Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25
Tantissimi i numeri uno usciti nelle passate due settimane di cui si occupa la venticinquesima puntata di First Issue: da Venom #1 del Fresh Start della Marvel Comics alla nuova Justice League di “No Justice”, passando per una serie di interessanti debutti del panorama indie.

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Ogni mercoledì in USA esce quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica bisettimanale de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States!
In questa venticinquesima puntata ci occuperemo dei nuovi debutti pubblicati mercoledì 9 e 16 maggio scorsi.

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25

Molte le novità presentate dalla Casa delle Idee negli ultimi quindici giorni. Noi ci concentriamo sul secondo debutto del Fresh Start voluto da C.B. Cebulsky, la nuova testata dedicata a Venom di cui ci parla David Padovani.

Venom #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25È Venom il secondo personaggio a entrare a far parte del Fresh Start dell’universo Marvel iniziato due settimane fa con i Vendicatori. E non poteva essere altrimenti, visto che questo maggio 2018 segna i trent’anni esatti dalla prima apparizione del simbionte alieno come nemico di Spider-Man in Amazing Spider-Man #300 (per la precisione, era il 10 maggio 1988).
La nuova testata con protagonista Eddie Brock e il suo “compagno” klyntar è stata affidata alla penna di Donny Cates, astro nascente del fumetto statunitense e tra i nuovi sceneggiatori di punta della Marvel.
Cates imbastisce un racconto da subito molto interessante che amplia la mitologia legata al simbionte e apre ad aspetti inediti legati a eventi passati mai raccontati che gettano nuova luce sul personaggio creato da David Michelinie e Todd McFarlane.
Punto di forza della narrazione sono i dialoghi continui tra Eddie e il simbionte, didascalie che attraversano tanto le scene di azione che le sequenze meno concitate e che legano la storia dalla prima all’ultima pagina, che si chiude con quello che pare essere un avvenimento che potrebbe stravolgere il futuro del personaggio.
Sono molte più le domande che le risposte offerte da Cates ai lettori alla fine del numero, ma la sensazione è che lo scrittore abbia in mente di raccontare una solida storia su Venom che potrebbe portare a sviluppi inediti e interessanti.
Ryan Stegman, già visto al lavoro con il personaggio su The Amazing Spider-Man: Venom Inc. qualche mese fa, è il disegnatore adatto a Venom, con il suo stile che richiama la lezione di McFarlane e che molto guarda anche al segno di Greg Capullo su Spawn. Lo storytelling è efficace e le tavole hanno sempre una composizione chiara e ordinata che permette una fruizione della storia piena e completa.
I colori di Frank Martin, con una palette virata spesso sui toni del rosso, sono il perfetto completamento ai disegni.
Un inizio promettente dunque, che conferma una volta di più il talento e lo stato di grazia di Donny Cates.

Arriva anche la miniserie dedicata a Quicksilver, dopo gli eventi del maxi crossover vendicativo No Surrender. Ha letto per noi il primo numero Federico Beghin.

Quicksilver – No Surrender #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25Allo sceneggiatore Saladin Ahmed piace intrappolare i personaggi Marvel, che sia in un carcere di massima sicurezza nello spazio profondo o nelle pieghe del tempo. Così, dopo aver portato Freccia Nera dietro le sbarre, è giunto il momento di abbandonare Pietro Maximoff in una realtà altra, in cui tutto è immobile tranne lui. La miniserie di cinque numeri Quicksilver – No surrender, che prende le mosse dalla saga Avengers: no surrender, si apre presentando l’uomo più veloce della Terra alle prese con il suo peggior nemico: se stesso. Attraverso cinque balloon di dialogo e un’elevata quantità di didascalie, Ahmed è bravo a presentare al lettore il protagonista, riassumendone le caratteristiche principali e introducendo una riflessione interessante sull’essenza della velocità.
Tuttavia, l’autore non si limita a offrire un agile compendio della personalità dell’eroe perché, con un ritmo cadenzato, aggiunge allo spartito due note finora raramente toccate: autoconsapevolezza e malinconia. Questi elementi diventano diretta conseguenza della solitudine nella quale improvvisamente Pietro si trova a vivere, resa evidente dallo stratagemma visivo adottato da Eric Nguyen.  Dopo aver scelto una soluzione poco originale per rappresentare i movimenti fulminei di Quicksilver, il disegnatore dà il meglio di sé staccando nelle singole vignette la figura spigolosa e scattante del protagonista dal paesaggio realizzato con linee sottili e rapide. Il risultato finale – l’immobilità delle città e delle persone sullo sfondo – è raggiunto grazie alla tonalità scelta dal colorista Rico Renzi per rendere asettico il fondale: un azzurro tenue, quasi neutro sul quale si staglia il costume viola del velocista.
Prima della conclusione, l’introspezione cede il passo a una breve sequenza d’azione che consente a Nguyen di variare la composizione delle tavole, rompendo e fuoriuscendo più volte dalla gabbia. Più che dare spazio ai combattimenti a cui sembra probabile assistere nei prossimi capitoli, si auspica – a ragione, se si tiene conto del lavoro svolto sulle pagine di Black Bolt – che Ahmed continui nell’approfondimento psicologico di Pietro, consegnando al termine della miniserie un personaggio maturo e pienamente valorizzato.

Le altre novità Marvel sono state le seguenti:

Due novità importanti in casa DC Comics.
Dopo il teaser visto su DC Nation #0 Scott Snyder, James Tynion IV e Joshua Williamson portano sugli scaffali il primo capitolo della loro Justice League andando a colmare la prima e più grossa lacuna del Rebirth. Se è vero infatti che gran parte del rilancio DC del 2016 ha avuto il merito di rivitalizzare creativamente e commercialmente il parco testate della casa editrice di Burbanks è anche vero che la testata della Justice League è stata quella più lasciata indietro: priva di un vero scopo e di una progettualità ben definita.
In Justice League: No Justice #1 i tre scrittori mettono subito in chiaro quali sono i loro programmi per il supergruppo per eccellenza: i nostri eroi sono chiamati ad affrontare le conseguenze delle loro azioni e di quanto successo alla fine del crossover Metal.
Ha letto e recensito per noi il primo numero Andrea Gagliardi.

Justice League - No Justice #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25La storia chiama in causa quale nemesi per il gruppo di eroi gli Omega Titans, distruttori di mondi di chiara ispirazione kirbyana a metà tra i Celestiali e Galactus: una minaccia di dimensioni cosmiche che richiede un ampliamento della League. Nascono quindi quattro team (Entropia, Saggezza, Meraviglia e Mistero) che accorpano alla League i membri dei Teen Titans, della Suicide Squad e anche i loro più acerrimi rivali come Luthor, Sinestro e Starro.
Salta all’occhio la somiglianza del progetto, in termini di marketing e proposta editoriale, con l’evento appena concluso nelle testate omologhe degli Avengers: entrambe serie settimanali, con un titolo simile (No Justice – No Surrender) con minacce esponenzialmente sempre più colossali.
Ovviamente la necessità di aumentare la scala della minaccia è tanto logica – dare dei nemici credibili a un team composto da Superman & Co. – quanto rischiosa e spesso controproducente: un avversario di proporzione così cosmica spesso perde di appeal, non offre la possibilità al lettore di relazionarsi empaticamente con il nemico che resta anonimo quanto può esserlo un terremoto o un disastro naturale.
Il rischio viene aggirato da Snyder e soci che, lasciando sullo sfondo la minaccia, si concentrano maggiormente sulle dinamiche tra i personaggi facendo emergere tensioni, misteri e delineandone le personalità con poche battute. Notevole il dialogo tra Luthor e Martian Manhunter e brillante la resa sopra le righe di Starro.
Il tutto è disegnato da un Francis Manapul che evita certe leziosità a cui ci ha abituato in passato riuscendo così a concentrarsi maggiormente sullo storytelling. Gran parte delle tavole è resa in “cinemascope” grazie alle spread page che si adattano al gigantismo della storia.
Manca forse una linearità nella storia che ne favorisca la coerenza, lasciando al lettore quella sensazione di sbandamento nel quale ci si trova generalmente durante i mega-eventi “alla Crisis”, un caos tipico delle trame zeppe di personaggi, ma l’alchimia tra gli scrittori sembra funzionare bene senza che si notino strappi particolari tra i vari momenti della storia.
Come molte di queste storie sopra le righe, No Justice va affrontato comunque con la leva della sospensione dell’incredulità in posizione “Michael Bay” per poter essere goduto appieno.

Ennesima nuova testata anche per la linea New Age of Heroes. Stavolta tocca al rilancio dei Challengers of Unknown nella nuova serie New Challengers  di cui ci parla Marco Marotta.

New Challengers #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25The New Age of Heroes si arricchisce costantemente di nuovi titoli. L’ultimo arrivo è New Challengers, che si propone di riportare in auge e di far conoscere al pubblico odierno gli Esploratori dell’Ignoto (Challengers of the Unknown), storico gruppo di avventurieri creato dalla casa editrice alla fine degli anni ’50.
Con la sua più recente linea editoriale la DC si è prefissa lo scopo di dare maggior rilevanza e libertà creativa agli artisti e infatti i disegni di New Challengers, realizzati da Andy Kubert, risultano essere l’elemento più riuscito. Il disegnatore adotta uno stile molto personale, caratterizzato da un tratto espressivo e iperdettagliato, a cui si accompagnano uno storytelling dinamico e alcune interessanti soluzioni “registiche”.
Spiace, dunque, constatare che la scrittura non gode della medesima cura. La sceneggiatura imbastita da Scott Snyder e Aaron Gillespie appare infatti oltremodo banale, con uno sviluppo prevedibile, privo di qualsivoglia colpo di scena o guizzo d’inventiva, e in generale lascia una ben poco entusiasmante sensazione di “già visto”.
Il cast di personaggi introdotto dagli autori rappresenta poi un’altra nota dolente. Con la sola eccezione della dottoressa Trina Alvarez (che svolge anche la funzione di voce narrante e che quindi risulta essere l’unico membro del team un pelo più approfondito), essi godono di una caratterizzazione appena abbozzata, per non dire completamente assente, che dà l’impressione di trovarsi davanti a delle sagome di cartone e che pertanto preclude qualunque possibilità di immedesimazione o di provare empatia da parte del lettore. Vero è che si tratta solo del primo numero e pertanto di tempo per correggere il tiro ce n’è ma, se la prima impressione è quella che conta, New Challengers si configura come un fumetto dal gradevole apparato grafico ma del tutto privo della volontà di osare.

Chiudiamo con l’ultima novità DC:

  • Superman Special #1
    Peter J. Tomasi, Patrick Gleason, Mark Russell, Ian Flynn, Scott Godlewski, Bryan Hitch, Kaare Andrews, Gabe Eltaeb, Alex Sinclair

Image Comics presenta uova miniserie dedicata al team up tra lo Spawn medievale e Witchblade della quale ha letto il numero d’esordio Marco Marotta.

Medieval Spawn and Witchblade #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25Per la seconda volta in due decenni, le due IP di maggior successo della Image Comics incrociano le loro strade in questa nuova miniserie scritta da Brian Haberlin e Brian Holgun, per i disegni dello stesso Haberlin.
L’incipit della storia è di sicuro impatto. Infatti la sequenza iniziale, che vede un male assortito e spaurito gruppo di soldati prepararsi ad affrontare una spaventosa armata di creature demoniache, riesce efficacemente a calare il lettore nelle cupe atmosfere dark fantasy del racconto. Una scena che ricorda per certi versi l’estetica della serie tv Game of Thrones, tanto per il setting innevato quanto per la natura dell’implacabile orda di umanoidi che incombe sugli esseri umani. Così come efficace è l’introduzione del protagonista, un re tornato dalla morte sotto forma di Hellspawn per dare manforte ai suoi sudditi nella sanguinosa battaglia, resa particolarmente solenne e d’impatto.
Dopo un inizio tanto promettente, però, l’albo subisce una leggera battuta d’arresto. Viene presentata quella che presumibilmente sarà la cattiva della vicenda, viene spiegata la back story del protagonista e viene introdotta una manciata di altri personaggi. Il tutto con un ritmo eccessivamente disteso e un incedere fin troppo prolisso, cosa che potrebbe far risultare la lettura un tantino pesante. Da notare inoltre che, per il momento, di Witchblade non c’è praticamente alcuna traccia e questo potrebbe deludere chi si aspettava fin da questo primo numero un’interazione fra i due personaggi che danno il titolo alla serie.
I disegni presentano un tratto che, seppur abbastanza curato negli elementi in primo piano, diventa grossolano e scevro di dettagli appena l’inquadratura si fa un po’ più ampia, fino a diventare quasi amorfo nella rappresentazione degli sfondi. Convincente invece la colorazione, in cui spicca il contrasto cromatico tra le tinte gelide degli ambienti esterni e la bicromia rosso/verde che caratterizza lo Spawn medievale (espediente utilizzato soprattutto nella sopracitata scena della prima apparizione per aumentarne l’impatto visivo).

L’altro numero uno Image è:

  • Flavor #1
    Joseph Keatinge, Wook Jin Clark, Tamra Bonvillain

, , Black Mask Comics,

Aftershock Comics presenta la nuova fatica di Garth Ennis, A Walk Through Hell, di cui ci parla Simone Rastelli.

A Walk Through Hell #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25McGregor (maschio) e Shaw (femmina) sono due agenti dell’FBI, che, nell’ambito di quello che sembra un caso di routine (un nothing case, come lo chiamano parlando con i colleghi Goss e Hunzikker), si imbattono in qualcosa di straordinario. Questo il sunto del primo episodio di A Walk through Hell, serie creata da Garth Ennis (testi), Goran Sudžuka (disegni), qui affiancati da Ive Svorcina ai colori.
Impossibile non pensare a una sorta di X-Files, data la composizione della coppia di protagonisti e il tipo di vicenda nella quale sono coinvolti, che le ultime tavole indicano andare oltre i confini dell’ordinarietà quotidiana.
Numero pienamente introduttivo, questo debutto mostra una interessante struttura narrativa. Ennis inizia il racconto con due scene importanti: la prima è un picco emotivo, la strage, che, posta come prologo, ha un effetto di disorientamento sul lettore, che non ha ovviamente alcun elemento per collocarla rispetto alla vicenda. La seconda e un’evocazione di aspettative, nella orma di un apparente incubo dell’agente Shaw, che insinua che nella sua personalità ci siano ombre: questi sospetti risuoneranno nella fase finale, quando il tono della storia vira verso lo straordinario.
A questi due episodi segue un lungo plateau centrale, composto da placida routine di chiacchiere fra colleghi e perquisizioni e un climax finale, nel quale prende campo l’irrazionale.
Ennis fa largo uso di testo per gestire tanto l’atmosfera quanto il ritmo di lettura: dialoghi, commenti in forma di messaggi twitter e, soprattutto, didascalie con riflessioni dei protagonisti dal futuro rispetto agli eventi che vediamo accadere. Queste ultime costituiscono di fatto l’elemento che apporta maggiore suspense, poiché ci offrono uno sguardo a posteriori sulla vicenda espresso in termini carichi di ambiguità. Sudžuka adotta uno stile naturalistico, layout semplici e gioca sulle luci per marcare le atmosfere: il risultato è un’alta leggibilità visuale, che consente al lettore di focalizzarsi sui dettagli dell’intreccio. Rispetto allo scenario generale, fornisce invece solo vaghe coordinate e, almeno nel limite delle aspettative suscitate, appare una dimostrazione di ottimo mestiere.

L’altra uscita Aftershock è una antologia, Shock, con nomi altisonanti coinvolti quali Neil Gaiman, Cullen Bunn, Jim Starlin, Paul Jenkins, Francesco Francavilla, Brian Azzarello e tanti altri.

Dynamite Entertainment pubblica uno one shot dedicato a Vampirella che ha letto per noi Federico Beghin.

Savage Tales: Vampirella

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25Splatter, violenza, girovita stretto ma curve abbondanti, costumi succinti, personaggi e ambientazioni fantasy. L’albo Savage Tales: Vampirella # 1 raccoglie due storie, accomunate dagli elementi appena elencati: l’omonimo one shot dedicato all’aliena vampira creata da Forrest J. Ackerman e Trina Robbins e Valaka, un racconto già pubblicato dalla Dynamite in Savage Tales vol. 1.
È possibile leggere il primo fumetto anche senza conoscere il passato della protagonista, mentre risulta più ostico l’impatto con la creatura della notte che imperversa nel secondo.
Lo sceneggiatore Erik Burnham regala a Vampirella un risveglio traumatico: senza un vero motivo un gruppo di barbari la vuole morta. È meglio precisare subito che le motivazioni non sono il fiore all’occhiello del capitolo, dal momento che, con il dipanarsi della trama, compare un villain inizialmente accattivante, ma purtroppo caratterizzato in modo banale e sbrigativo. Qual è il suo obiettivo? Cosa l’ha spinto, in passato, a raggiungere la sua posizione nella società in cui vive? Le domande rimangono senza risposta, anche alla luce di uno scioglimento eccessivamente rapido della vicenda che, però, lascia le porte a aperte nuovi sviluppi.
L’atmosfera avventurosa e la voce caustica di Vampirella non bastano per colmare le lacune della sceneggiatura, così come i disegni non risollevano il giudizio finale. Anzitutto sorprende vedere tante mani al lavoro in un numero così ridotto di pagine, sebbene Anthony Marques, J. Bone (nominato per un Eisner Award nel 2001), Fernando Ruiz e Daniel HDR cerchino di mantenere costante la rotondità del tratto, esaltando la fisicità della protagonista. A variare sono le rifiniture dei particolari e l’espressività dei volti. Il primo artista predilige una mimica molto curata e accentuata, mentre i rimanenti tendono a una sintesi maggiore, ma meno soddisfacente. È forte la sensazione di trovarsi di fronte a prove più grossolane e sbrigative. L’avvicendarsi dei penciler combacia con il cambio delle sequenze, andamento a cui si attiene anche la colorazione dinamica di Mohan.
La storia scritta da Doug Murray e dedicata a Valaka, vampira dalla dubbia moralità e dall’aria distaccata, non si distingue per la brillantezza dell’intreccio o dell’approfondimento dei personaggi. Partendo da un punto A si raggiunge freneticamente un punto B, senza sapere il perché. Da un lato le coreografie dei combattimenti e gli sconfinamenti dalla gabbia sono apprezzabili, dall’altro le proporzioni realizzate dal tratto muscolare di Lui Antonio risultano piuttosto fantasiose.
In conclusione, è consigliabile abbassare le aspettative e non richiedere all’albo la stessa qualità della bella copertina realizzata Robert Hack per omaggiare quella di John Buscema, raffigurante Conan il Barbaro, uno degli ospiti della storica rivista antologica Savage Tales.

Ecco infine la carrellata delle novità presentate dalle altre case editrici indipendenti statunitensi:

Esclusive

Lasciamo come al solito campo libero a Simone Rastelli che ci illustra due tra le novità indipendenti disponibili sulla piattaforma digitale Comixology.

Bubbles O'Seven - Simian Agent #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25Bubbles O’Seven è un agente segreto, un incrocio fra James Bond (direttamente richiamato nel nome) e Sherlock Holmes, tanto per la passione per la pipa quanto per la lucidità di ragionamento. È anche una scimmia antropomorfa, che deve la sua mutazione a un progetto di potenziamento mentale e fisico degli animali, gestito dai Servizi Segreti britannici e che si intuisce essere stato condotto senza risparmio di crudeltà.
Questo primo numero – alla cui realizzazione  hanno partecipato Grainne Mcentee (testo), Matt Rooke (disegni), Jon Scrivens (colori), Lee Killen (layout), Simone Guglielmini (copertina) – propone un montaggio serrato, ulteriormente sincopato tramite flashback, molte scene brevi (le prime undici pagine corrispondono ad altrettante scene) animate da dialoghi secchi, con il protagonista che utilizza elegantemente sense of humour e understatement, e un’ampia variazione nei layout di tavola. Il risultato è un intreccio avvincente che cita largamente i luoghi narrativi bondiani (compreso l’utilizzo di una scena iniziale estranea all’intreccio del racconto), si dipana a ritmo frenetico ma con estrema naturalezza. Infine, la caratterizzazione quasi fotografica dei personaggi umani mette ulteriormente in evidenza l’umanizzazione del protagonista e degli altri primati potenziati.
Bubbles O’Seven è una lettura piacevole che suscita aspettative per approfondimenti al di là del mero intrattenimento: il filo rosso che già si intravede è quello che riguarda il progetto di potenziamento e le sue ambiguità. Segnalata l’alta qualità tecnica e la cura di tutti i suoi elementi – dalla copertina ai layout ai dialoghi -, stupisce particolarmente un clamoroso errore nelle proporzioni relative dei corpi dei personaggi in due vignette di pagina 15, francamente inspiegabile.

The Book of Luka #1

Venom, Justice League e Medieval Spawn su First Issue #25The Book of Luka – serie creata e scritta da Brian Dorsey, disegnata e colorata da Ethan Clunch con i layout di Justin Zimmerman – ci trasporta in un mondo nel quale l’umanità è stata quasi interamente spazzata via da demoni emersi dal sottosuolo.
Questo primo albo di sedici pagine introduce lo scenario e i due protagonisti, Luka e Harold, mostrandoci il mondo distrutto e un attacco di demoni. Abbiamo quindi una miscela di azione e spiegazioni, che evita, grazie alla fluidità di messa in scena, sia la frenesia sia il ricorso a spiegoni artificiosi. Volti espressivi, ai quali è demandata la caratterizzazione dei personaggi, panorami suggestivi e una resa degli esseri demoniaci molto efficace nella sua semplicità sono i punti forti di questo debutto, che, grazie soprattutto all’articolazione dei layout di tavola, offre scene spettacolari pur lavorando con grande economia di dettagli.
Il contesto è punteggiato di richiami religiosi cristiani e di accenni alla catastrofe che sconvolse il mondo, punti di appoggio per lo sviluppo dell’intreccio che suscitano piacevole curiosità vero i loro sviluppi.

Siamo arrivati alla fine anche per questa puntata. L’ appuntamento con First Issue #26 sarà il 6 giugno prossimo.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover su Facebook per ogni puntata di First Issue.]

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