L’uomo che sfidò le stelle

Piccolo racconto in punta di penna e pennino incentrato sulla storia del più famoso buttero, l'uomo che sfidò Buffalo Bill. Di Mauro Nasi, Alessandro Di Virgilio, Andrea Laprovitera e Davide...
Articolo aggiornato il 02/12/2015

L’uomo che sfidò le stelleQuesto volumetto edito ad aprile dalla non è per lo sceneggiatore Di Virgilio, fresco vincitore del premio Siani per il suo fumetto E lui che mi sorride, il libro più sentito né quello più sofferto.
Sarà stato sicuramente meno emozionante del debutto della sua seconda vita da autore (La Grande Guerra – Storia di nessuno, da noi recensito qui) e meno socialmente impegnato del pur bel volume dedicato ai morti nel rogo della Thyssenkrupp (da noi recensito qui).
Eppure appare essere il più riuscito nonostante sia un racconto storico-drammatico che non ha in sé nulla di eccezionale.

La storia è un remake, mi si passi il termine, di un interessante resoconto giornalistico realizzato nel 1953 per il settimanale “L’Europeo” sulla vita del buttero (1) Augusto Imperiali, il quale ebbe l’ardire di sfidare William Cody detto Buffalo Bill in tour in Europa con il suo Wild West Show che portava nel mondo un “circo” di cowboy e indiani d’America. Episodio realmente accaduto durante il quale Augustarello riuscì a domare un cavallo durante lo show del mitico cowboy statunitense rubandogli scena e applausi.
Il tutto in quell’anno, 1890, titolo di un altro notevole fumetto alle soglie del piccolo capolavoro (da noi recensito qui) di Francesco Ripoli nel quale questo episodio è riportato di sfuggita. L’impressione è che , qui ai testi con la collaborazione di , si trovi molto a suo agio nel raccontare questa storia sollevato da gravosi impegni narrativi e dalla necessità di veicolare un dramma o una piaga sociale.

L’uomo che sfidò le stelle

Le scelte di impaginazione e sceneggiatura sono, come avevamo già notato in altri suoi lavori, decisamente articolate. Si parte sempre da tre strisce di vignette (due per striscia) ma nel bel mezzo del libro si passa dalla splash page onirica alle vignette fino a sfumare nella doppia tavola con impaginazione unica. Ma tutto avviene senza che si noti nulla perché la lettura scivola via tranquilla sul doppio binario presente (1953) e passato (1890) e ogni passaggio, ogni scelta, compresa quella della parte onirica, sembra funzionale e leggera.
Ultima nota, positiva, sta nel sottolineare già la distanza fra vita di campagna e vita di città in un momento storico fondamentale per la crescita/nascita economica della Repubblica italiana, citando a tal proposito,

«…avete dimenticato che significa vivere a contatto con la natura».

L’uomo che sfidò le stelle

Sposiamo le parole di un ispirato Sergio Bonelli nella prefazione, nel sottolineare come un poetico minimalismo sfoci addirittura nell’elegia, senza cercare effetti speciali se non quelli del coinvolgimento emotivo di una storia scritta e disegnata in punta di penna e matita.

La parabola professionale dello sceneggiatore Di Virgilio si incrocia nuovamente con quella di Davide Pascutti. Di quest’ultimo avevamo notato la scarsa dimestichezza con il layout e un bel po’ di indecisioni nella distribuzione dei bianchi e neri nelle tavole così come una certa approssimazione nel dipingere i volti dei personaggi: non poco come critica a chi vuole narrare per immagini. In questo caso pare proprio che l’autore abbia aggiustato il tiro; sono non poche le scelte stilistiche che gli permettono di raggiungere un risultato convincente: le vignette scontornate che fanno da sfondo alla tavola e che rendono la composizione meno rigida e complicata rispetto all’angusto margine della vignetta stessa, l’utilizzo di un singolo tono di grigio oltre al nero dell’inchiostratura evitando qualsiasi tratteggio, la tranquillità di lasciare le linee non chiuse senza il timore di avere come critica la trasandatezza.

L’uomo che sfidò le stelle

Lo stile di Pascutti non sarà mai realista o pittorico né tantomeno classico (parliamo di fumetti, in ogni caso) ma dire che miri all’ultimo, sintetico David Mazzucchelli non deve sembrare eccessivo, visto che parliamo di bersagli mirati e non ancora colpiti.

Ultima segnalazione, d’obbligo, per l’editore Tunué. Partito dalla saggistica, è da tempo approdato all’edizione di fumetti davvero notevoli come Rughe di Paco Roca (da noi recensito qui), ma anche e soprattutto di autori italiani più o meno esordienti ed emergenti (nostre recensioni qui e qui per, rispettivamente, Giètz e Il Brigante Grossi e la sua Miserabile banda: una cronaca disegnata), grazie ai quali ha messo su un catalogo mediamente discreto con qualche singolo picco verso l’alto.
Singolare in questo caso come la storia affondi le radici nelle zone dove l’editore ha la sua sede, chiudendo un rapporto a doppia mandata fra storia locale, imprenditorialità, arte e fumetto.

Abbiamo parlato di:
L’uomo che sfidò le stelle
Mauro Nasi, Alessandro Di Virgilio, Andrea Laprovitera, Davide Pascutti
Tunué, 2011 – “Prospero’s Books” n. 32
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 12,00€
ISBN: 978-88-97165-07-1

L’uomo che sfidò le stelle

 

Riferimenti:
Dal sito Tunué: www.tunue.com/luomo-che-sfido-le-stelle

 


Note:
  1. Da Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Buttero 

3 Commenti

3 Comments

  1. Davide Occhicone

    Davide Occhicone

    15 ottobre 2011 a 00:03

    Ricevo una cortese e schietta email in merito a questa recensione. Cortese ma con un po’ di appunti su quanto sopra scritto.
    Stavo per rispondere quando ho pensato di rispondere qui visto che mi sembrava una buona integrazione….
    L’accusa di “divirgiliocentrismo” del pezzo é dovuta al fatto che una cosa che mi interessava sottolineare è questa “parabola” da storie molto impegnate a meno impegnate di Di Virgilio che, ai mie occhi, ha coinciso con una maggiore leggerezza e maggiore ispirazione.
    La divisione dei testi fra il Di Virgilio e Laprovitera (flashback e storia “contemporanea”) fa sì, invece, che i commenti alla sceneggiatura vadano divisi fra i due… E magari questo non era chiaro…

    Per quel che riguarda, invece, le scelte di impaginazione tavola e sequenza vignette, vengono da me attribuite, di norma, allo sceneggiatore se non meglio specificato altrove, visto che oggi come oggi le sceneggiature di fumetti sono sempre molto dettagliate.

    Penso di aver chiarito i punti “contestati”… Ovemai così non fosse….

  2. AleDiVirgilio

    15 ottobre 2011 a 18:57

    Aggiungo solo, per completezza, che Pascutti non si è limitato ad essere un “mero esecutore”, ma è intervenuto in modo attivo e, talune volte, determinante, nella composizione narrativa delle tavole.

  3. Davide Occhicone

    Davide Occhicone

    17 ottobre 2011 a 10:15

    Alessandro grazie per il commento; detto ciò non può che ulteriormente migliorare il giudizio già positivo dato al lavoro di Davide.

    Alla prossima

     

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