Le strabilianti imprese di Fantomius

"Definitive Collection", il nuovo albo di ristampe disneyane della Panini, ripropone nel suo numero d'esordio le prime quattro storie di Marco Gervasio della serie "Le strabilianti imprese di Fantomius" ,...

Le strabilianti imprese di FantomiusPaperinik fa il suo esordio sui numeri 706 e 707 di Topolino del giugno 1969 creato da Elisa Penna, Guido Martina e Giovan Battista Carpi. L’ispirazione per le imprese e il costume del suo alter ego giungono a Paperino dopo la lettura dei diari del vecchio possessore di Villa Rosa, una casa abbandonata vinta da Gastone con il solito concorso, ma che con l’inganno Paperino ha dichiarato sua. I diari sono scritti da un ricco gentiluomo che di notte si dedica alla carriera di ladro con il nome di Fantomius insieme con la sua degna compagna Dolly Paprika: dietro la maschera dell’inafferrabile ladro, si nasconde Lord John Lamont Quackett, nome completo dell’ex proprietario di Villa Rosa.

Le strabilianti imprese di Fantomius

Origini segrete

Il originale era semplicemente una figura di contorno, un’ombra aleggiante sopra il passato di Paperopoli e quindi di Paperinik, fino a che il cavazzaniano Marco Gervasio non iniziò a occuparsi del personaggio, con due storie scritte rispettivamente da Bruno Sarda (Paperinik contro le Giovani Marmotte) e da Fabio Michelini (Paperinik e l’estate a Villa Lalla).
Ben presto Gervasio inizia a scavare nel passato di Paperinik: il suo primo, vero esperimento con Fantomius (1) e Dolly Paprika è in Paperinik e il tesoro di Dolly Paprika, dove la coppia di ladri, evidentemente originariamente ispirata da Diabolik ed Eva Kant, compare in un flashback. Gervasio li rende poi coprotagonisti con Paperinik in altre due avventure, Il segreto di Fantomius e Il passato senza futuro, quest’ultima una vera e propria avventura nel tempo: il trittico, alla fine, risulta essere un vero e proprio prologo alla serie Le strabilianti imprese di Fantomius che esordisce sul Topolino #2972 con la storia Il Monte Rosa. Delle dieci storie fin qui realizzate da Gervasio, le prime quattro sono state, quindi, pubblicate sul numero inaugurale di Definitive Collection, albo che, nel formato storico che fu di Zio Paperone, ha iniziato a ristampare una serie di cicli disneyani tra quelli maggiormente apprezzati dai lettori.

Nel segno di Carl Barks

L’intera operazione Fantomius, che come detto parte con il trittico di storie “sulle origini”, è di fatto l’equivalente della Saga di Paperone di Don Rosa: Gervasio, in pratica, si inserisce all’interno di quell’affresco, inglobando alcuni elementi squisitamente barksiani, come il riferimento al Duca Pazzo, che nella ricostruzione del fumettista italiano viene identificato con Richard Quackett, antenato di John. L’autore romano, poi, affianca a Fantomius Copernico Pitagorico, bisnonno del più noto Archimede, con una intuizione non troppo differente da quella avuta sempre da Barks nell’affiancare a un giovane Paperone l’altrettanto geniale Cacciavite Pitagorico, nonno di Archimede e presumibilmente figlio di Copernico.

Le strabilianti imprese di Fantomius

L’ultimo elemento necessario per far funzionare le storie di Fantomius era affiancare al ladro un antagonista in grado di sfidarlo, ma anche di far risplendere la sua stella, ed ecco che Gervasio recupera l’ispettore Pinko, ideato da Michelini insieme con Giovan Battista Carpi sulle pagine del Ritorno a Villa Rosa: se il Pinko di Michelini-Carpi era stato ideato come temibile avversario di Paperinik, quello di Gervasio, pur mantenendo la stessa struttura fisica e la stessa determinazione, risulta un personaggio più leggero e umoristico, molto vicino all’Ispettore Clouseau de La pantera rosa. D’altra parte il Pinko di Gervasio, che è solo commissario, è l’antenato dell’ispettore del Ritorno e ha una caratterizzazione maggiormente caricaturale rispetto al personaggio di Michelini, evidentemente abbandonato perché ritenuto non adatto a un pubblico di bambini.

Fonti letterarie

Vale la pena, a questo punto, cercare di capire quali sono state le possibili fonti letterarie di per la serie.
La Paperopoli proposta dal bravo fumettista è quella degli anni ’20 del XX secolo: le atmosfere sono evidentemente ispirare alla serie di romanzi con protagonista Fantomas, antieroe che va annoverato anche tra le fonti di Guido Martina, oltre che al ladro gentiluomo per definizione, Arsène Lupin.
Altra fonte fondamentale per Gervasio, oltre che per Martina, è sicuramente il Diabolik delle sorelle Giussani: i piani complessi ideati da Fantomius o i marchingegni avveniristici (per l’epoca) realizzati da Copernico Pitagorico fanno pensare immediatamente al fumetto noir italiano per eccellenza. D’altra parte lo stesso Lord Quackett sembra, fisicamente, una versione papera dell’inafferrabile Diabolik.

Le strabilianti imprese di Fantomius

Un altro classico di riferimento è, poi, Belfagor, omaggiato (o parodiato) esplicitamente con la storia Brutfagor, che ha anche il merito di introdurre un nuovo antagonista per Fantomius, Hercule Paperot, ispirato al quasi omonimo investigatore ideato da Agatha Christie.
L’ultimo spunto lo troviamo, infine, nel nome completo di Lord Quackett: il Lamont inserito da Gervasio per completare il nome dell’identità civile di Fantomius è un evidente riferimento a Lamont Cranston, meglio noto come L’uomo ombra in una serie di drammi radiofonici e di avventure distribuite agli inizi del XX secolo sui pulp magazine.

Le storie

Oltre agli spunti letterari e al lodevole tentativo di inglobare la serie nel corpus barksiano e donrosiano (sforzo che sarà maggiormente evidente nel seguito della saga), nel complesso la serie risulta leggera e divertente.
Lord Quackett viene caratterizzato come una versione papera del Bruce Wayne interpretato da Adam West nello storico serial del 1966. Le gag, però, non squalificano il personaggio, ma sembrano più mettere alla berlina il ruolo che interpreta, quello del nobile sfaccendato, e non mirano a criticare Lord Quackett stesso, che nel chiuso della sua villa, in compagnia del fido Copernico Pitagorico e dell’amata Dolly Paprika emerge con tutta la sua intelligenza e audacia.
Degli altri due coprotagonisti, mentre l’avo di Archimede Pitagorico è, di fatto, un personaggio di contorno utile semplicemente per giustificare l’attrezzatura di Fantomius, Dolly Paprika viene rappresentata come la controparte femminile di Lord Quackett: nell’identità pubblica è infatti ammaliante e superficiale, per poi trasformarsi in audace e intelligente compagna di Fantomius.

Abbiamo parlato di:
Disney Definitive Collection #1 – Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro gentiluomo vol. 01
Marco Gervasio
, ottobre 2014
116 pagine, brossurato, colore – € 3.90

Le strabilianti imprese di Fantomius


Note:
  1. Tecnicamente Gervasio aveva utilizzato almeno di nome il personaggio in Paperino e l’ombra di Fantomius, ma un vero progetto organico con il personaggio lo si ha solo a partire dal Tesoro di Dolly Paprika 

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio