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Tintin in Congo e la prova del tempo

"Tintin in Congo", seconda avventura del personaggio di Hergé, è un caso perfetto per sottolineare il ruolo pedagogico del fumetto per ragazzi.

Tintin in Congo e la prova del tempo in Congo, ambientata nella grande colonia belga, è la seconda delle avventure del giovane reporter di ed è particolarmente interessante perché le revisioni alle quali è stata sottoposta ci dicono molto sul ruolo pedagogico assegnato al fumetto.
Ruolo che testimonia il riconoscimento della sua efficacia comunicativa, ma che ha avuto conseguenze ambigue sullo sviluppo del sistema fumetto.

Per intuire l’entità delle modifiche, si pensi che la prima edizione del 1930 contava 115 tavole in bianco e nero, mentre quella attuale solo 62 (ma a colori). Fu l’editore Casterman a richiedere, dopo la seconda guerra mondiale, gran parte delle modifiche, intese a rendere l’avventura più consona allo spirito dei nuovi tempi.
In particolare, vennero stemperati alcuni aspetti strettamente legati alla visione suprematista che legittimava la colonizzazione bianca dell’Africa e al coinvolgimento del Belgio (un esempio: la lezione di Tintin agli indigeni sul Belgio loro patria diventa una lezione di matematica).

Mentre, infatti, il racconto del Paese dei Soviet rimaneva consistente con la pedagogia corrente in piena guerra fredda, il razzismo che traspariva da Tintin in Congo iniziava a essere fonte di imbarazzo di fronte al nascente spirito di consapevolezza che avrebbe portato alla decolonizzazione. Casterman negli anni 1960 arriverà a eliminare l’albo dal proprio catalogo, mentre, paradossalmente, negli stessi anni veniva tradotto in lingua swahili. Tintin in Congo ricomparirà in lingua francese nel 1970 proprio nell’ormai ex colonia (1) .

Tintin in Congo e la prova del tempo
Hergé: Tintin in Congo. Nella versione originale Tintin parla agli indigeni del Belgio come loro patria (il Congo era addirittura proprietà personale di Re Leopoldo). Nella versione rivista, compare una più innocua lezione di aritmetica.

L’autore belga ha sempre smorzato le polemiche sulla propria posizione politica, ad esempio dichiarando l’albo un “peccato di giovinezza” e sottolineando come i suoi personaggi fossero delle caricature. Ma, lasciando ai biografi la questione Hergé, qui interessa segnalare che Le avventure di Tintin facevano parte di un preciso disegno educativo rivolto ai suoi giovani lettori ed erano, per così dire, organiche alla visione del mondo dominante.
Lo stesso può naturalmente dirsi di altre opere coeve: il punto interessante è che la riscrittura di Tintin in Congo richiesta dall’editore ci mostra come, cambiato il contenuto, si fosse tuttavia mantenuta la visione della missione pedagogica dell’opera nei confronti dei lettori.

Mutati i tempi e le ideologie dominanti, restava il dovere educativo del fumetto in quanto opera per ragazzi: evidente il suo potenziale (anche commerciale), per essere accettato nel mondo post II Guerra Mondiale, Tintin doveva (dimostrare di essere in grado di) trasmettere i valori accettati nel nuovo mondo.

In questa prospettiva il portato primo della vicenda editoriale di Tintin in Congo è sicuramente quello di far riflettere sul ruolo del fumetto per ragazzi, sul rapporto con il sistema culturale, sociale e politico in cui viene prodotto e su quanto sia ingenuo rubricarlo, in qualsiasi forma, tempo e società venga scritto, come mero intrattenimento.
Concentrarsi invece sul fatto che Tintin in Congo debba essere letta semplicemente come farsa innocua e infantile, come fanno con grande passione e zelo i curatori del volume, Jean-Marie Embs e Philippe Mellot, dimostra certo interesse verso la vicenda biografica di Hergé, ma finisce per mettere in secondo piano proprio questo aspetto fondamentale di partecipazione del fumetto alla vita culturale e sociale, che tanto ha influenzato e influenza la sua evoluzione e il suo rapporto con i lettori.

Opportuna è invece la sottolineatura del fatto che quella qui proposta è la versione rivista nel dopoguerra: nella prefazione sono presentate molte vignette originali che consentono di apprezzare come la definizione anche grafica di Tintin fosse ancora rudimentale e molto vicina a quella della precedente avventura in URSS.

Abbiamo parlato di:
Tintin in Congo
Hergé
Traduzione di Giovanni Zucca
In allegato a La Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, Gennaio 2017
30+62 pagine, cartonato, colori – 7,99 €
ISBN: 977203975726270002


Note:
  1. Alexandre Kauffmann: Une BD plutot controverséè, in Tintin – Les arts et les civilisations vus par le héros d’Hergé. Geo Hors Séries, 2015. 

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