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8 Luglio 2008
di Cinzia Tani, Roberto Ricccardi e Matteo Bussola Eura Editoriale, giu. 2008 – 98 pagg. b/n bros. – 2,70euro Questa serie sfonda finalmente una porta che il fumetto a grande diffusione sembrava aver timore ad attraversare. Se infatti, sulla scia del successo delle serie TV statunitensi, da anni anche in Italia assistiamo a serie d’ambientazione nostrana incentrate sulle forze dell’ordine (con discreto successo), il fumetto, mezzo popolare per eccellenza nella nostra cultura, e che economicamente e operativamente è assolutamente concorrenziale, aveva ignorato questa possibilità. Realizzato in collaborazione con la rivista “Il carabiniere”, questo Unità speciale colma un poco questo vuoto,
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di Cinzia Tani, Roberto Ricccardi e Matteo Bussola
Eura Editoriale, giu. 2008 – 98 pagg. b/n bros. – 2,70euro
Questa serie sfonda finalmente una porta che il fumetto a grande diffusione sembrava aver timore ad attraversare. Se infatti, sulla scia del successo delle serie TV statunitensi, da anni anche in Italia assistiamo a serie d’ambientazione nostrana incentrate sulle forze dell’ordine (con discreto successo), il fumetto, mezzo popolare per eccellenza nella nostra cultura, e che economicamente e operativamente è assolutamente concorrenziale, aveva ignorato questa possibilità. Realizzato in collaborazione con la rivista “Il carabiniere”, questo Unità speciale colma un poco questo vuoto, con un’operazione commercialmente indiscutibile; indiscutibile, se non fosse per una qualità generale insufficiente e che a lungo termine, senza una maggiore cura, potrebbe essere dannosa per il progetto. Lo stile narrativo di questo primo episodio appare piatto, con poco ritmo e con uno svolgimento spesso scontato e banale; i personaggi vengono abbozzati in maniera superficiale, e in generale tutto sembra fatto in maniera poco convinta e anonima. Anche i disegni di Bussola sono discontinui, con evidenti sbagli di prospettiva e anatomia. Forse la somma degli errori strutturali di questo albo non sarà discriminante per un certo tipo di pubblico, ma certo può allontanarne molto altro. (Ettore Gabrielli)

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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