X

Unflattening: il prospettivismo visivo di Sousanis

    Categorie Recensioni

Unflattening è l’esperimento di “saggistica visiva” di Nick Sousanis pubblicato dalla Harvard University Press. L’opera è collocabile nel filone di saggistica di cui Scott McCloud, con il suo Understanding Comics, è stato pioniere nel 1993.

Sousanis procede in maniera certosina, attraverso capitoli organizzati fra loro in un’evoluzione logica molto precisa: la narrazione si apre con un’introduzione circa il titolo, “unflattening”, facendo un duplice riferimento a Flatland di Edwin A. Abbott e soprattutto a L’uomo a una dimensione di Herbert Marcuse.

L’autore mette sotto accusa il tradizionale predominio della parola scritta sulle immagini nell’ambito della comunicazione di “spessore”, sia essa scientifica o colta in generale, mostrando come una simile prospettiva renda piatto, a una dimensione, l’interprete, creando una mentalità chiusa e di gregge.

Sousanis prosegue poi la sua analisi dimostrando in concreto quanto siano fondamentali, per la nostra comunicazione e comprensione, la vista e le forme, riprendendo in maniera fedele le teorie della Gestalt per illustrare minuziosamente i processi con cui i nostri occhi osservano l’ambiente circostante e lo ricostruiscono nella nostra mente, oltre a soffermarsi sui meccanismi che sono alla base della nostra esperienza sensibile.

L’opera è inoltre stracolma di citazioni, da Calvino a Eratostene sino a Deleuze, quasi tutte però sfruttate in maniera meramente virtuosistica, una sorta di citazionismo da aforisma; unica eccezione è costituita da una breve ed efficace digressione per comprendere, almeno in superficie, l’essenza del pensiero rizomatico. (1)

Sousanis confeziona dunque un saggio a fumetti che, pur nel suo approccio scientifico e analitico, si discosta molto dall’esempio di McCloud: Unflattening non è un’opera dedicata all’analisi delle caratteristiche e degli elementi fondanti del medium fumetto, ma una sorta di introduzione, molto semplice e leggera, al pensiero critico; un piacevole invito all’apertura mentale, a rifuggire l’approccio unidimensionale, all’analisi – di qualsiasi tipo essa sia – al fine scoprire nuove dimensioni, inconcepibili per chi si approccia al pensiero da un unico punto di vista.

Ciò che lascia totalmente stupefatti non è dunque la ricchezza del pensiero che l’autore intende comunicare, quanto la sua sofisticazione visiva: il segno ha un’impostazione realistica ed è totalmente al servizio della comunicazione, attraverso tavole intricate che a volte risultano piene di vignette, mentre altre esplodono in ampie splash page ricche di dettagli, diagrammi di flusso, schemi, dedali stratificati di figure.

Sousanis, con una prova grafica sublime, riesce insomma a sbalordire il lettore con la grandezza della sua forma comunicativa, mostrando come anche l’intento di veicolare un messaggio molto complesso si addica alla perfezione al fumetto, un mezzo che da par suo sprigiona enorme potenziale anche nel contesto educativo e manualistico, risultando addirittura più versatile, leggero, intelligibile e adatto alla metabolizzazione del messaggio rispetto all’uso della sola parola scritta.

Abbiamo parlato di:
Unflattening
Nick Sousanis
Harvard University Press, 2015
200 pagine, brossurato, bianco e nero – 22,95 $
ISBN: 9780674744431


Note:
  1. La metafora del rizoma è stata adottata da Gilles Deleuze e Felix Guattari per caratterizzare un tipo di ricerca filosofica che procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne; il pensiero rizomatico è in grado di stabilire connessioni produttive in qualsiasi direzione. (tratto da Wikipedia)  

Simone Cilli: (Atri, 1994) Pescarese doc, attualmente studia presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Siena. E’ molto legato all’Abruzzo, ai suoi paesaggi e alla natura, che lo ha da sempre affascinato e tranquillizzato. Spirito ossessivamente critico ed eterno corteggiatore della giustizia, il suo più grande amore è la lettura. Sin da piccolo, grazie a suo fratello e alla sua spropositata curiosità da dinosauro, ha coltivato questa passione, sviluppandola durante gli anni di studio “matto e disperatissimo” del Liceo Classico. Fra una sentenza e l’altra ama immergersi in quel meraviglioso mondo di vignette e sogni chiamato “fumetto", mentre nei restanti ritagli di tempo si dedica alla sua fedele chitarra elettrica, alla scherma, alla fotografia, alla filosofia e ai milioni di progetti che gli entrano in testa in ogni istante. Redattore per Lo Spazio Bianco, vive ormai nel flusso di coscienza costante e disordinato e non riesce più a fermarsi.

Lo Spazio Bianco utilizza i cookies per una migliore esperienza di navigazione.