In viaggio con Capitan Marvel

In viaggio con Capitan Marvel

Il primo Capitan Marvel della storia dei fumetti di supereroi non era un personaggio della Marvel Comics, ma della Fawcett. La sua incredibile somiglianza con Superman spinse la DC Comics a fare causa al piccolo editore. La battaglia legale si protrasse per quasi un decennio, il che ebbe influenza non solo sulle pubblicazioni del personaggio, ma anche sul marchio registrato. Poiché, prima che Capitan Marvel venisse assegnato da un tribunale alla DC Comics, il marchio restò libero per alcuni anni, la Marvel Comics decise di approfittarne per registrare il nome e lanciare nelle edicole un nuovo eroe con questo titolo.
Così sulle pagine di Marvel Super-Heroes #12, datato dicembre 1967, faceva il suo esordio il Capitan Marvel di Stan Lee e Gene Colan, un alieno di origine Kree giunto sulla Terra e dotato semplicemente della superforza, dovuta alla maggiore gravità del pianeta Hala, e di una maggiore longevità rispetto ai terrestri. In pratica un altro clone di Superman!
Nel corso della sua vita editoriale, proprio come Superman, acquisì una serie di superpoteri aggiuntivi. Di tutti, quello su cui oggi mi andrò a soffermare è il teletrasporto.

Da un punto all’altro dell’universo

da Captain Marvel #11

Dopo aver ottenuto una serie personale, Capitan Marvel, sul #11 del marzo 1969, Arnold Drake e Dick Ayers, per mezzo della solita entità semi-divina, forniscono il capitano Kree del potere di potersi spostare istantaneamente o quasi da un punto all’altro dell’universo. In questo caso la domanda che sicuramente sorgerà spontanea in tutti voi miei cari lettori è: ma quanta energia deve utilizzare Capitan Marvel per potersi teletrasportare? Un suggerimento: leggete le didascalie della sequenza in cui il supereroe acquisisce questo nuovo superpotere.
Torniamo alla fisica. In particolare utilizziamo l’energia a riposo, l’equazione più famosa della relatività speciale di Albert Einstein, per valutare l’energia minima necessaria per teletrasportare un corpo di 80 kg:

E = mc^2 = 7.2 10^{18} J

dove c = 299792458 \, m/s indica la velocità della luce.
Questa energia è equivalente a tenere accesa una lampadina da 40 \, W per circa 2 \cdot 10^{12} giorni.
A questo, però, c’è da aggiungere l’energia necessaria per scomporre i legami chimici che permettono alle particelle di Mar-Vell di restare insieme e di inviarli nello spazio per poi ricomporli nel punto di arrivo e nel modo più accurato possibile, in modo da ridurre al minimo il rischio di ricomporsi con una modifica genetica indesiderata.

Sempre da Captain Marvel #11

Questa energia, però, la ignoreremo e passeremo direttamente all’energia necessaria per sparare un corpo di 80 kg nello spazio alla velocità della luce. In particolare, poiché il pianeta Hala si trova nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite alla nostra Via Lattea, ovvero legata gravitazionalmente a essa allo stesso modo con cui la Luna è legata alla Terra, supponiamo che il buon Marvel decida di viaggiare tra la galassia d’adozione e quella d’origine. In questo caso la distanza da percorrere è di circa 163000 anni luce ovvero 1.54 \cdot 10^{21} m.
Questa distanza ci sarà utile, perché per calcolare l’energia necessaria per spostare un corpo da un punto all’altro dell’universo utilizzeremo la legge classica sul lavoro compiuto da una forza:

L = F \cdot s

A sua volta la forza è data dalla nota seconda legge della dinamica di Isaac Newton

F = m \cdot a

A sua volta l’accelerazione è data dal rapporto tra la variazione di velocità e il tempo necessario per aumentarla o diminuirla:

a = \frac{\Delta v}{\Delta t}

In questo caso \Delta v = c, mentre il tempo, poiché non può essere considerato istantaneo, lo valutiamo utilizzando il tempo più piccolo che al momento siamo in grado di misurare: lo zeptosecondo, 10^{-21} s, misurato per la prima volta nel 2016.
In questo modo l’accelerazione sarà pari a 3 \cdot 10^{29} m/s^2 mentre la forza 2.4 \cdot 10^{31} N.
A questo punto siamo in grado di calcolare il lavoro necessario a Mar-Vell per teletrasportarsi fino a casa:

L = 3.7 \cdot 10^{49} J

che è 100 volte l’energia a disposizione del Sole, che possiamo valutare a partire dalla sua massa (1.989 \cdot 10^{30} kg) sempre utilizzando la formula di Einstein per trasformarla in energia: 1.78 \cdot 10^{47} J.
Ovvero per compiere un teletrasporto intergalattico sono necessarie delle energie letteralmente stellari, come avevano ben intuito gli autori di Capitan Marvel #11.

Al salvataggio della Terra

Carol Danvers da Captain Marvel #1 (2012) di Kelly Sue DeConnick e Dexter Soy

Probabilmente è anche per questo che il personaggio di Carol Danvers, che è l’attuale Capitan Marvel sia al cinema sia nei fumetti, ha il potere di manipolare l’energia.
Apparsa per la prima volta su Marvel Super-Heroes #13, creata da Roy Thomas sempre su disegni di Gene Colan, è strettamente legata a Mar-Vell: a causa di un’esplosione cui incredibilmente riuscì a scampare, il suo dna si è combinato con quello dei Kree, creando un ibrido tra le due razze. Questi dettagli, però, vennero rivelati solo dal 1977 in poi quando comparve la prima serie dedicata a Carol Danvers come supereroina, Ms. Marvel.
Nella sua storia il personaggio ha avuto anche un livello di poteri ben superiore a quello necessario per teletrasportare Mar-Vell dalla Via Lattea fino alla Grande Nube di Magellano, ma al momento può viaggiare solo a sette volte la velocità del suono, che nell’aria a una temperatura di circa 20 ^\circ C è di 343.8 \, m/s, per cui la velocità di Carol è all’incirca 2406.6 \, m/s.
Supponendo allora che Nick Fury lanci il suo segnale di soccorso a Capitan Marvel, e che questa si trovi nella Grande Nube di Magellano, dopo quanto tempo Carol riuscirebbe a raggiungere la Terra per sconfiggere Thanos?
Trascurando per un attimo il tempo che il messaggio, alla velocità della luce, ci impiega a raggiungere la nuova Capitan Marvel (e che sappiamo essere circa 163000 anni), la supereroina, alla velocità su indicata, impiegherebbe qualcosa come 2 \cdot 10^{10} anni per raggiungere la Terra e darle di santa ragione a Thanos, che però nel frattempo avrebbe avuto tutto il tempo di farla sparire con un semplice schiocco di dita!
Molte delle imprese fantastiche realizzate dai nostri amati supereroi sono decisamente irrealistiche, ma alcune di queste non sono impossibili: servono solo livelli tecnologici così avanzati da permetterci di manipolare energie cosmiche. Basta crederci!