Le linee temporanee della Justice League

Le linee temporanee della Justice League

bacino_ley_line-gothamTra le molte ristampe di classici che la Panini Comics sta portando avanti con i supereroi della DC Comics ci sono anche quelle delle versioni manga dei suoi personaggi. Come ad esempio Batman e la Justice League (titolo meno originale non lo si poteva scegliere) di Shiori Teshirogi. Dal punto di vista della continuity, la storia si pone in un qualche punto nel corso dell’anno successivo alla morte di Jason Todd, il secondo Robin, e Teshirogi in effetti per la caratterizzazione di Batman si attiene proprio a quel periodo (in effetti il suo Batman ricorda quello di Marv Wolfman in Anno 3).
Dal punto di vista estetico, invece, siamo di fronte alla versione New 52 della Justice League, anche se c’è qualche differenza dal punto di vista contenutistico. Ad esempio Ocean Master, il fratello di Aquaman, risulta un personaggio piuttosto interessante e decisamente molto più sfaccettato, mentre il Joker è, obiettivamente, piuttosto piatto e Lex Luthor, al momento, piuttosto insignificante. Ho scritto al momento perché la ristampa Panini è arrivata al secondo volumetto di quattro, e non avendo acquistato la precedente edizione italiana, non posso fare altro che attendere i futuri sviluppi.
Ciò che, invece, posso fare è raccontarvi qualcosa su l’elemento su cui è costruita la trama, le ley lines, anche dette linee temporanee(1).
Queste linee sono allineamenti di punti geografici aventi un interesse spirituale, ad esempio locazioni di siti religiosi, megaliti, elementi naturali prominenti del paesaggio come valli e rilievi, siti archeologici, e simili. Esiste la convinzione che tali allineamenti non sarebbero casuali, ma collegabili a poteri soprannaturali.
Vennero introdotte per la prima volta nel 1921 da Alfred Watkins, un ricco uomo d’affari, un antiquario e, purtroppo, anche un archeologo dilettante. Era in effetti convinto che queste linee trasportassero una qualche forma di potere ed è sua la teoria secondo cui furono create per facilitare i trasporti tra punti distanti del pianeta.
E’ evidente come gli scienziati seri abbiano criticato la teoria di Watkins. E’, però, interessante quanto scritto nella intro della voce wiki delle linee temporanee:

Tale teoria fa leva sulla convinzione che un allineamento sufficientemente accurato di tre o più punti disposti casualmente sia altamente improbabile.

La cosa interessante, in realtà, è che questa cosa è molto più probabile di quanto si creda, come mostrato dal matematico David George Kendall(2) in un articolo dove, peraltro, non vengono mai citati né Watkins né la sua teoria!
teoria della forma, theory of shape, può trovare applicazioni interessanti ad esempio in astronomia nello studio della distribuzione spaziale delle galassie, oppure in geografia nello studio della posizione degli insediamenti umani.
Insomma: la matematica forse è per i più antipatica, ma spesso ci permette di vedere il mondo con un occhio sufficientemente distaccato e disincantato da farci distinguere ciò che è reale da ciò che è fantastico. Come le ley line.


  1. E’ interessante, andando a spulciare nella storia della parola sul wikitionary, come questa sia una parola di provenienza agricola che indicava una radura nel bosco. Un’altra possibile origine di ley è lye, la liscivia. Quindi in nessuno dei due casi un qualcosa di legato a linee temporanee. ↩︎
  2. Kendall, D. G. (1989). A survey of the statistical of shape theory. Statistical Science, 4(2), 87-99. doi:10.1214/ss/1177012582 ↩︎