V!P: un webcomics italiano tenta il salto verso la carta con il crowd-funding

Abbiamo rivolto qualche domanda a Roberto Gallaurese ed Ernst Yesterday, i due autori di V!P, fumetto supereroistico italiano nato sul web e che adesso tenta di rinascere su carta chiedendo...
Articolo aggiornato il 03/11/2015

V!P: un webcomics italiano tenta il salto verso la carta con il crowd-funding, Very Important Powers, è un webcomic italiano che parla di supereroi italiani nato nel 2011 e interrottosi un po’ bruscamente alla fine del 2012. I due autori, Roberto Gallaurese ed Ernst Yesterday dopo che, amareggiati e delusi, avevano deciso di concludere anzitempo la loro esperienza fumettistica, hanno tuttavia deciso di dare un’altra possibilità alla loro opera, buttandosi in una nuova sfida: raccogliere fondi attraverso il sistema del crowd-funding per trasformare il primo atto di V!P in un volume cartaceo.
La loro è stata una scelta coraggiosa e noi de LoSpazioBianco abbiamo deciso di appoggiarla ospitando nella homepage del sito il banner per la raccolta fondi. Lo abbiamo fatto perché V!P è un fumetto interessante e ben fatto, unico nel panorama dei webcomic italiani: un fumetto con supereroi tutt’altro che perfetti, pieni di ombre e dubbi, che si muovono nell’Italia attuale e ne riflettono tutti i limiti e le contraddizioni.
Abbiamo deciso di fare due chiacchiere con le menti dietro V!P, ma prima di passare alle domande lasciamo lo spazio a due brevi biografie “doppie”, scritte da loro stessi. Doppie perché Gallaurese e Yesterday oltre a essere gli autori del fumetto ne fanno anche parte…

Roberto Gallaurese
Vita reale: appassionato di fumetti fin dalla più tenera età. Da bambino sognava di essere Johnny Storm ignorando quanto, in realtà, sia splendido essere Peter Parker. Diplomato in Lingue, si barcamena fra mille attività continuando a lambire l’universo fumettistico da più fronti, in particolare quelli che lo vedono scrivere. Nell’universo di V!P: si dedica al campo dei fumetti dopo esperienze da “ghost writer” per i comizi pubblici di un paio di supergruppi poco famosi. Incontra Ernest Yesterday a una riunione di alcolisti anonimi e da allora diventa autore del fumetto ufficiale del supereroe Vessillo Nero.

 Ernest Yesterday
Vita reale: con il nome d’arte di Alberto Cerutti realizza fumetti fin da sbarbatello. Formazione artistica classica, ora lavora nel campo della comunicazione web. Fra gli allori nel campo dei balloon una selezione finale a LuccaComics e i disegni della storia a fumetti “La Pietra Celtica”. Detesta i supereroi e solo l’insistenza del socio-amico Gallaurese l’ha spinto a concentrarsi su V.!.P.
Nell’universo di V!P: poco si sa della sua occupazione quando ancora non aveva adottato lo pseudonimo di Ernest Yesterday. Emerge nel 2008 quando affianca Roberto Gallaurese nella realizzazione dei fumetti di Vessillo Nero. Ora i due gestiscono la factory artistica Milkstreet, sempre alla ricerca di nuovi spunti dall’attualità.

V!P: un webcomics italiano tenta il salto verso la carta con il crowd-funding

Cominciamo dalla fine. O meglio, cominciamo dalla fine dello scorso anno quando, in un post di dicembre sul vostro blog, annunciavate la fine del web comic V!P, delusi e amareggiati per varie ragioni. Oggi, a sei mesi di distanza, annunciate l’esperimento di crowd-funding per tentare di far diventare il primo atto di V!P una realtà cartacea: che cosa è successo che ha trasformato i vostri sentimenti negativi di fine 2012 in energia positiva e nuova voglia di confrontarsi con il mondo del fumetto?
Ernst Yesterday (EY) –
Credo la motivazione l’abbia data Photocomics, giusto?
Roberto Gallaurese (RG) – Esatto! Dopo la chiusura di V!P Ernest ed io ci siamo “disintossicati” l’uno dall’altro dati i due anni passati quasi fianco a fianco e per più di due mesi non ci siamo più visti limitandoci a sporadici sms! Poi è intervenuta, appunto, l’iniziativa “Photocomics_13” al quale ho contribuito come progettista e che voleva valorizzare la creatività giovanile. Il progetto Photocomics si è svolto a Novara, approvato e finanziato Dall’Agenzia Nazionale Giovani all’interno del programma Gioventù in Azione. Lo scopo del progetto era valorizzare la creatività giovanile sul territorio della Provincia di Novara (e proporre anche spunti di occupabilità riguardo alcuni settori “artistici”) attraverso incontri con esponenti della fotografia, del fumetto e attraverso un concorso fotografico.
Partecipammo a una serata dedicata ai fumetti e, da lì, si decise di tentare un’azione di crowd-founding, sempre in collaborazione con Photocomics per testarne l’efficacia come mezzo di autofinanziamento. Da lì il video nuovo e il temporaneo ritorno!

Potete raccontarci le origini di V!P? È un’idea che avete avuto insieme o è nato prima il soggetto e in seguito è stata creata la sceneggiatura per il fumetto?
RG
– L’idea venne a me e ne parlai a Ernest pur consapevole della sua ritrosia nei confronti del tema supereroi. Mi disse: “Se mi proponi qualcosa di davvero interessante su un genere stra-abusato, la faccio senza dubbio“. Evidentemente il mio spunto ha colto nel segno. Da lì abbiamo impiegato quasi un anno a trasformarlo insieme in un soggetto e, per mano mia, in sceneggiatura vera e propria. Nel frattempo Ernest ha avuto l’idea di pubblicarlo online e di non affidarci al solito giro di concorsi e festival, una scelta che ha condizionato l’aspetto grafico e visivo del fumetto. Alcuni mesi di rodaggio e V!P ha visto la luce nel 2011!

V!P: un webcomics italiano tenta il salto verso la carta con il crowd-fundingIl vostro fumetto è un dichiarato omaggio al mondo dei supereroi statunitensi, seppur calato in una realtà italiana. Se dal lato della sceneggiatura si trovano fonti d’ispirazione quali Watchmen e l’immaginario geek anni ’80 (film, serie tv, ecc.), da un punto di vista visivo, si trovano omaggi a film di animazione come Gli Incredibili della Pixar. Condividete entrambi queste passioni e fonti appena citate o l’influenza di uno di voi due è stata preponderante sull’altro?
EY
G Iincredibili della Pixar?
RG – Non avevo mai associato il nostro Volto della Notte a Mr. Incredible ma non stona come confronto, in effetti. Come detto sopra io sono il lettore di fumetti supereroistici ma entrambi siamo pozzi senza fondo di formidabili boiate e aneddoti legati all’immaginario filmico-fumettistico-televisivo-letterario con cui siamo cresciuti. Abbiamo cercato di unire il tutto per creare un fumetto che potesse rispecchiare le nostre ispirazioni, senza essere pesante o “pasticciato” (e non è stato facile quando io scrivevo dialoghi ispirandomi al mio amato Brian K.Vaughan e Ernest disegnava omaggiando Mike Mignola ad ogni vignetta…due autori che non credo possano amalgamarsi facilmente!!). Al centro di tutto, comunque, ci sono sempre la storia e l’intreccio. Rinunciamo volentieri a una citazione se appesantisce il dialogo e risulta “piaciona”.

I supereroi presenti in V!P sono figure non certo “perfette” né modelli da imitare, a cominciare da Vessillo Nero, capostipite di tutti gli eroi. Complessi, dubbiosi, con molti lati oscuri e negativi, rappresentano pienamente la società italiana degli ultimi anni, nella quale sono calati, ma altresì rimandano agli eroi “decostruiti” americani di metà anni ’80, da Watchmen, al Cavaliere Oscuro e, in parte, al Devil di Miller. Perché questa scelta? Non avete giudicato inflazionato quest’aspetto del supereroe e superato, in questi anni, dal ritorno di personaggi “sognanti” e in un certo senso “ingenui” come erano quelli della Golden Age?
RG
– Per me “Supereroi con Superproblemi” è l’unica base possibile da cui partire. Mi diverte l’approccio “Golden Age” e da ragazzino lo adoravo ma ora non saprei scrivere nulla di simile. Quando abbiamo deciso di ambientare V!P in Italia ci siamo detti: “Non cadiamo nel trucchetto di inventare una classica storia supereroistica credendo che basti mettere il Colosseo sullo sfondo per renderla italica!” Come rilevi anche tu i nostri “Viglianti” rappresentano le bassezze e gli errori comportamentali/etici in cui molti personaggi pubblici (non solo politici) del nostro Belpaese sono scivolati negli ultimi decenni. Per me era la chiave giusta: raccontare cosa accadrebbe se emergessero individui dotati di straordinarie capacità e fossero immediatamente tramutati in baluardi della libertà e celebrità… senza sospettare che potrebbero anche essere inadeguati a tali ruoli. Non cattivi, non malvagi, semplicemente inadeguati.
EY Starei ore a sentirvi parlare di questi pupazzi.

V!P: un webcomics italiano tenta il salto verso la carta con il crowd-fundingSoffermiamoci ancora un attimo sull’aspetto grafico del fumetto: in molte tavole, oltre a echi del fumetto americano e di Mignola in particolare, ritrovo personalmente anche echi di un fumetto americano indipendente, anch’esso nato inizialmente come webcomic, portato in Italia dalla casa editrice Italycomics: Rocketo di Frank Espinosa, che pur con tematiche completamente diverse da V!P, in alcuni tagli, colorazioni, espressioni dei personaggi, il vostro fumetto mi sembra richiamare fortemente. È “illusione visiva” dovuta alle mie letture o c’è del vero nelle affermazioni precedenti?
EY
Non conosco Frank Espinosa, lo sto cercando ora su Google e devo dire che, sì… NON mi somiglia per niente! Mignola? Del resto il nero sta bene con tutto.
La linea grafica di V!P non è stata dettata da chissà quale ispirazione ma da un continuo tentativo di ottimizzare tempi e risorse che definirei più artigianale che artistico. Seppur questa sia una poco nobile motivazione, diventa essenziale per chi non fa questo mestiere di professione ma dalle 21:00 alle 2:00 di notte.

Avete dichiarato sin dagli inizi di V!P che l’intera storia si sarebbe sviluppata in tre atti: ciò significa che avete avuto da subito ben chiara in mente quale sarebbe stata la conclusione della storia e come arrivare all’epilogo?
RG
– Non solo sappiamo la scansione esatta dei tre atti, non solo sappiamo come finirà il volume… ma sappiamo anche quale sarà il soggetto dell’ultima vignetta e l’ultima battuta. Ammettiamo che ci piacerebbe molto vedere le facce dei lettori di fonte a quel finale, ha sorpreso noi per primi (stiamo titillando per spingere il crowd-funding? Direi di sì!)
EY Lo sappiamo veramente?
RG – Certo… non te l’ho raccontato? 

V!P: un webcomics italiano tenta il salto verso la carta con il crowd-fundingMentre l’esperienza del crowdfunding in USA è ormai fenomeno diffuso, basti vedere le decine di progetti presenti su piattaforme come Kickstarter, qui da noi in Italia è sicuramente una novità e voi siete pionieri in questo campo. Quando avete deciso di volere dare a V!P un’identità cartacea, da dove è scaturita l’idea di affidarsi a una “raccolta fondi” tra gli appassionati? È solo un motivo di stampo puramente economico oppure dietro ci sono anche considerazioni quali la voglia di mantenere assoluta libertà di azione per la vostra opera?
RG
– L’idea è nata su stimolo dei ragazzi di Photocomics come detto sopra e ci siamo resi conto che una simile iniziativa poteva permetterci, comunque, di stabilire quali sarebbero stati aspetto grafico e contenuti del nostro volume senza piegarci a imposizioni esterne. Se V!P dovesse approdare anche sul cartaceo vorremmo lo facesse a modo nostro e con la nostra supervisione, ovviamente.
EY -…E per rispondere a tutti quelli che dissero “Se ci aveste chiesto soldi ve li avremmo dati!
RG – Già, lo ammettiamo. Vorremmo capire una volta per tutte dove finiscono le buone intenzioni e iniziano i fatti concreti.

Le tavole di V!P hanno uno sviluppo orizzontale, ottimo per la lettura di un web comic su dispositivi come tablet e smartphone. Se, e ci auguriamo sia così, il volume cartaceo diventerà realtà esso manterrà il formato orizzontale o pensate a un rimontaggio delle tavole o a un’eventuale suddivisione delle stesse?
EY
– Perderemmo la salute nel rimontaggio. Come 300 di Miller andrà benissimo…

 

Intervista rilasciata via mail conclusa il 17 luglio 2013

 

Trovate V!P su:
www.veryimportantpowers.com
www.facebook.com/veryimportantpowers
www.facebook.com/photocomics13

Se volete partecipare al crowd-founding:
www.indiegogo.com/projects/back-to-v-p?c=home

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