Svanire completamente: intervista ad Alessandro Baronciani

Alessandro Baronciani ci svela i retroscena di "Come svanire completamente", una storia a fumetti "fatta a pezzi e messa in una scatola".

Svanire completamente: intervista ad Alessandro Baronciani

 è fumettista, illustratore, art director, grafico e musicista. Pesarese di nascita ma milanese d’adozione, ha pubblicato per La Repubblica XL e Rumore Magazine. Cantante e musicista punk con il gruppo Altro, ha dato vita al progetto darkwave Tante Anna. Nel 2006, pubblica per Black Velvet Una storia a fumetti, raccolta delle sue prime autoproduzioni. Sempre per Black Velvet, pubblica Quando tutto diventò blu e Le ragazze nello studio di Munari. Nel 2013 dà avvio alla collaborazione con Bao Publishing, per la quale pubblica Raccolta – 1992/2012. Nel 2015, sempre per Bao Publishing, pubblica La distanza. Il suo ultimo progetto è Come Svanire Completamente (comesvanirecompletamente.it), una storia a fumetti fatta a pezzi e messa in una scatola, realizzata con il metodo Adesso o mai più.

Partiamo dalle origini: come è nato questo progetto?
L’idea in testa ce l’ho sempre avuta. All’inizio era una mappa fatta a icone. Un percorso di due personaggi attraverso una strada mentre memorizzavano immagini di insegne, oggetti, codici. L’idea nel tempo è rimasta un po’ nel cassetto e un po’ no. Ogni tanto diventava qualcos’altro. Aggiungevo e toglievo. Poi un anno fa avevo scritto una storia che si chiamava Onde. L’avevo pubblicata un anno fa sul mio blog. L’idea iniziale erano appunti che una ragazza, una blogger, raccontava davanti ad una telecamera. Quello, forse, è stato veramente il punto di partenza di Come Svanire Completamente.

Svanire completamente: intervista ad Alessandro BaroncianiHai dichiarato che questo libro “non ha un inizio, puoi cominciare a leggerlo dove vuoi tu”. Cosa significa nello specifico? C’è dietro una tua volontà di superare l’idea di racconto lineare e compiuto e di giungere altrove?
Mi sono sempre piaciute le storie fatte a pezzi. Probabilmente dal giorno in cui qualcuno mi parlò dei presocratici, che parlano sempre di frammenti, di cocci che qualcuno ha provato a mettere insieme. Lo dicevano anche delle canzoni degli Altro, il gruppo dove suono. Nelle nostre canzoni è stato sempre divertente anche scardinare il concetto stesso di strofa, ritornello, strofa, assolo, ritornello. È punk, no? Quindi possiamo fare quello che ci pare. Così ho fatto nelle mie autoproduzioni. Ho sempre pensato che il concetto di closure di Scott McCloud fosse applicabile anche alle storie. Metto dei personaggi. Si baciano, si tradiscono, fanno amicizia, provo a mettere a fuoco sempre o soltanto il momento dove c’è la migliore atmosfera, la miglior scenografia possibile. Poi ne confeziono dei piccoli fumetti: li leggi tutti insieme e ti crei nella testa la storia, la completi a mente.
Un po’ come quando entri al cinema a film iniziato. Un po’ come i frammenti dei presocratici. Un po’ come quando ascolti due persone parlare in treno e provi a completare il prima e il dopo quel discorso. Un po’ come quando il tuo professore della tesi ti porta un cassetto di una scrivania con l’intero carteggio di lettere che uno scrittore ha ricevuto da un’amante.

In un libro-non-libro come questo, come deciderai quando è finito, quando è completo? Hai già uno schema preciso, o solo abbozzato?
Ho l’intera storia. Con tutti i singoli episodi. Avevo iniziato a disegnarla un po’ l’anno scorso, prima di realizzare La distanza. Avevo fatto un po’ di storie perché ne avevo bisogno. Volevo vederlo anche io e non solo immaginarlo. Poi quando la raccolta fondi sul sito finirà comincerò a disegnare tutto il resto. Come diceva Scòzzari: prima pagare, poi raccontare. E posso dirti, mentre scriviamo mancano 5 giorni alla scadenza, sono arrivato a una bella somma che mi permette di lavorarci bene e per due mesi come se avessi uno stipendio pieno.

Come ti aspetti che un lettore approcci la scatola? Esiste un ordine tuo, che potremmo definire “vero”, da scoprire?
Le storie sono tutti momenti singoli. Non ci sono dei “continua sul prossimo numero”. Il racconto finisce nel libretto che stai leggendo. Non esiste un ordine mio. Ho l’idea di come si sviluppa la storia ma vedrai; è più semplice da leggere che da raccontare, non aver paura. Non sono mai stato uno che ha fatto storie troppo complesse!

Svanire completamente: intervista ad Alessandro BaroncianiCredi che la storia resterà sempre quella o le tantissime possibili varianti di lettura creeranno storie simili ma diverse?
Non me lo sono mai chiesto… ma penso di no.

Rispetto a un fumetto che inizia a pagina 1 e finisce a pagina 100, per esempio, senti di avere meno controllo sulla tua opera, in qualche senso?
Forse l’ho sempre sentito e ora che me lo scrivi, forse, sì, è come dici tu. È una delle ragioni che mi ha spinto a realizzare Come Svanire Completamente.

Cosa può spingere un autore già affermato a scegliere la via del crowdfunding e l’autoproduzione per produrre la sua prossima opera?
Quando Ratigher ha inventato Prima o mai ho pensato finalmente di poter usare un metodo per realizzare quello che avevo in testa. Un libro a fumetti che diversamente non avrei pubblicato e nemmeno ci sarei riuscito autoproducendolo. Il libro è più complesso di quanto sembri. Ha dei costi di produzione elevati per il mercato. Difficile anche da comunicare a un distributore o a una libreria di varia. La prima volta che ne parlai al mio editore c’eravamo posti anche il problema che era impossibile da sfogliare. Immagina un lettore incuriosito entrato per caso in una libreria, che avrebbe dovuto comprare il libro a scatola chiusa senza poterlo aprire e poi, una volta aperto, trovarsi comunque di fronte a un libro che non si sa come leggere. In un certo senso Come Svanire Completamente doveva sapere già dove sarebbe andato a finire. Detta così suona strano, ma il metodo di raccolta fondi inventato da Ratigher ti permette di far capire esattamente prima cosa sarà quello che hai in testa. La comunicazione parte quando ancora è soltanto un’idea. Hai tutto il tempo di trovare i fondi. Di pubblicare storie a fumetti, spiegare il libro attraverso le interviste o comunicare ripetutamente della raccolta fondi attraverso i social. Il problema più grosso è che smetti di essere un autore di fumetti e basta. Diventi un produttore. Ti occupi e cerchi di trovare un ufficio stampa disposto a darti una mano. Passi molto tempo al telefono a chiedere preventivi. Rispondi alle email delle persone che ti scrivono a mezzanotte, che hanno comprato il libro e che chiedono di poter inserire la persona a cui è dedicato, o che hanno fatto un casino con il pagamento o che ancora non l’hanno ricevuto (anche se c’è scritto in tutte le pagine che il libro sarà stampato a fine settembre). Programmare la stampa, in modo da non sovrapporre il lavoro dello scatolificio con quello della tipografia. Assicurarti di non intasare la tipografia con troppo lavoro e in un certo senso conquistare la loro fiducia. Non sai quanti scatolifici mi hanno buttato giù il telefono quando alla richiesta di preventivo avevano capito che non ero un’azienda ma un fumettista che voleva pubblicare un libro attraverso una raccolta fondi! Per non parlare delle poste e delle spedizioni e delle scatole che contengono la scatola per la spedizione.

In cosa differisce il tuo metodo produttivo (adesso o mai più) rispetto al primaomai di Ratigher, che tu stesso citi come esempio di partenza?
È molto semplice. Io e Ratigher non assomigliamo a quelli che comunemente la gente chiama punk, ma siamo dei punk e quindi quando facciamo le cose che ci piacciono le facciamo. Il libro doveva essere un primaomai, ma poi parlandone con Francesco non aveva senso. Lui stesso all’inizio, subito dopo il successo delle Ragazzine non voleva fare da “casa editrice”, approvare, avviare progetti e fare il lavoro, che come hai letto qua sopra è abbastanza complesso, per i libri di altri. E poi mi accorgevo che volevo fare delle modifiche e non potevo fare soltanto la prevendita del libro e basta. Volevo fare diversi reward che mi aiutassero prima a raggiungere l’obbiettivo. Anche perché Come Svanire Completamente ha un costo di stampa che è quattro volte più alto di un normale libro a fumetti e soprattutto la scatola non può essere confezionata on demand. Non avrei potuto fare un preventivo o comunque non sarei riuscito ad avere un prezzo più basso.

Svanire completamente: intervista ad Alessandro BaroncianiIl legame tra il fumetto e la musica è sempre stato determinante nella tua produzione, fino a culminare con la collaborazione con Colapesce, sia su carta (con La distanza) che nei concerti disegnati. Quali influenze musicali ritroveremo in Come Svanire Completamente
Non ci saranno influenze musicali come ne La distanza, anche se il libro prende spunto da una canzone dei Radiohead che appunto si chiama How To Disappear, Completely. Ci sono più citazioni a delle letture e libri per ragazzi che ho fatto. De La distanza e della collaborazione con il mio amico Lorenzo mi piacerebbe che potesse venirne fuori anche il lato più sperimentale e nuovo del libro e cioè i Concerti Disegnati. I fumetti dovrebbero diventare degli spettacoli. In fondo anche Pazienza diceva che era una rockstar e non sapeva suonare nessuno strumento.

Che rapporto hai con il web? Nelle tue opere c’è sempre stato un rapporto molto particolare con il libro in quanto oggetto fisico, che si è espresso tramite l’aggiunta di inserti metanarrativi o sperimentazioni con la trasparenza delle pagine. Pensi che sia ipoteticamente possibile trasporre tutto questo in un web comic?
Non sono inserti metanarrativi, ma cartotecnici. Metanarrativo potrebbe essere, semmai, il risultato dell’inserto cartotecnico nel senso che nella storia, che ne so, non faccio riferimento al lettore o al fatto che è un libro a fumetti. Mi piace sperimentare con la carta perché mi vengono delle idee sulla carta. Le Ragazze Nello Studio di Munari era così perché erano invenzioni di Munari. Quando Tutto Diventò Blu era blu. Però posso dirti che Come Svanire Completamente ha a che vedere con il web comic. Perché la ragazza vuole scomparire e lo vuole fare mettendo i suoi ricordi dentro la rete. E nella rete stanno cominciando a esserci già le sue storie. E quando il libro non potrà più essere comprato svanirà veramente. Scomparirà dalla rete per arrivare direttamente nelle case di chi ha scommesso con me nella realizzazione di questo libro.

Intervista realizzata via mail nel mese di luglio 2016.

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