Sopravvivere agli accolli: autoanalisi di Zerocalcare

Zerocalcare, "L’elenco telefonico degli accolli": il confortante diario di un compagno di viaggio, un manuale non comune di comune sopravvivenza.

Sopravvivere agli accolli: autoanalisi di ZerocalcareFin dalle prime pagine del suo nuovo volume, si presenta sempre più oppresso dalla propria dimensione pubblica, perseguitato come oggetto costante di interesse generale dai demoni generati dai social network, dalle pretese dei fan e dalle loro aspettative. Come Ogni maledetto Lunedì su due, anche questa seconda antologia racchiude le tavole già apparse sul blog dell’autore di Rebibbia in una cornice inedita che ne illumina lo spirito dominante con un’espressiva metafora visiva del percorso di Zerocalcare: un fragile sentiero lastricato di uova.

Inevitabilmente, la raccolta manifesta quindi una doppia anima: la prima, quella originaria, costituita dalle tavole pubblicate direttamente sul sito da Zerocalcare, che risuona degli echi dei commenti dei lettori generati dalla sua propagazione sulla rete, la seconda, quella post-creativa, la cui trama è tenuta insieme dal filo rosso svolto nella cornice che racchiude i capitoli già noti al pubblico.

Questa duplice matrice del testo non pregiudica tuttavia l’unità dell’opera, dal momento che la struttura delle storie è la stessa della cornice: alla presentazione delle responsabilità derivanti dalle aspettative degli impegni assunti e delle numerose richieste avanzate a Zerocalcare, gli accolli del titolo, e al loro accumulo segue regolarmente un ribaltamento finale della prospettiva dell’autore tramite una riflessione che lo alleggerisce da quel fardello.

Il crescente senso d’ansia è sempre stato una nota caratteristica delle trame dell’autore romano, tuttavia in questa antologia è quasi ossessivo, come ammette implicitamente Zerocalcare alla fine del volume: “Nooo… no es amoor… lo que tu sientes se llama obsesiooòn”.
La pressione che l’autore cerca di esorcizzare si coglie in particolare nelle pagine di Il demone dell’inadempienza e Chicazzomelaffattofà. Nel primo caso il tema ricorrente dell’ansia è rappresentato da un avvoltoio appollaiato sul protagonista, metafora che ricorda la balena e l’orca che gravano sulle spalle di Secco e Zerocalcare alla fine de La profezia dell’armadillo. È nel secondo caso tuttavia, in Chicazzomelaffattofà, che spicca maggiormente il profondo senso di inadeguatezza dell’autore e il suo superamento, sottolineato da un’efficace sequenza di due tavole: una splash page in cui Zerocalcare si mostra annichilito dall’assenza di un luogo personale, di un posto che lo definisca, ed una pagina in cui il percorso già compiuto diventa una spinta che facilita il cammino ancora da intraprendere.

Sopravvivere agli accolli: autoanalisi di ZerocalcareCamminare su fragili gusci è un esercizio delicato, richiede equilibrio, forza e rispetto, perché un uovo s’inclina facilmente, cade se non lo si tiene con fermezza, ma si rompe se si schiaccia e fin dalle prime pagine del volume Zerocalcare sperimenta l’instabilità del sentiero che percorre.
Altri temi simili, come la reperibilità coatta, l’emotività artificiosa della rete, l’iter di produzione di un film, le scadenze incombenti, sono trattati con leggerezza e dibattuti con l’armadillo in un dialogo interiore che genera sempre un finale spiazzante, inatteso e genuino.

La sincerità autobiografica e la coerenza interiore di Zerocalcare sono immediatamente trasmesse da un tratto pulito e genuino, che sembra il risultato di una realizzazione subitanea e non inquinata da riflessioni e ripensamenti intermedi, ma è invece frutto di una riflessione stilistica attentamente studiata per dare la sensazione di un disegno eseguito al momento, quasi di getto.

La griglia stessa delle tavole e i contorni delle vignette contribuiscono a questo effetto, la prima concedendosi il ricorso a sequenze di vignette sia fitte che rade sempre funzionali al contenuto; i secondi rinunciando alla squadratura rigida in favore di una linea realizzata a mano e volutamente irregolare. Mediante queste soluzioni grafiche il tema del grave fardello che l’autore sorregge lungo il sentiero artistico e biografico risulta inoltre alleggerito ma non sminuito, grazie anche all’uso costante e caratteristico dei personaggi che animano le diverse coscienze dell’autore.
Sopravvivere agli accolli: autoanalisi di ZerocalcareQuesti contribuiscono a creare un intertesto facilmente comprensibile e stabiliscono un rapporto di immediata familiarità tra Zerocalcare e i lettori, facendo leva sulle memorie televisive condivise, una vera e propria mitologia comune di riferimento.

Come le storie, anche la cornice offre un finale spiazzante e autocritico, in cui Zerocalcare ribadisce che il fardello che gli pesa non è esclusivo, ma condiviso e spesso più leggero di quello di molti altri, amici e lettori, che nel fumetto l’autore disegna al suo fianco sullo stesso cammino.

Eppure incrociando sia personalmente Zerocalcare che le sue opere, si avverte comunque l’impressione di incontrare una persona capace di farci ricordare ogni cosa, tutti i piccoli aspetti della vita che concorrono a costituirla e che capita talvolta di dare per scontati. È questo il dono di chi, come ammette lo stesso Zerocalcare, ha rischiato di non trovare il proprio posto e di non sfruttare il proprio tempo, che proprio per questo non distoglie lo sguardo e non rinuncia alla sua integrità.
L’invito che emerge dalle tavole de L’elenco telefonico degli accolli, alla coerenza, al rispetto dei fardelli altrui e alla sincerità
potrebbe forse apparire banale e scontato in un fumetto di genere autobiografico, qualcosa a cui chiunque potrebbe pensare, come l’uovo di colombo, ma si tratta invece delle uova di Michele, e anche delle nostre.

Abbiamo parlato di:
L’elenco telefonico degli accolli
Zerocalcare
, 2015
200 pagine, brossurato, bianco e nero – 17,00 €
ISBN: 9788865435014

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