C’è un mondo, là fuori

C’è un mondo, là fuori. Un mondo in cui non tutti hanno il tempo di leggere, andare al cinema o guardare serie tv. Un mondo in cui non a tutti piace farlo, non so se ci avevate mai pensato. È un mondo che probabilmente non avete mai neppure preso in considerazione e – santi numi – vi assicuro che non ha niente a che vedere con questo blog.

Per fortuna, c’è un altro mondo, là fuori. Un mondo in cui la gente legge romanzi, fumetti, saggi, poesie, testi di aritmetica e persino libri fantasy con i draghi (sì, ancora). Quindi là fuori non c’è un solo altro mondo, ma decine, centinaia, migliaia di mondi, uno per ogni cosa che abbiamo mai letto, visto, di cui ci hanno parlato. Può essere un bel mondo e spesso mi ci trovo molto bene.

Poi c’è un altro mondo ancora, un mondo di fissati.

Sono stata a mollo in quel mondo per qualche anno, come i bagnanti nel mare caldo della sera a metà agosto. Mi sentivo sempre più compressa. Il mondo di chi legge, scrive, disegna, edita, impagina, colora o pubblica fumetti si interseca spesso con il mondo dei fissati. È il mondo di chi non compra un libro perché pensa che gli piacerà, ma perché “deve” averlo, se non addirittura perché sa già che gli farà schifo e non vede l’ora di distruggerlo sul suo blog.

Siamo onesti, non è un mondo salutare.

Ognuno di noi ha qualche fissazione, è logico, ma fare delle proprie fissazioni uno stile di vita può essere un po’ logorante.

Personalmente, ho fatto un passo di lato. Cambiare prospettiva a volte è utile.

Questo blog, quindi, vuole essere un cambio di prospettiva, l’espressione di un punto di vista un po’ esterno, un po’ periferico, non per forza migliore o più acuto, ma un filino più distaccato.  Non scrivo dal fronte, ma dalle retrovie. Qua l’odore dei cadaveri di carta arriva come un profumo leggero di inchiostro.

Ci sono troppi mondi, là fuori, per guardarli sempre da dietro ai propri occhi.