Fili invisibili

Fili invisibili

Nella tavola originale che ho trasformato per questo nuovo mashup, Pinky e il suo amico Giorgione discutono di cosa tiene su le stelle. Se nella versione di Massimo Mattioli sono veramente dei fili invisibili, in questo mashup ho inserito alcune informazioni relative allo spaziotempo. In particolare intorno alla terra troviamo un paraboloide di Flamm, una forma matematica che permette di visualizzare la deformazione indotta da un pianeta su uno strato di spaziotempo. Come vedete le linee intorno al pianeta incurvano. Per capire come mai partiamo dall’esempio che si trova all’inizio della quadrupla: il percorso che deve compiere un aereo per andare da Ottawa a Venezia. In questo caso l’aereo compie un percorso curvo parallelo alla superficie terrestre. Possiamo vedere ancora meglio la cosa con il grafico successivo. In questo caso abbiamo tre tracce di tre particelle differenti. La linea a rappresenta una particella a riposo, la linea b una particella che si muove con velocità costante, la linea c una particella che si muove di moto accelerato. Questo vuol dire che l’accelerazione di gravità induce una curvatura nel moto rettilineo di una particella o nell’ottica di fili e linee, queste ultime incurvano in presenza di una massa. In questo caso, però, gli oggetti che si trovano nell’universo non sono ancorati ai fili, ma si muovono su di essi, o per meglio dire sulla trama che ordiscono, passando a una metafora leggermente più complessa. E sì, c’è anche la possibilità che questi “fili” si rompano. E le forbici che ottengono tale risultato sono i buchi neri. Questa, però, è un’altra storia, che ho in parte raccontato nell’articolo Un tuffo nel buco nero.

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