Superman #6: l’angelo

Kurt Busiek e Fabian Nicieza scrivono un intenso fill-in che riporta Superman alle sue origini urbane e sociali. Disegni di Peter Vale
Articolo aggiornato il 18/02/2016

Avanti, Polk. Fallo. Scopri quanto sei debole.
Avanti, Polk. Io ho la fede. Io ho il mio angelo. Premi quel grilletto.
Premilo.

Superman #6: l'angeloE Polk sparò, ma l’angelo non venne, impegnato in una sfida mortale che solo egli era in grado di vincere, grazie ai suoi poteri superiori. La donna, Barbara Johnson, di Suicide Slum, il quartiere degradato di Metropolis, si salvò, diventando un esempio vivente di fede e coraggio, diventando il punto di raccolta per tutti gli abitanti del quartiere ed il punto di riferimento per gli abitanti di altri quartieri come quello.
La gente, gli abitanti delle zone più depresse, si riuniscono, protestano, lottano, denunciano: è una storia uguale a se stessa, tanto nella finzione di un fumetto quanto nella drammatica realtà, soprattutto se pensiamo alla storia della nostra nazione, alla storia del nostro Sud.

Superman #6: l'angelo

I nostri eroi, i nostri angeli, restando nel tema della storia di Busiek, sono caduti sul campo, e la gente di Sicilia, ma anche quella di Calabria e Campania, ha alzato la testa, urlato il proprio disagio, chiesto attenzione e aiuto. Nella finzione della storia, Angelo, c’è qualcuno che li ascolta, il Superman di Suicide Slum, che in particolare cerca di impedire che Barbara Johnson venga uccisa nella sua crociata di lotta contro i criminali che infettano il suo quartiere.
Nella realtà, come già detto, spesso gli esempi sono stati i caduti mentre oggi, sempre più, i nostri eroi, le nostre guide ispiratrici devono essere tutti coloro che lottano, che cercano di non far cadere nel silenzio i sacrifici del passato. Ognuno di noi, nel suo piccolo, è invitato a lottare almeno finché ci sarà qualcuno che ha nel cuore la speranza di un mondo migliore.
E in un certo senso Superman, nella tavola conclusiva, sembra chiedersi: perché dovrei smettere di lottare, se al mondo ci sono persone come queste, che combattono nel loro piccolo, che non smettono di sperare? E l’invito da fare a Superman sembra lo stesso che lancia Barbara Johnson: ognuno di noi, con la giusta fede, la giusta ispirazione, può essere nel suo piccolo un angelo per qualcuno. Forse l’uomo venuto da un altro pianeta, il difensore e campione della Terra, dovrebbe solo ricordare il valore del sacrificio quotidiano, grande e piccolo che sia, e in questo trovare risposta alle sue domande.

Superman #6: l'angelo

E ora chiedo scusa a tutti i lettori se ho dato più spazio rispetto al resto del sommario alla bella storia – che sembra uscire dalle pagine di Astro City – di Busiek, scritta con Fabian Nicieza e disegnata da Peter Vale con le chine di Jesus Merino (escluse le tavole di apertura e chiusura, opera di ).
E chiedo scusa se ho dimenticato di sottolineare i toni alla Kingdom Come dell’avventura, o se ho lasciato in secondo piano la pur bella e divertente terza parte de L’ultimo figlio, di Richard Donner e per i disegni di : in quest’occasione i due sceneggiatori hanno presentato il primo scontro tra Superman ed il loro generale Zod, alla sua ennesima incarnazione, con il colpo di teatro finale di un’invasione kryptoniana.
E scusate se vi ho tormentato con il parallelismo con la nostra Italia, con la lotta del Sud, con la lotta della Calabria, la mia regione, la mia terra.

Abbiamo parlato di:
Superman #6
, Fabian Nicieza, Peter Vale, Carlos Pacheco, Geoff Johns, Richard Donner, Adam Kubert
Traduzione di Marco Accordi
, nov. 2007
48 pagg. col. spil. – € 2.95

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