A.M.A.R.E.: tutte le forme dell’amore

A.M.A.R.E.: tutte le forme dell’amore
Cinque fumettiste raccontano l’amore in tutte le sue sfumature. Una antologia ricca, diversificata e solidamente costruita.


amare-copertina-altaQuante forme può avere l’amore?
Può essere un tag o un graffito su un muro, oppure un troll che ama un fantasma. Può essere la scoperta della sessualità e della sentimentalità nel rapporto fra due adolescenti, o forse un’amicizia che nasconde un amore. O ancora, l’amore può essere la sua fine. Tutte queste forme, queste possibili configurazioni e stratificazioni sono esplorate da cinque talentuose e sensibili autrici: , , Amanda Vähämäki, Roberta Scomparsa e . In una sola parola (o meglio in un solo acronimo): A.M.A.R.E., antologia di racconti brevi pubblicata da vincitrice del Award 2021 per il miglior racconto breve o raccolta che fa parte del progetto Dalla parte delle bambine, teso alla promozione e alla diffusione di una cultura della non discriminazione a partire dall’educazione ai sentimenti già nella prima infanzia. Infatti l’acronimo A.M.A.R.E., oltre che dalle iniziali delle cinque fumettiste, potrebbe essere formato anche da parole come Adolescenza, Malinconia, Amicizia, Rispetto, Esplorazione, cinque parole che racchiudono il senso e le sfumature delle cinque storie contenute nel volume curato da Liliana Cupido e Roberta Colombo.

Ad aprire le danze, con quella che è la più classica e più solida delle storie del volume, è Martina Sarritzu, che in Un passo indietro racconta il passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza di due amiche, Anna e Viola. Legate da un rapporto di amore e odio, di supporto e competizione, le due condividono le prime esperienze sessuali e i primi rapporti sentimentali, raccontandosi piccole bugie e grandi verità, allontanandosi per via delle diverse compagnie ma riavvicinandosi nel momento in cui Viola si ritrova in un rapporto tossico, uno di quei tipici rapporti con un ragazzo più grande che tarpa le ali alla propria fidanzata. amare-sarritzu-3In poche pagine, Sarritzu costruisce una storia di amicizia e di crescita genuina e verosimile, capace di ricreare situazioni credibili e universali, che permettono di analizzare la complessità dei rapporti tra persone, la scoperta del proprio corpo e di come questo sia un elemento che influisce nelle relazioni con gli altri e il rapporto con sé stessi.

Lo stile realistico, i toni di grigio e il segno snello ma voluttuoso conferiscono un senso materico alle tavole, sottolineando in questo modo la componente corporea e materiale dell’evoluzione del corpo femminile raccontato in questa storia. Peluria, sudore e umori diventano tangibili, si riesce a percepire la temperatura corporea che aumenta a causa dell’eccitazione o della vergogna, oppure il sapore salato delle lacrime di paura e dolore. Sarritzu, però, è abile anche a inserire in questo realismo alcuni elementi esagerati in alcuni particolari del viso, in alcune espressioni e in alcuni gesti: tutto questo rafforza il senso di cambiamento che investe le due protagoniste e definisce ancora di più la loro relazione che, come tutte quelle più forti vissute in adolescenza, è sempre sopra le righe.

amare-vahamaki-1Uno stile fortemente espressivo e corposo, nonostante un tratto gentile e il tema fantastico della storia, caratterizza Torta di vermi fatta in casa di Amanda Vähämäki. Ambientata in un mondo fiabesco ispirato al folklore nordico e popolato da vampiri, streghe e fantasmi, la storia della troll Rubi e della sua famiglia permette a Vähämäki di affrontare il tema della diversità e dell’inclusività. In un mondo in cui creature diverse sono amiche e colleghe, è comunque oggetto di stupore una troll femmina che si veste da ragazzo, oppure un’altra che abbia una relazione con un fantasma di donna.

Storie/vicende/casi paradossali che mettono in luce tutte le ipocrisie di un mondo che, al di là delle magie e delle orecchie a punta, sembra in tutto e per tutto simile al nostro. Il segno di Vähämäki è delicato e rassicurante, affonda le proprie radici nel realismo onirico delle storie illustrate del nord , definisce con pochi tratti le caratteristiche di ogni personaggio, le pieghe dei vestiti e della pelle, le espressioni minime di ogni volto. È questo stile, realistico e dolce, che rappresenta tutto con delicatezza, la risposta migliore al senso di ipocrisia  che aleggia tanto sul mondo fantastico della storia quanto su quello reale in cui vivono i lettori: nessun corpo, nessun orientamento e nessun amore è veramente sbagliato.

E non sono strani nemmeno il rapporto e lo stile di vita rappresentati  in Beccaccia, un animale strano di Roberta Scomparsa. Robina e Beccaccia, le protagoniste della storia, ci vengono presentate su un gommone che imbarca acqua in un fiume di Vienna: moderne Tom Sawyer e Huckelberry Finn legate da un’amicizia vera e profonda, che si riposa su un sofà mezzo scassato su cui squatterare, che ha i colori spray delle bombolette per fare graffiti e tag su muri e vagoni di metropolitana, che ha la ricchezza dei regali trovati nella spazzatura ma fatti con il cuore. Un rapporto adolescenziale puro, dall’onore quasi cavalleresco, raccontato con amore e ammirazione da Robinaamare_roberta-2, voce narrante che ci accompagna nella vita dura ma libera e senza compromessi di quello strano e affascinante animale che è Beccaccia.

Questa mancanza di compromessi e voglia di libertà assoluta, in perfetto stile punk e squatter, è incarnata nello stile underground di Roberta Scomparsa, fatto di bianchi e neri nettissimi, di tratteggio abbondante, di stilizzazione e ruvidezza formale, nonché di citazioni e reinterpretazioni (i volti di Beccaccia e Robina richiamano un punkabbestia oppure la maschera inquietante dell’assassino del film Auguri per la tua morte). A questo si si aggiungono didascalie e dialoghi abbondanti, spesso conditi da lessico e locuzioni che emergono da un substrato culturale da centro sociale. Sebbene molti di questi elementi siano presenti in Trappola Stiff e il Giro del fosso, storia dell’autrice inclusa nell’antologia Materia Degenere 2, in questo caso l’energia creativa di Scomparsa è incanalata in maniera più efficace: questo le permette non solo di costruire una storia dalla maggiore coesione narrativa, ma soprattutto di creare una relazione credibile e coinvolgente e un personaggio, quello di Beccaccia, tridimensionale e vivido, a cui è facile affezionarsi e per cui si prova affetto e tenerezza.
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Il rapporto a due diventa triangolo di amicizia in Salamandra di . Una storia in cui è facile rivedere la propria adolescenza, respirando salsedine e sabbia, odore di avventure estive e di competizione tra ragazze: l’amicizia a tre fra Gabriella, Elena e Claudia, che quest’ultima racconta a un amico conosciuto online, si regge su complicità e inimicizie, sulle relazioni fugaci che accompagnano le estati indimenticabili, magiche e “drammatiche” dell’adolescenza. E proprio la scoperta del sesso e del sentimento” porta a galla gelosie e rivelazioni, che esplodono, come nel più classico dei copioni, durante una festa al mare.

Albertini divide la tavola con vignette contigue, non separate da alcuno spazio bianco, per dare alla storia un ritmo concitato, fatto di eventi che si susseguono rapidi mentre i testi delle mail fanno da controcanto all’azione e approfondiscono i sentimenti di Claudia. Ma Albertini non è solo brava con il ritmo incalzante, che sa trovare momenti di sospensione e riflessione (come il tuffo nel mare, liberatorio ma anche nostalgico, nel finale della storia): la costruzione del racconto permette di soffermarsi sulle espressioni delle ragazze, sui loro occhi piangenti o meschini, dolci o impressionati, resi con un tratto chiaro ed essenziale, tondeggiante ma non rassicurante, che indugia spesso anche sui corpi, i cui volumi acerbi vengono definiti da brevi tratteggi e tocchi di grigio.

amare_alice-2Ti odio tantissimo di chiude il volume con un racconto dalle atmosfere tipiche dell’autrice di Junior e Sandro, sospeso tra sogno e simbolismo, infantilismo e surrealismo. La protagonista (dal volto di panda) sta per diventare adulta, è presa da paure e angosce che si manifestano come un gigante muscoloso e gentile alle sue spalle, mentre la sua vita sentimentale naviga a vista con una relazione instabile, senza senso ma da lei percepita necessaria per non sentirsi soli. Con una narrazione spezzata, che ondeggia tra momenti diversi della vita dei personaggi, e che passa da una tavola a sei vignette piccole e ben distanziate a una senza suddivisioni, Socal ci trascina in un universo dove la grazia dei personaggi, disegnati con un tratto leggero che lascia grande spazio ai bianchi, si scontra con le loro nevrosi e le loro ansie. A unire tutto questo, un flusso di coscienza continuo che riflette su un amore giusto e sbagliato al tempo stesso, sul suo inizio e sulla sua fine.

Una struttura circolare che, partendo dall’inizio dell’amore e dell’esperienza sessuale, giunge alla fine di questo, passando attraverso ogni sua più piccola variazione. E proprio questa è la grande forza del volume: non solo nelle singole storie e nella grande capacità narrativa delle autrici, nella loro profondità, sensibilità e naturalezza nel creare racconti coinvolgenti ed emozionanti, ma anche nella cura messa nel costruire l’opera, che crea una fluidità narrativa e una coesione di contenuti che valorizza la diversità e la molteplicità stilistica delle fumettiste coinvolte. Un manifesto chiaro e coraggioso del messaggio che l’opera vuole veicolare: qualsiasi sia la sua forma, qualsiasi sia la sua declinazione, l’amore è sempre amore.

Abbiamo parlato di:
A.M.A.R.E.
Alice Socal, Martina Sarritzu, Amanda Vähämäki, Roberta Scomparsa e Eliana Albertini
, 2021
160 pagine, brossurato, bianco e nero – 18,00€
ISBN: ‎ 9788899524456

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