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Socrate il semicane #1

Kappa Edizioni - 2003 - 52pp/col - 13,50euro
Articolo aggiornato il 02/01/2013

Socrate il semicane #1Eracle è il figlio di Zeus, è un semidio. Socrate è il suo cane, anzi, un semicane: mezzo cane, mezzo filosofo. Con questa premessa si presenta a noi questo strano animale, protagonista ed io narrante dell’opera di due degli autori francesi più interessanti proposti oggi in Italia, (Il gatto del rabbino, La Fortezza, Troll) ai testi e (Isaac il pirata) ai disegni. Socrate è un cane, filosofo nella sua visione distaccata dell’animo del proprio padrone, egoista, donnaiolo, violento. Eppure, come ogni cane, egli lo ama, anche se non ammetterebbe mai di avergli sacrificato la propria libertà. E questa sua condizione lo pone al paragone con quelle donne da cui Eracle è tanto ossessionato.

Io non sono sicuro che tutte le donne abbiano voglia di essere madri, spose e amanti.
È come coi cani, non si chiede il loro parere.

Il leggendario eroe, tra uno scoppio d’ira ed una avventura d’amore, tra il suo egocentrismo e la sua incomprensione degli altri, appare un uomo fortissimo fisicamente, ma irremediabilmente povero dentro.

E va tutto bene. È così. È un eroe.
Un uomo che non ha coscienza della sua piccolezza.

Al pari di altre opere di uno o dell’altro autore, tutta la narrazione è pervasa da un misto di riflessione agrodolce e di ironia, mentre il tratto semplice eppure espressivo e personale serve bene i testi ed i tempi della storia. Una ennesima dimostrazione della verve artistica di Sfar e Blain.

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