imperatore romano, mentre negli Urbani paperi è Gastonio, l’alter ego di Gastone, a prendere il posto di Giulio Cesare.
Urbani paperi, infatti, proprio per la collocazione temporale cui si accennava prima, ha l’obiettivo storico di raccontare la fase di passaggio dalla Roma repubblicana verso il periodo della dittatura di Cesare. Per portare a termine questo compito, gli autori costruiscono una storia intorno ad alcuni dei componenti della famiglia papera. In particolare seguiamo le vicende di Paperonio, impegnato come commerciante romano, di Anta Papera, che apre un’osteria in città, di Quinto, Quoque e Quarto, tra scuola e indagini di supporto a Paperonio, e, come anticipato, di Gastonio, che è indubbiamente il personaggio più approfondito della stagione.
A questi si affiancano, anche se in maniera più marginale, anche Picus, Archimedio e Paperazio. In particolare quest’ultimo risulta incredibilmente sacrificato, ma agli autori basta un breve dialogo con Gastonio nel quarto episodio, appena tre battute, per approfondire Paperazio. E lo stesso Gastonio, che non resta indifferente alle battute del cugino, emerge dalla saga come un personaggio forte e determinato in grado di sfruttare la fortuna senza adagiarsi a essa come invece faceva durante Italici paperi.
La storia dei paperi, comunque, si intreccia con la storia di Roma e con alcuni eventi storici scelti dagli autori e pescati qua e là nel corso della storia repubblicana romana, ottenendo come risultato sì quello di raccontare la storia, ma attenuando l’intendo educativo degli Italici paperi in favore di una narrazione più forte, intrisa delle atmosfere spionistiche e complottistiche. Liberandoci per un attimo di queste atmosfere, andiamo a scovare alcuni degli eventi storici che Bertani, Venerus e Baccinelli hanno utilizzato per costruire la versione disneyana della storia dell’Antica Roma.

Vita da romani

La vita politica a Roma prevedeva l’elezione da parte del popolo di due consoli, che comunque dovevano rispondere del loro operato al senato. I due consoli erano l’espressione dei due ceti romani, quello nobile e i plebei. Non a caso, dunque, Tizio Caio, che diventa console all’inizio di Urbani paperi, viene descritto come personaggio di umili origini.
Il senato, d’altra parte, viene raccontato come un’istituzione lenta ed eccessivamente tradizionalista, non in grado di adattarsi ai cambiamenti che avvengono nella società romana. Cosa che poi, storicamente, fu uno dei motivi che permise a Cesare di prendere il potere nelle sue mani e proclamarsi dictator di Roma.
Sempre restando alla vita nell’urbe, altro elemento importante per la formazione della cittadinanza romana è l’istruzione. I bambini e i ragazzi venivano affidati alle cure di un precettore, spesso uno schiavo o un liberto, e dunque in una posizione sociale inferiore persino agli stessi scolari, che dunque mostravano generalmente uno scarso se non nullo rispetto nei confronti del magister. Ovviamente chi poteva, optava per il precettore casalingo: d’altra parte le lezioni si svolgevano spesso in stanze anguste e strapiene di allievi, con la porta che dava direttamente sulla strada e separata da essa solo da una semplice tenda. Era già tanto se erano a disposizione i banchi per gli allievi e una cattedra per l’insegnante, mentre il livello dell’insegnamento non era certo al livello di quello coevo dell’antica Grecia.
Piccola nota sui comunque ottimi disegni di Baccinelli che a mio giudizio, forse anche a causa di una colorazione troppo brillante e piatta, o di una inchiostrazione netta con poche ombre, non sono riusciti a rendere al meglio le condizioni scolastiche non esattamente comode degli studenti dell’antica Roma, sebbene si noti un qual certo disordine per l’aula.
Anche il cibo rappresentava un aspetto importante per i cittadini dell’urbe, che viene mostrato dagli autori nel corso degli episodi innanzitutto grazie all’osteria di Anta Papera. Queste osterie erano da considerarsi degli antenati degli attuali ristoranti, un po’ a metà strada tra questi e dei bar.
Fondamentalmente c’erano due tipi diversi di osterie, gli enopolium, dove si serviva prevalentemente vino e, in alcuni casi, anche del cibo o degli spuntini. E poi c’erano i thermopolium, dove si potevano consumare anche cibi e bevande caldi, conservati alla giusta temperatura in vasi di terracotta all’interno del bancone, più o meno come succede oggi con il banco frigo del barista delle nostre moderne città.
Inoltre era molto diffuso il commercio da strada: street food e negozi di accessori sbordavano nelle strade con i loro banchi, rendendo difficoltoso il passaggio delle carrozze o dei pedoni che non erano interessati allo shopping, proprio come mostrato ancora una volta nel corso di Urbani paperi.
Uno dei motti che, però, ben identifica la politica romana è il classico panem et circensem. E infatti ecco un episodio dedicato al circo e alle corse delle bighe che vi si tenevano, quelle rese famose da film come Ben Hur. Il circo della Roma antica più famoso è indubbiamente il Circo Massimo, costruito nel VI secolo a.C. in occasione dei giochi sportivi romani, una sorta di piccole Olimpiadi romane.
Ed è proprio in occasione della corsa delle bighe che gli autori inseriscono una nuova citazione fumettistica che si aggiunge a quelle su Asterix e Obelix della stagione precedente: uno dei guidatori di biga che partecipano alla grande corsa è tale Bruto Scassio che sia nel nome sia nell’aspetto ricorda lo storico avversario di Popeye, o Braccio di Ferro per dirla all’italiana!

Fuliggine a Roma?

Un racconto come Urbani paperi, però, non è solo di tipo storico, anche se la storia, quella vera, è in un certo senso riscritta e riadattata alle esigenze degli autori, ma, come spesso succede nel genere, pesca a piene mani dal thriller e dalla spy story. Così ecco l’introduzione di intrighi politici e non solo e l’arrivo di un personaggio ambiguo come Faberio. Per enfatizzare le atmosfere di mistero, però, nel quarto episodio gli autori decidono di sfruttare anche l’ambiente circostante, mostrando una Roma invasa dalla fuliggine di un qualche vulcano del sud e che contribuiva al difficile periodo di approvvigionamenti della città.
Non sono riuscito a scovare alcun riferimento storico a un fatto del genere. D’altra parte la prima eruzione del Vesuvio di cui si ha traccia storica è quella del 79 d.C. mentre i vulcani laziali sono inattivi da prima della fondazione di Roma. C’è, però, una curiosa coincidenza, visto che un periodo non molto diverso da quello narrato in Urbani paperi, caratterizzato da freddo e carestie, sembra sia stato causato dall’eruzione di un vulcano in America, l’Okmok in Alaska: stiamo parlando del 44 a.C., poco dopo la morte di Giulio Cesare.
Ovviamente se qualcuno è a conoscenza di un evento vulcanico che ha coinvolto la Roma repubblicana in un qualche punto della sua storia con, appunto, fuliggine nell’aria, può usare i commenti per raccontarlo.