Flash: Guida per il camminatore sull’acqua
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Flash: Guida per il camminatore sull’acqua

Avevamo lasciato Barry Allen al problema di correre lungo la parete di un grattacielo, che, come abbiamo visto, è da considerarsi una “licenza poetica” degli autori. Un’eccezione, però, il buon Flash potrebbe compierla se si dovesse trovare a correre tra due palazzi sufficientemente vicini. In quel caso, data la spinta iniziale verso l’alto, gli basterebbe “rimbalzare” lungo le pareti per arrivare in cima a uno dei due palazzi.
Quando, però, corre in piano alle sue altissime velocità (come detto è in grado di correre più veloce di una pallottola), può sperimentare un particolare effetto, dovuto al fatto che, come tutti noi del resto, si muove immerso in un fluido: l’atmosfera terrestre.

Attraversare l’aria

Se corriamo, rispetto a quando nuotiamo, non risentiamo eccessivamente della resistenza del fluido che stiamo attraversando essenzialmente per due motivi: l’aria è molto più rarefatta dell’acqua e, con piccolissime variazioni una dall’altra, tutte le molecole si muovono alla stessa velocità, all’incirca 335 m/s (1200 km/h). Questo vuol dire che le molecole davanti a noi non sono più dense di quelle dietro di noi. Per capire questo concetto basti pensare alla maratona di New York. In partenza gli atleti si muovono a bassa velocità, mentre man mano che la corsa si svolge la velocità aumenta: in questa seconda situazione è molto più semplice riuscire a guadagnare le posizioni di testa spingendo via (ma non lo fate!) gli atleti più lenti, mentre in partenza, visto che tutti ci stiamo muovendo più o meno alla stessa velocità, diventa molto più difficoltoso, perché è tutto il gruppo e non il singolo atleta a opporre resistenza.

da Flash #110

Allo stesso modo quando Flash si muove a velocità vicine ai 335 m/s, e sappiamo che può farlo visto che è in grado di raggiungere i 900 m/s, si creerà di fronte a lui un fronte d’onda più denso che lo costringerà a consumare una maggiore energia per mantenere la sua velocità, ma che può essere utilizzato per fermare un criminale, come succede con il Mago del tempo (Weather Wizard) su The Flash #110 di John Broome e Carmine Infantino1: proprio questo fronte d’onda nell’aria è collegato con il così detto muro del suono, visto che la velocità del suono in aria a una temperatura di 20 °C è di 343.8 m/s.
Tutto ciò, però, ci può anche aiutare a capire come sia possibile che Flash riesca a correre sulla superficie dell’acqua, come ci viene mostrato sin dall’esordio di Barry Allen su Showcase #4 di Robert Kanigher e, sempre, Infantino.

Muoversi sull’acqua

da Showcase #4
Il problema del correre sull’acqua può essere affrontato da due prospettive diverse. Iniziamo da quella più semplice: il basilisco.
Il basilisco, o per meglio dire il basiliscus, è una particolare lucertola che, quando deve attraversare uno specchio d’acqua, si issa a due zampe e inizia a correre. E, almeno fino a un certo punto, zompetta sulla superficie dell’acqua fino a che non è costretto a nuotare. La velocità che il basilisco mantiene sull’acqua è pari a 1.5 m/s e gli permette, prima che la gravità abbia la meglio, di percorrere all’incirca 4.5 m. Per compiere questa sua piccola impresa, il basilisco colpisce ripetutamente la superficie dell’acqua con i suoi piedi. Gli esseri umani per ripercorrere le gesta di questo piccolo rettile dovrebbero colpire l’acqua a una velocità superiore ai 30 m/s (108 km/h), che richiederebbe una potenza 15 volte superiore rispetto a quella che i muscoli umani sono in grado di sprigionare2.
Dal punto di vista di Flash, però, queste prestazioni sarebbero facilmente raggiungibili e, tra l’altro, andando a velocità superiori sperimenterebbe anche un secondo effetto, che per la sua corsa sarebbe in qualche modo gradito. Infatti se ci si sposta sulla superficie dell’acqua a velocità superiori ai 44 m/s (160 km/h) l’acqua si comporta come un solido: per avere un’idea di questo fatto basta colpire con la mano ad alta velocità uno specchio d’acqua, o pensare a quanto vi potreste fare male se spanciate sulla superficie dell’acqua contenuta nella piscina lanciandovi dal trampolino.
Dunque Flash sarebbe in grado di raggiungere anche la velocità necessaria per “rendere” l’acqua un solido sotto i suoi piedi, ma non è detto che avrebbe la necessaria trazione per compiere più di un passo sulla sua superficie. Eppure le idrometre, degli insetti che vivono sull’acqua, riescono a muoversi sulla sua superficie senza grosse difficoltà, forse grazie al fatto di riuscire a generare dei vortici in grado di fornire loro una spinta nella direzione opposta. Flash, in virtù della sua grande velocità, è in grado di generare vortici sufficientemente potenti da fornirgli la spinta, o la trazione per correre sulla superficie dell’acqua.

da Flash #117

Inoltre sappiamo che Flash è in grado di generare una sorta di cuscinetti d’aria per rallentare la caduta delle persone da grandi altezze o far perdere l’equilibrio ai criminali. Questo effetto, in qualche modo, possiamo sperimentarlo ogni volta che prendiamo la metro: basta osservare come la partenza del treno sia in grado di sollevare le carte e la spazzatura che si trovano sulla banchina. Questo fatto è dovuto sempre a come si comporta l’aria quando è attraversata ad alte velocità: in questo caso si generano delle piccole zone di alta pressione di fronte all’oggetto in movimento e di bassa pressione nel suo retro. L’aria tende a spostarsi dall’alta verso la bassa pressione, per equilibrare la situazione, e questo spinge gli oggetti più leggeri a spostarsi e fluttuare nel verso opposto al moto del treno della metropolitana, o, come nel caso di Flash, ai criminali che deve catturare (Flash #117) o quando deve rallentare una caduta come nel caso di Flash #137.


  1. E’ anche l’albo d’esordio di Wally West, il primo Kid Flash e il terzo a indossare il manto del velocista scarlatto 

  2. Glasheen, J. W., & McMahon, T. A. (1996). A hydrodynamic model of locomotion in the basilisk lizard. Nature, 380(6572), 340-342 – via: Minetti, A. E., Ivanenko, Y. P., Cappellini, G., Dominici, N., & Lacquaniti, F. (2012). Humans running in place on water at simulated reduced gravity. PLoS One, 7(7), e37300. doi:10.1371/journal.pone.0037300

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