Quaranta senza Hector

Quaranta senza Hector

Hector German Oesterheld, uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti di sempre, scomparve nel nulla, come per magia, in una mattina d’aprile del 1977, quarant’anni fa. Ma i militari argentini non erano Houdini.

Lo prelevarono dalla sua casa di Buenos Aires, lo imprigionarono per mesi (anni?) e poi lo uccisero, come accadde ad oltre trentamila desaparecidos (“scomparsi”) nei giorni feroci della dittatura del generale Videla e della giunta militare.

C’è un articolo particolarmente toccante di Manuele Rivas che ripercorre, con le testimonianze dei sopravvissuti, la sua vicenda nei centri di detenzione segreti del regime (l’articolo lo trovate qui in originale su El pais e qui in traduzione).  Nel 2016, è stato pubblicato un documentato saggio giornalistico che ricostruisce il tragico destino dell’intera famiglia dello scrittore (Los Oesterheld di Fernanda Nicolini e Alicia Beltrami).

Poi, circa 7 anni fa, è emersa un’altra storia inquietante, sul periodo fantasma, trascorso da Oesterlheld in prigionia. E sembra un racconto dei suoi, quasi un capitolo aggiunto al suo capolavoro a fumetti, l’Eternauta.

La tortura di Hector

Nel periodo di detenzione illegale, l’autore sarebbe stato  costretto, per paradosso, a scrivere fumetti per i suoi carcerieri. I militari gli commissionarono una agiografia del generale Saint Martin, padre della patria, idolo degli uomini con le stellette. Uno scherno sferzante ad Hector, attivista politico, libertario da sempre, tanto da firmare qualche anno prima, assieme ad Alberto ed Enrique Breccia, la biografia a fumetti del Che.

Una vera e propria tortura psicologica, non la più tragica, visto che arrivarono a mostrargli le foto delle quattro figlie morte, anche esse vittime della ferocia del regime, perché attiviste di sinistra. Comunque, una perfidia orrenda: pretendendo che scrivesse su loro commissione, gli aguzzini cercavano di portargli via anche l’ultimo brandello, il più intimo, di dignità intellettuale.

E, ancora una volta, come accade da quarant’anni, la vicenda umana dell’autore e del suo paese, entra in risonanza con l’opera più celebre di Oesterheld, l’Eternauta. La disumanità dei carcerieri militari ricorda quella dei mostri alieni, venuti a invadere il nostro pianeta nel racconto fantascientifico di Oesterheld, disegnato da Francisco Solano Lopez, pubblicato nella prima versione nel 1957.

Luoghi e tempi si sovrappongono: gli umani ribelli vengono braccati dagli extraterrestri, proprio come gli oppositori politici sarebbero stati braccati dagli squadroni militari della morte nei giorni più bui della dittatura . Le stesse vignette dedicate alla deportazione dei sopravvissuti  anticipano la cronaca infame dei centri di detenzione segreti.

E questa ulteriore storia di uno scrittore costretto a scrivere contro la sua volontà, sembra una variante delle pratiche subdole con cui gli alieni costringono all’obbedienza i prigionieri nel fumetto. Invece è la cronaca reale e spietata dell’unica specie dell’universo che sa diventare nemica di se stessa: l’essere umano.