Leonardo da Vinci e i "sotterranei" di Milano

Leonardo da Vinci e i “sotterranei” di Milano

L’anno che ormai si avvia a concludersi è stato ricco di eventi scientifici: i 150 anni della tavola periodica di Dmitrij Mendeleev, i 50 anni del primo sbarco sulla Luna e i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. In particolare in occasione di questo anno leonardesco il Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” ha inaugurato le rinnovate gallerie leonardesche con una visione più moderno e in linea con altre installazioni del museo. La nuova disposizione valorizza documenti, opere e ricostruzioni, calando Leonardo nel suo tempo e permettendo di avere una visione quanto più completa possibile sul genio di Leonardo.
Leonardo da Vinci è, infatti, il simbolo stesso dell’uomo universale, ovvero una persona in grado di eccellere in vari campi della cultura: dall’ingegneria all’arte fino alla scienza sono i campi in cui Leonardo si è distinto maggiormente. In effetti la mole di appunti che ha lasciato, conservati in giro per il mondo, mostrano un personaggio che, nei fatti, aveva un approccio simile sia all’arte sia al resto delle sue attività: l’approccio scientifico. Non a caso Leonardo può essere considerato un precursore del metodo scientifico: d’altra parte venne a conoscenza e rimase influenzato dai testi del filosofo e scienziato arabo Alhazen, i cui scritti tra gli altri diedero modo a Galileo Galilei prima e Isaac Newton poi di codificare il metodo scientifico propriamente detto.

Leonardo va in guerra

Come abbiamo già visto, Leonardo a Milano si occupò di varie infrastrutture, in particolare la progettazione dei navigli e la gestione della rete idrica della città. In giro per la Lombardia, però, ci sono anche altre tracce dell’opera dell’ingegno di Leonardo, ma tutto quello che ha realizzato non esaurisce tutto ciò che può essere scritto sul suo genio, anche inventando di sana pianta un mistero intorno a una terribile arma che l’uomo universale toscano avrebbe realizzato come estrema difesa della città. In questo senso è interessante osservare come nell’ultima pagina di Scendendo, storia portante del volume Leonardo, genio dell’impossibile, ci siano i pensieri dubbiosi dello scienziato, che nel 1499 sta abbandonando Milano per poi ritornarvi qualche anno dopo, nei confronti della sua ultima creazione e che riecheggiano i dubbi che periodicamente egli stesso aveva nei confronti delle sue invenzioni belliche.

Leonardo da Vinci e Pippo si confrontano sul sommergibile – da Il segreto della Gioconda di Bruno Concina e Massimo de Vita

L’interesse di Leonardo verso l’arte della guerra, infatti, è abbastanza noto: quella che ufficialmente definì come terribile è in effetti un vero e proprio sommergibile, così descritto nel Codice Atlantico, conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano:

(…) uno naviglio che muovesi come affondato sotto il livello dell’acque tale che, gittandosi sotto pancia contro i natanti, puote facilmente squarciare il fasciame d’ogni galera o brigantino e affondarli.

Il carro armato di Leonardo da Vinci – via commons

Non è l’unica macchina bellica progettata da Leonardo e di molte di queste si possono osservare i modelli presenti nella galleria leonardesca del Museo Scienza di Milano. Su tutti una delle più note è il carro armato, il cui progetto è custodito presso il British Museum.
In una lettera a Ludovico il Moro datata 1482, Leonardo così descrive la sua invenzione:

Posso costruire, poi, carri coperti, sicuri e inattaccabili, i quali col fuoco dei propri cannoni potranno penetrare tra i nemici senza che questi, per quanto numerosi, possano attaccarli. Dietro il carro potranno seguire le fanterie, in gran numero, illese e senza incontrare ostacoli…

I carri falcianti di Leonardo – via commons

La pagina dove è disegnato il carro contiene sia il disegno dei meccanismi interni, sia il carro coperto, e allo stesso modo fa il modello in legno del carro, aperto sul davanti per mostrare gli ingranaggi al suo interno.
Su quella stessa pagina, poi, è anche presente lo schizzo di un carro falcante, che viene descritto in maniera più dettagliata nel codice conservato presso la Biblioteca Reale di Torino: questi era un carro da guerra munito di lame e condotto da almeno una coppia di cavalli. Leonardo ne disegnò due varianti in cui il movimento alle lame veniva trasmesso attraverso un albero di trasmissione e una serie di ingranaggi a partire dal moto dei cavalli stessi.

Quel genio di Leonardo

Ovviamente si potrebbero continuare a spendere fiumi d’inchiostro su Leonardo da Vinci senza mai essere veramente completi, e forse anche per questo l’iniziativa della Bonelli di ristampare in un volume, Leonardo, genio dell’impossibile, di pregevole fattura Scendendo di Alfredo Castelli e Giuseppe Palumbo è indubbiamente lodevole, ma sarebbe stata ben poca cosa senza la preziosa aggiunta di una lunga serie di articoli di approfondimento su Leonardo e le sue opere. I testi, scritti dallo stesso Castelli e da Maria Pirulli, sono curati, così come la grafica, la colorazione e l’impaginazione da Alex Dante per consegnare ai lettori un prodotto curato in ogni suo aspetto e perfetto per valorizzare al meglio non solo i fumetti presenti, ma anche il personaggio di Leonardo stesso.
Ad ogni modo la storia scelta per il volume, che celebra al tempo stesso sia Leonardo sia la città di Milano e uno dei suoi monumenti più noti, il Castello Sforzesco, risulta forse un po’ troppo prolissa considerando anche le possibilità di azione consentite dal soggetto e le non così eccessive digressioni leonardesche presenti nella storia. In questo senso il centinaio di pagine dell’episodio è risultato in qualche modo stretto alla complessità del complotto ideato da Castelli, anche se tutto sommato la storia si lascia leggere piacevolmente.
In conclusione, un volume ricco di curiosità, è una lettura imperdibile per chiunque ami Martyn Mystere e Leonardo da Vinci: il modo migliore per celebrare un grande genio.