Wet Moon e di come, fissare la luna, possa essere pericoloso

Michele Monteleone dimostra perché NON dovreste leggere "Wet Moon" di Atsushi Kaneko. E perché, immancabilmente, dovreste leggerlo.

Wet Moon e di come, fissare la luna, possa essere pericoloso

Leggo spesso bei fumetti, ne escono a decine ogni mese, ma raramente mi capita di imbattermi in un capolavoro.

Wet Moon lo è.

Non c’è mai silenzio nella testa di Sada, il protagonista di Wet Moon, poliziotto ossessionato dalla cattura di un’assassina che gli è sfuggita ormai ben due volte e a cui deve la sua convivenza con una scheggia di qualcosa che si è incastrato nel lobo temporale ed è impossibile da rimuovere chirurgicamente.

E come non c’è pace per Sada, non c’è ne è neanche nelle tavole di , tavole in cui il silenzio non esiste.
È il rumore di fondo del mondo che fa da contraltare al lento scricchiolio della pericolante sanità mentale di Sada, che rimbomba con un rumore sordo nella miriade di vignette dei tre albi di Wet Moon e che martella il cervello del lettore anche nelle tavole mute.

Un rumore ossessivo, qualcuno o qualcosa che graffia contro il teschio di Sada, dall’interno della sua testa, che aspetta proprio fuori, sulla soglia di una porta che nessuno vorrebbe aprire, ma che probabilmente sta lì solo per rinchiuderci.
È labile il confine fra realtà e follia nelle pagine di Kaneko, una follia tanto reale che spaventa, che ci cammina addosso, pizzicandoci le carni come l’incedere di un’infinita processione di formiche.

Wet Moon e di come, fissare la luna, possa essere pericoloso

 

Quello dell’orrore del maestro giapponese è un prurito che avevo provato solo con il miglior Lynch, che pensavo fosse impossibile realizzare a fumetti. Il problema fondamentale di un orrore che non fa del suo aspetto splatter e puramente visivo il suo fulcro, ma che scava nel subconscio dello spettatore, è che noi fumettisti ci scontriamo con un ritmo di lettura che, a differenza del cinema, è difficile da imporre ai nostri lettori che, in qualunque momento, possono decidere di girare più velocemente le pagine, di saltare un balloon, di rallentare fermandosi a osservare un disegno.

Il tempo è importante per suscitare paura e angoscia e Kaneko riesce ad ammaestrarlo con l’esattezza di un metronomo. Riesce nell’impresa lavorando sul rallentamento dell’azione, sul continuo cambio di campo e di prospettiva, che disorientando e costringendo il lettore a guardare più di una volte la stessa figura.
E poi ancora; lavora sulla frammentazione di una stessa scena in una miriade di particolari che invitano il lettore a fermarsi, a guardare con più attenzione, da più vicino… e infine spaventarsi e angosciarsi di questa malsana vicinanza.

Wet Moon e di come, fissare la luna, possa essere pericolosoPerché è la superficie del mondo quella che vedono i nostri occhi, quella che ci fa sentire sicuri e a casa, una superficie bugiarda, ma rassicurante. Nessuno vuole davvero guardare, nessuno vuole scoprire le piccole crepe che incrinano una realtà che ci pare palese e immutabile e che invece si dibatte e si agita, viva come un mucchio di vermi in un crepaccio.
Ed è proprio lì che il disegno di Kaneko costringe l’occhio del lettore, in quei luoghi bui che sono i nidi delle nostre paure.

In Wet Moon, attorno al mistero del nostro mondo, orbita il mistero della Luna, vicina eppure inarrivabile.

Infatti, la donna che sta inseguendo l’ispettore Sada, la sua ossessione e la sua rovina, è fuggita portando con sé un oggetto prezioso che potrebbe concedere al Giappone un vantaggio incolmabile per la conquista del satellite, un oggetto che sta attirando attenzioni di altri oltre che del giovane poliziotto. “L’uomo non dovrebbe riuscire ad andare sulla Luna” continua a ripetersi Sada per tutta la durata della sua discesa negli inferi della sua follia.

È così che comincia un viaggio pericoloso verso l’interno, alla scoperta degli abisso del proprio io, contrapposto per direzione, ma accomunato negli intenti, proprio a quello dell’esplorazione lunare.
Perché, sembra voler fondamentalmente dire Kaneka con Wet Moon, ci sono misteri che non vanno svelati, che sia essi annidati in un cratere lontano sulla superficie di una strana roccia che orbita intorno al nostro pianeta, o siano intimamente vicini, dentro le nostre menti, tra le tenebre ancora più fitte del nostro subconscio.

Wet Moon e di come, fissare la luna, possa essere pericoloso

 

Eppure tali esplorazioni sono un richiamo impossibile da escludere per noi esseri umani, la paura non ci allontana davvero, ma ci avvicina sempre di più alla verità inconfessabile che essa stessa è il motore delle nostre esistenze.

Quindi potrei dirvi che non dovete leggere Wet Moon, che è un libro sgradevole e pericoloso, angosciante e pesante, ma so che questo non farà che attrarvi come falene alla luce.
Quindi, se volete scendere con Kaneko nel buio della paura, seguite l’esempio dell’esploratore per eccellenza: fatevi legare saldamente all’albero maestro della vostra nave, ma tenete ben aperte le orecchie per sentire il canto suadente del terrore più sottile.

Wet Moon e di come, fissare la luna, possa essere pericoloso

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