Viaggio tragicomico nel mondo dell’herpes: intervista a Ken Dahl

Monsters è una storia tragicomica sulla presa di coscienza di un ragazzo della sua malattia: l'herpes. Abbiamo intervistato Gabby Shulz, l'autore che che si nasconde dietro allo pseudonimo Kan Dahl.
Articolo aggiornato il 02/08/2016

Viaggio tragicomico nel mondo dell'herpes: intervista a Ken DahlGabby Shulz è nato e cresciuto a Honolulu nelle Hawai. E’ diventato famoso per un fumetto Monsters pubblicato nel 2009 sotto lo pseudonimo di Kan Dahl. Monsters parla di herpes, si avete letto bene. Una storia tragicomica sulla presa di coscienza di un ragazzo della sua malattia (?) ma soprattutto delle sue responsabilità nel frequentare sentimentalmente e sessualmente altre persone. Una storia d’amore, una ricerca della felicità e dentro se stessi, ma anche un viaggio allucinato e allucinante in un incubo fin troppo reale. Se vi state chiedendo se anche voi avete l’herpes sappiate che la risposta è probabilmente sì.
Dahl è autore anche di Welcome to the Dahl house per Microcosm Press, potete seguirlo sul suo blog: www.gabbysplayhouse.com

Credo che Monsters sia l’unico fumetto nel mondo che parla di herpes, come ti è venuta l’idea di parlare di questo argomento? E’ una storia autobiografica?
Si, purtroppo è autobiografica. Ho immaginato che fosse l’unico modo per una storia come questa  per avere una certa visibilità. Ci sono altrimenti argomenti probabilmente molto più importanti di cui parlare che di un ragazzo bianco con l’herpes. Ho cominciato a disegnare Monsters per ragioni esclusivamente personali– per affrontare ed elaborare la vergogna e il disgusto con cui mi portava a confrontarmi l’herpes. La mia intenzione era quella di tirarne fuori solo alcuni fumetti brevi; in seguito però il primo fumetto breve vinse un premio e, dopo i successivi fumetti, un piccolo editore (Secret Acres) volle pubblicare l’intera storia. La faccenda si fece allora più seria.

Viaggio tragicomico nel mondo dell'herpes: intervista a Ken Dahl

Il tuo fumetto ha un tono molto ironico ma ci sono anche immagini molto forti, cosa volevi ottenere e quale è stata la reazione del pubblico?
Sorprendentemente l’accoglienza è stata universalmente positiva. Non c’è stato ancora nessuno che abbia espresso giudizi particolarmente negativi. C’è stato un tipo, in una recensione  del mio libro su Goodreads, che si è risentito di quanto Ken sia sessualmente irresponsabile, per poi sentirsi in un certo qual modo disgustato da alcune parti del libro (rendendosi conto, si spera, di quanto sia facile che faccia tu stesso questo genere di cose).

Il tuo fumetto parla di herpes ma è anche una storia di ricerca dentro se stessi e allo stesso tempo una storia d’amore. Ci sono tanti livelli di lettura. Vorrei sapere qual era il messaggio che volevi mandare.
Immagino ci siano due messaggi. Il primo è che bisognerebbe saperne di più sulle malattie a trasmissione sessuale. Il secondo è che l’herpes è qualcosa di cui non bisognerebbe vergognarsi o dolersi poichè tutti ne siamo affetti in un certo modo. Naturalmente se mi fossi messo a fare prediche nessuno avrebbe letto il libro, quindi ho provato a rendere la storia anche godibile. Non so con quanta intenzionalità ma ho provato a rappresentare gli eventi in un modo che fosse quanto più accurato ed evocativo possibile.

Mentre leggevo il tuo fumetto pensavo a due cose. Prima di tutto che si potrebbe fare un fumetto identico parlando di aids, anzi forse sarebbe importante farlo.
Si, ne sarebbe risultato un libro molto meno lamentoso. Qualcuno ha disegnato una graphic novel sull’HIV/AIDS, col titolo di Blue Pills. È qualcosa di simile a Monsters con la differenza che la persona amata è sieropositiva e il narratore no. C’è inoltre molto meno panico ed odio per se stessi.

Viaggio tragicomico nel mondo dell'herpes: intervista a Ken DahlIn secondo luogo che questa “malattia” di cui Ken è portatore potrebbe anche simboleggiare lui stesso con il suo carattere, i suoi difetti. In fondo siamo tutti portatori sani di una qualche malattia mentale che comprende la nostra storia e come interagiamo con gli altri, dobbiamo solo riuscire a trovare una persona che non si spaventi e che ci capisca. Cosa ne pensi?
Si, questa è decisamente una delle letture più corrette.  La conclusione del libro è in realtà la parte me no accurata a riguardo; la conversazione tra Ken e Hannah alla fine del libro non era altro che una versione condensata di tante e molto più lunghe conversazioni che avuto con tante persone diverse. E le conservo a tutt’ora quelle conversazioni.

Ho adorato lo stile con cui hai disegnato la storia così divertente e pieno di idee originali, quali sono i tuoi autori preferiti? A chi ti ispiri?
Sono in molti a sostenere che nei miei fumetti è evidente l’influenza di Robert Crumb, che ho infatti amato (nonostante oggi mi eviti). Amo anche Deve Cooper e Julie Doucet e gran parte degli autori che vi aspettereste –  Dan Clowes, Chris Ware, Art Spiegelman... blah blah blah

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i fumetti a tema didattico o storico, io penso che il fumetto come medium sia particolarmente indicato a insegnare anche se non deve essere necessariamente questa la sua funzione primaria. Tu cosa ne pensi?
Si, concordo! È un modo eccellente per far ingerire la medicina più facilmente. Proprio oggi leggendo un fumetto di Noah Ven Sciver che un giornale locale gli ha chiesto di disegnare sulla visita ad un museo (blogs.westword.com/showandtell/2012/01/noah_van_sciver_visits_the_den.php), e questa recensione di un film di Lisa Hanawalt (thehairpin.com/2012/01/war-horse-an-illustrated-review), ho capito che grande idea sia di coinvolgere i fumettisti nello scrivere/disegnare di qualsiasi argomento dal loro punto di vista. Se sono in gamba, infatti, saranno in grado di evidenziare una serie di dettagli di cui sarebbe impossibile tener conto col solo testo e la fotografia. È per me stupefacente che molte pubblicazioni non coinvolgano e paghino fumettisti per farlo.

A cosa stai lavorando adesso, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Sai se c’è qualche editore italiano interessato a pubblicare Monsters o qualcun altro dei tuoi lavori?
So che Secret Acres si è adoperata per far tradurre Monsters – ne ho già rilasciato una versione Francese ed una Spagnola – quindi immagino che prima o poi ci sarà una traduzione in italiano (e in tedesco?) di Monsters. Lo spero, ne sarei felice!
Per quanto riguarda future produzioni – ho cominciato diversi libri ma sono tutti nel limbo, per ora. Negli ultimi mesi ho aggiornato il mio sito con frammenti di una storia sul cadere gravemente malato, che sarà presto conclusa e che penso SA voglia pubblicare nella forma di libro. Mi piacerebbe disegnare più speditamente.

Viaggio tragicomico nel mondo dell'herpes: intervista a Ken Dahl

Solo una piccola curiosità perché hai cambiato il tuo nome, avevi paura di essere scambiato con Charles Schultz?
Ken Dahl è un nome falso che uso per disegnare fumetti dal 1997 — adesso me ne sono stufato, ma mi è stato comodo come pseudonimo per disegnare un libro sull’STD, per ovvie ragioni…
Immagino di aver voluto sempre tenere i fumetti separati dalla mia vita reale, altrimenti sentirei troppa pressione nel rendere felici le persone o, quantomeno, a non ferirle e questa sarebbe una terribile limitazione per un disegnatore di fumetti.
Essere scambiato per Charles Schulz sarebbe grandioso! O per Roald Dahl. Ma purtroppo non sono imparentato con nessuno dei due.

Abbiamo parlato di:
Monsters
Ken Dahl
Secret Acres, 2009
208 pagine, brossurato, bianco e nero – 18,00$
ISBN: 0979960940

 

English version here

 

Viaggio tragicomico nel mondo dell'herpes: intervista a Ken Dahl

 

 Intervista rilasciata via mail a gennaio 2012

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