Zagor # 600 – Il giorno dell’invasione (Rauch, Ferri)

Jacopo Rauch e Gallieno Ferri si incontrano per significare, con questa storia, il passato, il presente e il futuro del personaggio Zagor.

Zagor # 600 - Il giorno dell'invasione (Rauch, Ferri)

riesce nell’impresa di rilanciare, in meno di 100 pagine, le suggestioni evocate da (precisamente trentacinque anni or sono) in ben 428 tavole. Lo fa recuperando il nucleo centrale della narrazione nolittiana, che era una idea semplice, eppure di enorme fascino: quella dello scontro fra la freddezza spietata di una scienza aliena verso i caldi afflati dell’umano agire e sentire.
Il plot narrativo è grandioso: orrore e stupore per il mistero frammisti ad aneliti di libertà che portano a lottare, affrontare ciò che in assoluto non siamo, con misere armi, tenere in nessuna considerazione la propria conservazione, solo per una causa giusta, per la salvezza, ancor più della propria esistenza fisica, della propria anima. L’esito sarà scontato e non c’è bisogno di inutili spoiler per capirlo.
In ogni caso, con questa storia, Zagor rientra nella leggenda, che lo incorona, ufficialmente, per i popoli rossi, splendida teofania, nell’empireo divino. L’uomo non può contrapporre la propria umanità alla sua controparte aliena, senza i favori del semidio che lo collega alla divinità. Zagor rappresenta tale viatico. Entra nell’empireo (quello dei disegnatori) anche , con un tratto di giovanile efficacia che non risente affatto delle innumerevoli primavere che lo hanno visto perennemente sugli albi dello Spirito con la Scure.

Abbiamo parlato di:
Il giorno dell’invasione
Jacopo Rauch, Gallieno Ferri
, luglio 2015
98 pagine, brossurato, colori € 3,20

Zagor # 600 - Il giorno dell'invasione (Rauch, Ferri)

3 Commenti

3 Comments

  1. nicola ruffo

    2 luglio 2015 a 12:40

    Grandissimo Jacopo. Un concentrato – a colori – in un solo albo di avventura ad alta tensione che già segna un’altra pietra miliare nella saga del nostro Zagor. E grande anche il Maestro Ferri, intramontabile, con il suo tratto sempre dinamico e seducente.

  2. Lorenzo

    5 luglio 2015 a 11:07

    «le suggestioni evocate da Guido Nolitta (precisamente venticinque anni or sono)»

    Precisamente… sono trentacinque anni! :D

  3. Michele Garofoli

    Michele Garofoli

    5 luglio 2015 a 18:33

    Grazie per la segnalazione Lorenzo! Abbiamo aggiunto i dieci anni mancanti. Portate pazienza ma questo infernale caldo estivo…

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