Smetto quando voglio Masterclass – il fumetto (Recchioni, Bevilacqua)

Il caso “Smetto quando voglio: Masterclass”: il fumetto è un importante mezzo promozionale o il fumetto è solamente un gadget di poco valore?

Smetto quando voglio Masterclass - il fumetto (Recchioni, Bevilacqua)Come già per Lo chiamavano Jeeg Robot il fumetto viene usato come canale promozionale di un film: dopo il successo del primo Smetto quando voglio il ritorno della sgangherata banda criminale di laureati insoddisfatti si concretizza, oltre che in sala, in questo albo scritto da e disegnato da , distribuito da La Gazzetta dello Sport.
Una storiella che cerca di riprendere alcuni tormentoni della pellicola immergendola in un contesto metafumettistico: ritmo sostenuto e qualche momento azzeccato, ma l’impressione è di un’operazione forzata e poco ispirata (come testimonia per esempio l’apparizione degli autori stessi che parlano del fumetto, espediente piuttosto pigro e fine a sé stesso).
Anche i disegni di Bevilacqua sembrano meno personali e convinti di altre prove, attenti a essere più aderenti possibile alle fisionomie degli attori e a limitare soluzioni grafiche che possano disorientare i non lettori di fumetti.
Alla fine nasce il dubbio sul contesto e sull’obiettivo di questa operazione, che sembra scontentare un po’ tutti: dal fan del film che si ritrova una storia piena di citazioni fumettistiche al lettore di fumetti che, forse, di metafumetto di questo tipo non sente più l’esigenza.
Quindi, come valutare questo albo? Forse l’interpretazione più corretta è di farlo come fosse un gadget, al pari di un portachiavi o una penna a sfera griffati, o come memorabilia per appassionati degli autori.

Abbiamo parlato di:
Smetto quando voglio Masterclass – il fumetto
Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua
Gazzetta dello Sport, 2017
40 pagine, colori, spillato – 2,50€

Smetto quando voglio Masterclass - il fumetto (Recchioni, Bevilacqua)

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