Il salmone del dubbio
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Il salmone del dubbio

Il salmone del dubbio è il terzo, incompiuto romanzo della serie di Dirk Gently. Venne pubblicato postumo dopo la sua morte, avvenuta l’11 maggio del 2001, insieme con una raccolta di articoli e altri appunti sparsi e in effetti, leggendolo, sembrava poter diventare il punto di collegamento con l’altra sua grande serie, quella della Guida Galattica per autostoppisti. Per cui, dopo un po’ più di due anni rispetto a quanto scrivevo sul finire dell’articolo precedente, torniamo a parlare dell’ultima miniserie del Dirk Gently fumettistico, quello della IDW, The salmon of doubt.
Sempre realizzata da Arvind Ethan David e Ilias Kyriazis, vede per la chiusura del progetto uno sforzo di produzione superiore visto che ognuno dei nove numeri della miniserie viene chiuso da una breve storia che approfondisce alcuni dettagli di uno dei protagonisti. Inoltre, quasi ispirandosi all’idea di unione di serie differenti, David realizza un’operazione in qualche modo simile a quella abbozzata negli appunti di Adams, solo che invece di mettere in connessione (ed è proprio il caso di dirlo) Dirk Gently con i personaggi della Guida, l’idea è quella di far confrontare la versione fumettistica, più fedele nel character design all’originale, con quella televisiva del 2016 interpretata da Samuel Barnett.
David incorpora quindi elementi presi dagli appunti di Adams con una trama che letteralmente interconnette i due universi narrativi in una storia che cattura perfettamente lo spirito della serie di romanzi, giocando al tempo stesso sulle differenze e sui punti di connessione tra la sua interpretazione del personaggio e quella del team di Max Landis, ideatore della serie televisiva. Tra l’altro la miniserie uscì più o meno in contemporanea con le due stagioni della serie televisiva, quasi in un progetto coordinato.

Isaac Newton Dirk Gently

Interessante poi la presenza di uno special guest come Isaac Newton. Il padre della teoria della gravitazione universale diventa uno dei viaggiatori del multiverso presenti nell’intricato intreccio ideato da David. E in un certo senso, nonostante la matematica della sua teoria non prevedesse nulla di tutto ciò, è anch’esso un sentito omaggio, visto che senza quella sua iniziale teoria, non ci sarebbe stata poi la necessità di aggiornarla con la relatività einsteiniana e, di seguito, non ci sarebbero stati i tentativi di sintetizzare quest’ultima con la meccanica quantistica. Portando così a una formalizzazione matematica del multiverso. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia! E giunti a questo punto non mi resta che augurare…
Un buon towel day a tutti!

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