The tatami galaxy: un Universo in 4 Tatami e mezzo

The tatami galaxy, una mordace proiezione delle insicurezze e dei timori dei "giovani uomini" alla ricerca di un posto nel mondo.

Chiunque tra i 23 e i 28 anni potrebbe trovarsi a fronteggiare una vera e propria crisi esistenziale, perché si sono esaurite le scelte di vita, se ne è presa una sbagliata oppure perché di fronte ai nostri occhi se ne parano fin troppe.
Questo è quanto accade al protagonista di The tatami galaxy.

Tratto dal romanzo di Tomihiko Morimi (Sweet Blue Age, Penguin Highway) è diventato una serie anime sotto la dinamica regia di Masaaki Yuasa (Kaiba, Ping Pong the Animation) che collaborando con la casa di produzione Madhouse (Trigun, Death Note) ne ha fatto un’icona dell’animazione giapponese degli ultimi anni.

Il protagonista è un giovane uomo, senza nome – non a caso gli altri si riferiscono a lui con l’appellativo Watashi, che significa “io” in giapponese – né particolari abilità, che iscrittosi all’università sogna di trovare il club studentesco ideale per realizzare i propri sogni.
Narratore delle sue stesse disavventure combatte con tutti i demoni che coabitano al dentro di lui: il timore di non avere amici, di non trovare l’anima gemella e di non essere all’altezza delle aspettative riposte nella sua persona.
Il suo occhialuto punto di vista ci mostra un mondo in cui qualsiasi interazione sociale nasconde alle proprie spalle qualcosa di losco, atto a trarre lucro dalla sua persona o, ancora peggio, che mira semplicemente alla distruzione dei suoi sogni.

The tatami galaxy: un Universo in 4 Tatami e mezzo

Nel corso della serie però l’ottima sceneggiatura pone tutti i personaggi sotto differenti luci lasciando trasparire sempre più quanto Watashi possa essere un narratore inaffidabile, un giovane uomo eccessivamente cinico nei riguardi del mondo. Insomma, una mordace proiezione delle insicurezze dei suoi coetanei del mondo reale.
Estremamente particolare è il tipo di narrazione di cui si è fatto uso per narrare la vicenda: ogni episodio comincia raccontando dal principio l’iscrizione del Protagonista presso l’università, variando soltanto il club di appartenenza. Benché cronologicamente tutto possa restar fermo, le vicissitudini del Protagonista andranno avanti e si svilupperanno con l’ambiente che muta intorno a lui, ambiente che coincide con “l’universo di quattro tatami e mezzo” che rimane l’immobile perno intorno a cui ruotano le sue mirabolanti avventure.

I disegni di The tatami galaxy sono minimalisti, rasentano il mondo della pop art, con una quasi totale assenza di ombre e un tratto nitido e netto; i personaggi posso vantare un character design unico, addirittura iconico, perché è impossibile non restare quanto meno incuriositi da quei volti totalmente bianchi ma così ricchi di espressività.
Gli sfondi spesso sono tratti da foto o da filmati del mondo reale che, posti sotto un’estrema saturazione, presentano solamente due colori (di solito nero o bianco più un altro), discorso che nella maggior parte dei casi viene riprodotta anche negli sfondi disegnati.

The tatami galaxy: un Universo in 4 Tatami e mezzo

Per ultima cosa si deve accennare all’opening che consiste in un piano sequenza dell’edificio in cui il Protagonista vive, con in sottofondo Maigoinu to Ame no Beat degli Asian Kung-Fu Generation (gruppo non nuovo nel panorama anime dato che hanno lavorato alle sigle di lavori quali Bleach, Naruto e Full Metal Alchemist); la canzone, incisiva ed energica, è perfettamente in grado di far presagire il serratissimo ritmo di narrazione che l’opera segue e da cui è impossibile distrarsi.

Abbiamo parlato di:
The Tatami Galaxy
Regia di Masaaki Yuasa
Soggetto di Tomihiko Morimi
Prodotto da Madhouse
Distribuito in Italia da Dynit
Giappone, 2010
11 episodi

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