Una storia a fumetti: una raccolta di Alessandro Baronciani

"Una storia a fumetti" riunisce per la prima volta in un unico volume antologico buona parte della produzione fumettistica più recente di Alessandro Baronciani.
Articolo aggiornato il 17/04/2015

Per lodevole iniziativa delle edizioni di Bologna viene pubblicato il bellissimo Una storia a fumetti, che riunisce per la prima volta in un unico volume antologico buona parte della produzione fumettistica più recente di , Una storia a fumetti: una raccolta di Alessandro Baroncianitalentuoso e giovane (questo aggettivo lo lascerei perdere: in fondo ha già 30 anni!) autore nato a Pesaro nel 1974.
Trovano definitiva sistemazione in questo libro le storie realizzate da Baronciani nell’ultimo quinquennio e distribuite in fotocopia tramite posta a un folto gruppo di fedelissimi abbonati, sparsi un po’ per tutta la penisola.
Un audacissimo e innovativo esperimento la cui novità fondamentale sta proprio nel fatto che sia stato condotto nella totale assenza di un supporto editoriale vero e proprio. Cosa che, se da un lato ha permesso all’autore di sviluppare un rapporto più intimo e diretto con i propri lettori (i quali hanno avuto la possibilità di intervenire e interagire con il tessuto delle storie, spesso modificandolo attraverso consigli e suggerimenti), dall’altro ha garantito a Baronciani la possibilità di muoversi e articolare la propria proposta artistica in assoluta libertà, senza nessun controllo o filtro imposti dall’esterno.
A questo proposito Davide Toffolo, nella prefazione al volume, parla a ragione di fumetto “politico”: politico per il fatto di esistere in quanto tale e per il fatto di essere stato comunque possibile al di fuori di qualsiasi circuito industriale o distributivo.

Ed è una vera fortuna che queste storie possano ora essere conosciute e apprezzate da un numero verosimilmente più ampio di lettori (tra l’altro, lavori di Baronciani sono state recentemente ospitati dalla rivista XL e continuano ad apparire mensilmente sul magazine musicale Rumore). Queste storie sono infatti bellissime e costituiscono una plausibile e a suo modo preziosa declinazione di quel racconto autobiografico che sempre maggiore centralità ha assunto nella produzione fumettistica degli ultimi anni, anche in Italia. Le storie ospitate nel volume sono racconti di lunghezza variabile che “spiano” con sguardo discreto e partecipe le vicende di un ragazzo (l’autore) e dei suoi amici, sullo sfondo di un mondo piuttosto defilato e provinciale. Il tutto ricostruito attraverso una tessitura grafica e narrativa molto peculiare.

Baronciani può infatti vantare un tratto pulito, terso, essenziale, estremamente stilizzato e sintetico, a volte quasi fotografico, in equilibrio tra il cartoonesco, la Pop Art e certo fumetto statunitense (soprattutto Burns, Thompson, Clowes). Un tratto che dà il meglio di sé soprattutto nei suoi giochi funambolici con il bianco e nero Una storia a fumetti: una raccolta di Alessandro Baronciani(e Baronciani da questo punto di vista è un illustratore spesso sopraffino): i segni spessi di nero si incidono nel bianco uniforme della pagina increspandola in una serie infinita di risonanze, riverberi, incastri prospettici e costruzioni tendenti alla staticità geometrica del pittorico. Basti pensare, a titolo d’esempio, alla pulizia concettuale e all’estremo rigore formale di pagina 7, alla scansione matematica dei tempi e delle azioni che va da pagina 114 a pagina 124, allo stupore improvviso di un tramonto catturato con mano ferma eppure commossa a pagina 186.

Tuttavia quello che più impressiona di Alessandro Baronciani è probabilmente la sua innata capacità di disegnare il silenzio: sono davvero notevoli la naturalezza e il tocco impercettibile con cui l’autore riesce a raccontare i propri personaggi e il loro piccolo mondo affettivo attraverso immagini mute, come rapite in una velata e impenetrabile lontananza o sospensione temporale. I suoi disegni hanno a tratti un respiro quasi attutito che rimanda alla compostezza delle icone. I percorsi illustrativi di cui questo libro si sostanzia sono per altro innumerevoli; quello più suggestivo rimane, forse, il sentiero dei volti che percorre in silenzio tutte le pagine del volume regalandoci un inesauribile romanzo di espressioni e sentimenti, in apparenza molto simili nella loro elementare concisione, eppure, ad una analisi più attenta, diversissimi e articolati come l’umanità che vogliono raccontare, giocati spesso su una piega o uno scarto furtivo e rivelatore al tempo stesso.

In queste storie dal sapore fortemente autobiografico che a tratti si lasciano invadere e rimodellare da persone ed eventi reali e a tratti, invece, se ne distaccano (ma sempre con garbo e delicatezza) aleggia un costante senso di perdita e di mancanza e al tempo stesso il respiro di un’attesa inappagata, di un fragile non detto che non può o non riesce a essere detto (come ben mostrano le storie d’amore vissute dai personaggi).
Queste storie (forse sarebbe meglio chiamarle non-storie dal momento che non succede quasi mai nulla) si configurano dunque come racconti disadorni di un segreto mai svelato o di un incontro mai avvenuto e ci restituiscono tutto il senso di un segno grafico capace come pochi altri di essere più preciso e fulminante di qualsiasi parola o descrizione.

Abbiamo parlato di:
Una storia a fumetti
Alessandro Baronciani
Black Velvet, 2006
210 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,00€

Riferimenti:
Black Velvet Editore: www.blackvelveteditrice.com

2 Commenti

2 Comments

  1. Stefano

    11 agosto 2013 a 08:32

    Fosse nato nel ’74 avrebbe qualcosina in più di 30 anni…

    • la redazione

      13 agosto 2013 a 09:35

      Il pezzo è di qualche anno fa, ecco spiegato il perché non tornano i conti :-)
      Abbiamo reintrodotto la data sugli articoli per evitare queste incomprensioni.

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