The Promised Neverland: la mamma è sempre la mamma

The Promised Neverland: la mamma è sempre la mamma
Dalle pagine di Weekly Shōnen Jump arriva "The Promised Neverland", l'atteso manga di Kaiu Shirai e Posuka Demizu. Un primo volume che, pur senza eccellere, pone solide fondamenta per una serie promettente.

Annunciato da nel corso dell’ultima edizione di Lucca Comics&Games, fa il suo esordio in Italia The Promised Neverland. Opera prima dello sceneggiatore Kaiu Shirai, con ai disegni la talentuosa Posuka Demizu, il fumetto è stato pubblicato in Giappone nel 2016 dopo una gestazione di oltre tre anni sulle pagine della popolare rivista Weekly Shōnen Jump. Giunto in patria al settimo tankobon, The Promised Neverland ha in poco tempo conquistato il pubblico e la critica nipponica, con oltre due milioni e mezzo di copie vendute, numerose candidature ai premi del settore e la vittoria del prestigioso Shogakukan Manga Award nella categoria “Miglior Shōnen”.

The Promised Neverland: la mamma è sempre la mamma

Senza svelare troppo della trama, The Promised Neverland, ambientato nel 2045, narra di tre talentuosi undicenni nati e cresciuti in un orfanotrofio, allevati dall’amorevole “Mamma”. Presto, i protagonisti scoprono la vera natura del luogo e della persona che finora si è presa cura di loro e iniziano a escogitare la fuga.

Le prime pagine risultano essere un po’ troppo verbose e didascaliche. Il ritmo pacato, tuttavia, aiuta a costruire un’atmosfera idilliaca che, per contrasto, finisce per esaltare il momento di rottura in cui a gamba tesa entrano nella storia elementi e tematiche tipicamente horror. L’azione è dispensata un po’ alla volta e prevalgono invece i dialoghi e i momenti di introspezione.

The Promised Neverland: la mamma è sempre la mammaNonostante il grande spazio dedicato al dialogo interiore e al reciproco confronto tra i personaggi, i protagonisti che escono da questo primo tankobon sono piuttosto monodimensionali e inquadrati in precisi ruoli, tanto rigorosamente fedeli ad alcuni dei tópoi del genere da non riuscire in nulla a stupire il lettore.
Più interessante è invece il personaggio di Mamma Isabella, che con la sua doppia natura rappresenta per i tre ragazzi la caduta del mito genitoriale e innesca il processo di formazione dei bambini, in una dialettica in cui i divieti e gli ingabbianti falsi miti materni si contrappongono alla volontà di conoscenza e al libero arbitrio dei ragazzini.

Pur riuscendo a rilanciarsi continuamente e a risultare nel suo complesso coinvolgente, per l’intera durata il fumetto soffre di un’eccessiva ridondanza nel narrare la vicenda. L’autore invece riesce a costruire egregiamente l’ambientazione, svelando saggiamente il necessario per accattivare il lettore e tenendo allo stesso tempo alto il livello di mistero e la curiosità.

Convincente è infine la prova della disegnatrice Posuka Demizu (classe 1988), che riesce a far convivere le anatomie, rese con un tratto molto semplice e immediato, con gli ambienti ricchi di dettagli e ricercati.
Le linee sottili e pulite, i chiaroscuri usati con parsimonia, i passaggi dalle luci alle ombre mai troppo bruschi riescono a conferire ai giovani protagonisti del fumetto un’innocenza evidente e allo stesso tempo delicata, pronta a spezzarsi, che ben si sposa con il clima da coming of age tipico del genere e fortemente presente nel fumetto.

The Promised Neverland: la mamma è sempre la mamma

La sfida della disegnatrice, inoltre, era senza dubbio quella di far recitare nel modo giusto i personaggi in un fumetto così dialogato, in cui i primi piani sono preponderanti: in questo Demizu usa un registro molto convenzionale, forse non particolarmente ricco e per nulla innovativo, ma comunque efficace.
La disegnatrice dà invece il meglio di sé nelle tavole più orrorifiche e fantasy, dove il suo tratto evocativo gode di maggior respiro, dimostrando di essere a suo agio tanto nel dar vita ad atmosfere serene e a tratti comiche quanto nel crearne di ben più inquietanti.

Un primo numero che forse tradisce le attese con un risultato nel complesso discreto ma non esaltante. Tuttavia, chiusa l’ultima pagina, restano comunque la curiosità e una certa fascinazione, dalle quali si spera che i successivi numeri sapranno ripartire, mostrando al pubblico le ragioni della calda accoglienza ricevuta in Giappone.

Abbiamo parlato di:
The Promised Neverland #1
Kaiu Shirai, Posuka Demizu
Traduzione di Carlotta Spiga
J-Pop, febbraio 2018
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,90€
ISBN: 978-8832752823

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio