Cronache

Zerocalcare presenta Kobane Calling

Il 10 maggio 2016 Zerocalcare è stato alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano per il tour di presentazione di Kobane Calling.
Zerocalcare presenta Kobane Calling
Foto di Gianluigi Filippelli dal nostro account instagram

La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano si estende per un’altezza di tre piani; sui suoi scaffali si possono trovare libri, cd, videogiochi per tutte le piattaforme. In fondo alla sala, dal lato opposto rispetto all’ingresso che da su Corso Vercelli, c’è un punto di ristoro; sulla destra un bar e alcuni tavolini dove sedersi e consumare, con alle spalle una specie di palchetto con altri tavolini. Questa zona, usualmente riservata ai clienti, è quella dedicata alle presentazioni delle nuove uscite letterarie e musicali. L’ultimo è dedicato alla musica con proposte che variano dalla classica al jazz passando per il blues.

La capienza di questa sede è più che sufficiente per ospitare presentazioni molto partecipate come ad esempio quella tenutasi nel 2009 con Dario Fo e Piergiorgio Odifreddi sulla teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. Giunto poco dopo le 16:30 mi sono ritrovato con una libreria affolata quasi quanto quel giorno, piena di gente, ognuna con la sua copia di Kobane Calling in mano. C’era chi era alla cassa per pagare e/o prendere il numero di prenotazione per il firmacopie e chi era seduto per terra o appoggiato a una parete a leggere il corposo volume. Girando (per quel che era possibile) per gli spazi diventati ristretti della libreria ho avuto modo di osservare gente un po’ di tutte le età; c’era persino l’ottuagenaria che, muovendosi determinata con l’aiuto di una stampella, cercava di avvicinarsi al palco con la sua copia di Kobane Calling grossa più del doppio rispetto al suo esile braccio.

Constatato che sarebbe stato impossibile intervistare il fumettista e che trovare un buon posto per seguire la presentazione vera e propria era un’impresa altrettanto improba, sebbene più semplice della prima, sono salito al primo piano per girare tra gli scaffali; anche qui c’era più gente del solito, almeno per un giorno di inizio settimana, che gironzolava tra i libri esposti (inutile dire che la sezione fumetti era la più affollata) o seduta in un angolino, creando magari un po’ di imbarazzo nell’usuale cliente della libreria mentre provava a dare un’occhiata a qualche particolare volume.

Tutto questo colore iniziale, solo apparentemente inutile, serve per dare un’idea di quello che, con questo libro, è stato il maggior successo di , al di là dell’entità delle pur ragguardevoli vendite: riuscire a “parlare” a più gente possibile, di tutte le età, e non a quella che, in termini dispregiativi e un po’ superficiali, viene definita da buona parte della critica come “la generazione che si guarda l’ombelico“.

I kurdi sono un popolo educato

Zerocalcare presenta Kobane Calling
Dall’account facebook della

Quando tra il 1998 e il 1999 Abdullah Ochalan passò poco più di due mesi in Italia senza ottenere asilo politico dall’allora governo D’Alema, i problemi diplomatici per l’Italia, da qualunque lato li si vedesse, furono particolarmente imbarazzanti. Ebbene, un qualunque kurdo, tra quelli conosciuti da , arrivava a scusarsi per la situazione delicata causata all’Italia con quella scelta di rifugiarsi, seppur per un tempo limitato, nel nostro paese.

Fu proprio grazie a questo modo di fare che Zerocalcare comprese l’alto livello di educazione del popolo kurdo ed è da questa osservazione che inizia la chiacchierata tra l’autore e il pubblico, moderata da . Quest’ultimo con grande abilità guida la conversazione per consentire all’autore di ribadire concetti, certo presenti nel volume, ma di grande importanza. Il punto cardine della parte politica della discussione è legato a una delle domande che vengono solitamente poste durante gli incontri:

Ma allora la situazione del Rojava è simile a quella della Palestina?

Con grande chiarezza Zerocalcare ribadisce la profonda differenza tra le due situazioni: mentre in Palestina si cerca il riconoscimento come stato sovrano, il Rojava chiede che si permetta entro i suoi confini geografici la forma di autogoverno proposta da Ochalan, il confederalismo democratico (in pratica una sorta di stato libertario, o quanto meno qualcosa che gli si avvicina). È una differenza non di poco conto perché si basa sull’assunto basilare che lo stato-nazione sia repressivo nei confronti dell’individuo, anche quando animato dalle migliori intenzioni.

Zerocalcare presenta Kobane CallingNon è necessario dilungarsi oltre su queste questioni, soprattutto quando durante l’incontro è stato raccontato poco più di quanto scritto poco sopra (un buon punto di partenza per approfondire è la recensione di Ferro e piume), spostando successivamente l’attenzione più che altro su aneddoti e curiosità che permettessero di mantenere l’incontro su toni sostanzialmente leggeri e colloquiali.
E tornano allora i tormentoni sulle colazioni salate, uno dei tormentoni del volume, o l’entità economica dei materiali sequestrati alla dogana (dell’ordine dei 12000 euro), o ancora i problemi con i documenti di riconoscimento.

La discussione è stata abbastanza rapida, all’incirca tre quarti d’ora, ma soprattutto il momento delle domande dal pubblico ha permesso a Zerocalcare di ribadire il concetto che era evidente sin dal primo momento in cui, entrando nella libreria, si provava a dare una visione attenta alle persone intervenute: l’autore ha cercato di “essere il più inclusivo possibile“. Per ottenere questo effetto era anche necessario far comprendere il chi e il dove dell’azione, e trovare un equilibrio tra il racconto dei fatti e lo stile di narrazione particolare di Zerocalcare.

Con grande umiltà l’autore si chiede se questo equilibrio sia stato raggiunto, ma forse proprio la varietà di persone presenti alla presentazione permette di dare una risposta tutto sommato positiva.

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio