What a Wonderful World #1-2

Inio Asano Kappa Edizioni, 2005 - 208 pagg. b/n bros. - 8,50euro cad.
Articolo aggiornato il 03/11/2015

Costituito da una serie di racconti brevi, generalmente slegati e cuciti assieme da brevissime, mute e “cinetiche” strisce, il titolo d’esordio della collana Manga San di , What a Wonderful World! di Asano Inio si è rivelato una piacevole sorpresa.What a Wonderful World #1-2
Il passaggio all’età adulta, la morte dei sogni dovuta alla necessità di dover affrontare la realtà, la disillusione di fronte alla vita e la ricerca della felicità, la precarietà del futuro sono i temi affrontati dall’autore con una certa sistematicità attraverso la narrazione della vita dei personaggi.
L’indagine si estende dalla fanciullezza alla vecchiaia, comprendendo sia il “mondo dei bambini” che il “mondo degli adulti”; realtà separate, nella società giapponese, da un confine percepito in modo molto più netto di quanto lo sia in occidente.

Comune denominatore dei racconti è l’insicurezza di fronte ai passaggi cruciali e alle difficoltà dell’esistenza.
Asano parla degli anni del primo impatto con la consapevolezza di dover crescere e cambiare (l’adolescenza e le scuole medie) dove quello che assale i personaggi è amarezza (vedi Castello di sabbia), stupore di fronte ad un cambiamento comparabile con quello che trasforma un girino in una rana (Il sereno dopo la pioggia), paura che diventa violenza (Stella bianca, stella nera); o del momento in cui, all’uscita della scuola, un ingresso all’università ritarderebbe ancora di un po’ “l’età adulta”. I personaggi sono chiamati a prendere decisioni importanti: spesso si tratta di cosa fare della propria vita, abbandonando, se necessario, sogni giovanili palesemente irrealizzabili e divenuti pesi socialmente insostenibili (Sciroppo) o di riguadagnare un ruolo in una società crudele della quale si è divenuti vittime, compiendo gesti estremi (Una città con molte discese) o il crescere sacrificando se stessi e i propri affetti per adattarsi nel miglior modo a ciò che la “società degli adulti” richiede (Bird Week).

L’autore fissa lungamente l’attenzione al “confine” tra i due mondi, sul quale si sofferma chi non è pronto o non vuole affrontare le responsabilità che garantirebbero la certezza di un ingresso nella società e chi, senza un titolo accademico, non riesce a trovare lavoro in una “kaisha” (1) e vive per sempre nella precarietà fatta di lavori saltuari o della libera professione (2) . Quindi il mondo dei “freeter”, giovani che non entrano nel sistema del “lavoro a vita” (Untitled), gli stessi fumettisti, i venditori ambulanti, i redattori di riviste pornografiche, tutte figure che si muovono al confine della “società della sicurezza” non avendo abbandonato i propri sogni, che tuttavia si trovano prima o poi a dover scendere a compromessi o a tornare sui propri passi.What a Wonderful World #1-2

Depressione e suicidio non sono mai apertamente citati ma sono trattati in maniera più o meno indiretta in tutto l’arco della narrazione. L’autore, ricorrendo all’uso espressivo del vuoto, affronta il “togliersi la vita” con estrema delicatezza, in modo che sia sempre palese la presenza di questa tematica benché mai esplicitata. Quello che traspare è che che l’autore non considera quella estrema del suicidio una soluzione plausibile, suggerendo come la vita sia dura ma vada comunque affrontata (What a Wonderful World).
Il “male oscuro” è trattato in modo più banale, trasformato in una malattia donata da un benevolo “dio della morte” (Shinigami, figure facenti parte a pieno titolo dell’immaginario collettivo giapponese) in grado di fermare le persone in un attimo felice, ma senza futuro, come massima espressione del “mal di vivere”.
L’autore ricorre talvolta all’onirico e alla vena surreale ad esso legata che percorre certa parte del fumetto (ma non solo) giapponese. Così la tartaruga che fugge dal proprio guscio per salvarsi da un incendio (Datsun), il venditore di palloncini mascherato da orso e il buffo trio di killer (Un orso nella foresta), gli dei della morte materializzatisi in un corvo (Una città con molte discese) e in un cane nero, l’esperienza post-mortem (Cielo blu).

“What a Wonderful World” è colmo d’amarezza. L’autore sembra non aver trovato risposte su come affrontare la durezza della vita (o non vuole darne), ma sembra essersene fatto una ragione. L’opera di Asano Inio nasce in un contesto culturale molto diverso dal nostro. Tuttavia noto, con una certa inquietudine, aderenze se non con la società attuale, con quello che la nostra società rischia di diventare. L’insicurezza data dalla precarietà del futuro è tema molto attuale che rende questo fumetto in un certo senso universale.

 

Riferimenti
Sito ufficiale Kappa Edizioni: www.kappaedizioni.it


Note:
  1. “Kaisha” non può essere tradotto a cuor leggero con l’italiano azienda, o impresa, senza banalizzarne il significato. 

  2. Il concetto di “libera professione”, nel Giappone delle “kaisha” e del “lavoro a vita”, è legato profondamente alla precarietà che esso comporta e non alla libertà di gestione e alle laute parcelle proprie di un buon professionista nostrano. 

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