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Ultimate Elektra

Articolo aggiornato il 25/09/2017

di e Salvador Larroca
Panini comics – 120 pagg. bros. col – 4,00euro
Se ad una prima lettura questa mini scorre con una certa scioltezza, ad una riconsiderazione più attenta e distaccata ciò che emerge è, purtroppo, un’impressione di sostanziale inutilità. Addentrandoci in un’ analisi più rigorosa, si può riconoscere come Mike Carey gestisca con mestiere una sceneggiatura scorrevole e ponderata, seppur non particolarmente ispirata, delineando una trama in sé piuttosto semplice inscrivibile nel filone noir, in cui l’ elemento violento è pero’ mitigato dall’approccio dello sceneggiatore e dalle tavole di Salvador Larroca, lucenti e quasi prive di neri. Il suo tratto, che in fondo non mi ha mai convinto del tutto, risulta da una strana commistione di influenze europee, nipponiche ed americane, conservandosi al contempo espressivo, spettacolare ed ordinato. In questo lavoro pero’, anche perché meno valorizzato dal colorista, non si esprime ai livelli raggiunti con i suoi X-Men, ma le maggiori colpe per questo sono da imputare a lui stesso ed al superlavoro cui si sottopone. Pur sicuramente sufficiente per sceneggiatura e disegni, ciò che manca alla mini è una ragione d’interesse di fondo: infatti i personaggi sono scialbi o poco approfonditi, e compiono scelte difficili, che sarebbero addirittura lancinanti nel mondo reale, sorretti da motivazioni inadeguate, alternando ingenuità e risolutezze di difficile interpretazione. In più non viene trattato alcun tema, anche se ne vengono sfiorati alcuni, e non ci sono idee davvero affascinanti o originali nella trama. Fallisce anche la modernizzazione di Elektra, presentata ancora giovane ed afflitta da problemi più vicini alla vita reale e dunque al lettore giovane, ma meno affascinante della gelida, conturbante e mentalmente disturbata assassina prezzolata dell’universo Marvel classico. Una storia, quindi, scritta per bissare il successo della prima mini, già riconosciuta come non del tutto riuscita dallo stesso curatore dell’ edizione italiana in questo secondo capitolo, e sostenuta più del solito da ragioni prettamente commerciali: sarebbe forse stato meglio varare una maxiserie sostenuta da un progetto più solido ed organico nella quale raccontare tutta in una volta la progressiva deriva di Elektra. (Umberto Monzani)

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