Topolino #3406: La cosa nella casa

Topolino #3406: La cosa nella casa

uncle_wombatSfrizzo de Pippis, in originale Wombat, fa il suo esordio nel 1951, quindi settanta anni fa, nella serie di daily strip note come La macchina toc toc. A idearlo furono Bill Walsh e Floyd Gottfredson. A differenza del dottor Enigm, Sfrizzo, zio di Pippo, è un inventore decisamente distratto, una sorta di Archimede Pitagorico topolinese ma con la tipica vena surreale pippesca. Si presenta ai lettori delle striscie giornaliere di Mickey Mouse con l’invenzione delle invenzioni: una macchina del tempo. Che peraltro è rappresentata dai due autori come un comune orologio. La soluzione, decisamente naif, risultava comunque divertente, pur se assurda, ma sostanzialmente non disturbava più di tanto considerando i toni surreali della storia e della caratterizzazione di Sfrizzo.
Il personaggio venne, poi, completamente abbandonato dai suoi creatori e mai più ripreso da alcun altro autore al di fuori degli Stati Uniti fino a che, nel 1996, Luca Boschi non lo riprende in una serie di sei storie pubblicate fino al 2001. Successivamente Sfrizzo è stato ripreso in altre tre storie, una del 2012 di Giorgio Salati e Stefano Intini, in cui il personaggio è presente con un piccolo cameo, quindi nel 2019 con Federico Rossi Edrighi e Luca Usai e infine con il numero di Topolino attualmente in edicola.

topolino3406-zio_sfrizzo_aspirapolvere_fantasmi

La storia, Il caso della cosa nella casa, è una piccola sorpresa in positivo sul #3406. Intanto riporta in attività la strana coppia Pippo-Gancio che si imbarca in una nuova impresa: un’agenzia investigativa dedicata a casi paranormali. Poi unisce un autore che rappresenta la voce classica del Topo, lo sceneggiatore Sisto Nigro, con un disegnatore che sta muovendo i suoi primi passi nel mondo disneyano, Andrea Malgeri. In effetti si nota a vista che Malgeri è ancora alla ricerca di un suo stile definito, con un tratto che ora ricorda questo, ora quest’altro disegnatore (non ne cito nessuno in particolare, per evitare l’elenco: la mia personale speranza è che si riveli un erede di Silvia Ziche!), ma nel complesso riesce a ben rappresentare la vena comica e surreale della storia progettata da Nigro. Lo scrittore, infatti, coglie al volo le particolarità del personaggio, che è coprotagonista insieme con Pippo e Gancio della prima (e ultima) indagine della Indagini improbabili, di cui diventa consulente costruendo una serie di dispositivi che dovrebbero aiutarli nella ricerca di fantasmi, spettri e simili.
La storia, divertente e scorrevole, alla fine risulta una delle migliori del numero.