I complottisti della Terra

I complottisti della Terra

Se credete a certe parole, allora credete anche ai loro argomenti nascosti. Quando vi convincete che qualcosa sia giusto o sbagliato, in realtà voi credete alle supposizioni insite nelle parole che esprimono questi argomenti. Tali supposizioni sono spesso piene di falle, ma restano ugualmente preziose per colui che è convinto.
– da I figli di Dune di Frank Herbert

Grazie al principio che le opinioni di ciascuno hanno il diritto e la dignità di essere espressi, molti gruppi di persone si sono sentiti autorizzati a diffondere idee ben poco scientifiche su molti argomenti, mettendo risultati sperimentali, teorie e modelli matematici sullo stesso livello delle opinioni personali. L’esempio più fulgido di tale atteggiamento è la discussione, più o meno accesa, di vari gruppi uno con l’altro e con la scienza stessa sulla forma della Terra. Tra questi gruppi alternativi la forma più nota è quella piatta, ma trovano spazio anche varie altre forme geometriche, così come la terra cava o, ultima arrivata, quella crescente. Ognuna di queste idee si scontra con i dati sperimentali che abbiamo raccolto dai satelliti, non solo quelli intorno alla Terra stessa, ma anche quelli inviati nello spazio per esaminare altri pianeti o scandagliare l’universo profondo.
Il punto su cui queste idee cadono miseramente è sostanzialmente la gravità: come intuito prima e dimostrato poi da Isaac Newton, la gravità è una forza centrale con simmetria sferica. Sebbene ciò non garantisca una forma esattamente sferica(1), è abbastanza semplice mostrare come l’unica forma compatibile con la gravità newtoniana è proprio quella sferica. Eppure la semplicità delle argomentazioni e le prove a supporto di queste, così come la loro longevità (la legge di gravitazione di Newton risale al XVI secolo) non riescono a scalfire le convinzioni di questi agguerriti gruppi, che per giustificare l’assenza di prove a favore della loro idea arrivano a suggerire, quando va bene, un complotto mondiale di tutti gli scienziati contro il genere umano.

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I modi con cui si affrontano queste idee sono svariati, ma quello scelto da Giovanni Grotto e Jacopo Beraldo è ben riassunto in queste poche parole tratte dalla prefazione a La vera forma della Terra, scritta dallo stesso Grotto, che è al tempo stesso un invito a tutti i divulgatori scientifici a resistere contro i complottisti:

Una risata li seppellirà

forma_terra-ciambellaL’agile volumetto, stampato in un formato ridotto di forma quadrata realizzato con disegni a tutta pagina propone una sfida presso la Facoltà di Astronomia di Nerchiate sul Membro tra il professore del corso di Astronomia e alcuni dei suoi studenti che contestano la dimostrazione matematica sulla forma della Terra, classificandola proprio come opinione. Una volta messo a tacere il loro professore, impossibilitato a replicare a causa dello sfoggio di ignoranza mostrato dai suoi studenti, ognuno di loro inizia a perorare la causa della propria forma preferita della Terra, in un susseguirsi di forme variegate difese da argomentazioni ridicole. L’atmosfera comica del tutto viene, poi, completata dal tratto rotondo e caricaturale di Beraldo, ispirato a quello di Don Alemanno. Peraltro sono proprio i commenti degli studenti stessi a rilevare l’assurdita di ciascuna di esse, mostrando in questo modo anche un altro difetto di fondo in questi gruppi: l’unica opinione che ha diritto di essere in qualche modo presa sul serio è la propria opinione.
Il vero problema, che il volumetto di Grotto e Beraldo riesce a mettere ben in evidenza, è proprio l’atteggiamento acritico nei confronti dell’idea in cui si decide di credere e quello eccessivamente critico nei confronti di idee differenti che caratterizza buona parte dei complottisti, mostrando come ancora la cultura scientifica, fondata non solo sul mettere in discussione (prima di tutto se stessi), ma anche sul costruire un procedimento di verifica che sia ripetibile da chiunque altro, ha ancora molta strada da fare.


  1. Come suggerito da Carl Gauss e successivamente dimostrato grazie a una serie di esperimenti, la Terra ha una forma molto simile a quella di uno sferoide oblato, sebbene la sua mappa gravitazionale assomigli di più a una patata.