Sinbad: richiamo dell’avventura alla francese

Sinbad, edito da RW Lineachiara, è una appassionante reinterpretazione in "linea chiara" del patrimonio immaginifico mediorientale.

Il richiamo dell’avventura Sinbad: richiamo dell'avventura alla franceseè un istinto insopprimibile per l’uomo. Sia essa vissuta di persona, o attraverso i libri (da Stevenson a Salgari, passando per Dumas, giusto per citarne alcuni tra i più noti), è un mondo dalle infinite possibilità che stimola quotidianamente la nostra immaginazione. Se poi ci aggiungiamo la magia e un (grosso) pizzico di imprevisti, otteniamo una formula irresistibile. La stessa usata da Christophe Arleston (già noto per lavori di carattere storico e fantasy come i cicli de L’Universe de Troy e Le Chant d’Excalibur) e Audrey Alwett (autrice di opere come Triskell e My Lady Vampire) per il loro Sinbad. L’edizione di raccoglie tutti e tre i volumi che compongono l’opera, in Francia originariamente usciti separatamente per Edition Soleil.

La figura del marinaio Sinbad, originatasi da un racconto persiano, ha attraversato i secoli, nelle vesti di un avventuriero che solca i mari in cerca di avventure. Una di quelle figure destinata a divenire un’allegoria della voglia di scoperta dell’uomo. Anche il cinema non ne è rimasto immune, dando all’eroe romantico mediorientale innumerevoli volti.
Il Sinbad di Arleston e Alwett è uno scapestrato che cerca di fare affari truffaldini in una Baghdad dall’aspetto antico e sospeso nel tempo, mentre spezza numerosi cuori di donne incantate dal suo fascino esotico. Non sa però di essere figlio di Aladino, divenuto califfo di Baghdad grazie all’aiuto del Genio e dei desideri che ha avuto a disposizione. Purtroppo, a causa di una profezia che ricorda quella di Edipo, l’unico figlio a essersi salvato dalla furia del Genio, a insaputa di tutti, è proprio Sinbad, deciso a scoprire a ogni costo l’identità dei suoi genitori. Da qui parte l’innesco per un intreccio complesso e una serie mozzafiato di avventure, che porteranno Sinbad a incontrare donne-pantera, streghe, ciclopi.

Sinbad: richiamo dell'avventura alla francese

È interessante notare come i due sceneggiatori riescano ad attingere dal vastissimo immaginario delle Mille e Una Notte e dal patrimonio favolistico di tradizione mediorientale, considerato uno dei più ricchi al mondo, senza per questo banalizzarlo o svilirlo dai suoi tratti caratterizzanti. Assistiamo a una reinterpretazione condensata ma molto efficace di una mitologia ricca di esseri potenti e crudeli, capace di sviluppare un’avventura incentrata sul rapporto tra uomo e magia, costellata di personaggi interessanti e raramente superflui, dato che c’è un forte equilibrio che permette una buona caratterizzazione di tutti i protagonisti. In particolare, come nei racconti di riferimento, le donne rivestono un ruolo di primo piano, risolvendo spesso situazioni molto critiche, e combattendo strenuamente per se stesse e per coloro che amano. La magia, nel mondo di Sinbad, è una forza conosciuta e da molti dominata, ma comunque capricciosa e instabile, fautrice di gioia e distruzione.

Sinbad: richiamo dell'avventura alla franceseIl culmine dell’intreccio centrale, per quanto lineare, ci appare come la degna conclusione per tutti i personaggi di un’inarrestabile serie di peripezie. Forse è proprio questo l’unico punto debole che si può trovare all’opera: è un treno (o un cammello?) lanciato velocissimo in corsa, che non lascia un secondo di respiro tra una battaglia e una fuga, e che potrebbe stancare chi non è avvezzo a questo genere di narrazione. Tuttavia, i dialoghi brillanti, conditi da una punta di ambigua ironia, rendono la lettura agile e di rapida fruizione.
È molto interessante poi il riferimento agli avvenimenti storici inserito alla fine del volume, che rappresenta una chiara presa di posizione degli autori nei confronti del conflitto iracheno degli anni 2000. Un piccolo e audace affaccio sulla modernità che intreccia fantasia e storia, quasi a volere giustificare atti che potrebbero essere compiuti solo da un genio malvagio.

A completare il quadro, i disegni di Pierre Alary (assieme ai caldi colori di Jean-Paul Fernandez, perfetti per evocare le atmosfere orientali) sono assolutamente adatti per esprimere la fluidità delle azioni e la dinamicità della narrazione, e non peccano mai nelle proporzioni. Anche gli sfondi, gli abiti e le architetture mostrano un profondo studio dell’epoca e una grande attenzione al dettaglio. Pagina 101, per esempio, che potete vedere a fianco, è un bellissimo esempio di costruzione della tavola con rimandi escheriani, che ci mostra con pochi, efficaci scorci il cuore architettonico di Baghdad.
Sinbad si presenta quindi come un’opera interessante, ben orchestrata e appassionante, godibile sia dai lettori giovani che da quelli più adulti.

Abbiamo parlato di:
Sinbad
Christophe Arleston, Audrey Alwett, Pierre Alary
Rw-Lineachiara, 2015
Traduzione: Francesco Larocca
160 pagine, colori – € 17,95
ISBN: 9788897965732

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