The Simpsons: Benvenuti a Springfield – I Classici di Repubblica Serie Oro # 49 – 6,90euro

The Simpsons: Benvenuti a Springfield - I Classici di Repubblica Serie Oro # 49 - 6,90euro(Gianfranca Quaraglia)
Articolo aggiornato il 15/10/2015

The Simpsons: Benvenuti a Springfield - I Classici di Repubblica Serie Oro # 49 - 6,90euroTutto cominciò con Charlie Brown. Prendi un bambino, disegnagli un testone e la sua percezione dell’infanzia sarà significativamente compromessa. La strada che porta ai volti gialli d’inquinamento degli abitanti di Springfield passa attraverso la scritta “The doctor is In/Out” sul baracchino di ascolto psichiatrico di Lucy, seguendo per qualche tratto le inclinazioni perplesse delle punte del fiocco di Mafalda. A dir la verità, nel mondo del fumetto, i bambini l’innocenza piuttosto che averla persa molto presto, non l’hanno mai avuta. Hans e Moritz finiscono infarinati, impastati, infornati, macinati finemente e beccati come mangime dalle oche, epilogo degno della grandguignolesca tradizione nordeuropea; Yellow Kid sopravvive come può, scrivendosi sul camicione/corpo il suo disperato ed affamato dileggio ad un destino ingrato; mentre il fumetto di Little Nemo tratta l’immaginario fanciullesco con tocchi da manuale di psichiatria infantile. Forse è per questa ragione che mai come nel fumetto (e successivamente nel cinema d’animazione) i bambini funzionano perfettamente come condensato in pillole degli adulti, avviati fin dall’infanzia a carriere promettenti di giovani investigatori o criminali, completamente autosufficienti e soprattutto dotati di un’impareggiabile forza scenica, prorompente perfino se portano ancora il ciuccio come Pisellino. I bambini di Springfield non sono più terribili di Bibì e Bibo’, sono soltanto meno ingenui e dispongono di un armamentario tecnologico che supplisce ad una fantasia in imbarazzo, perché ha perso l’indigenza materiale con cui alimentarsi. Né sono meno infelici di Charlie Brown ed i suoi amici, ma a differenza di loro si confrontano con gli adulti, scaricando su questo modello negativo e fallito le proprie ansie e frustrazioni. Infine, non risultano meno acuti di Mafalda, semplicemente non hanno da sognare un utopico ideale di società diversa da quella che conoscono.
I rappresentano un fenomeno mediatico che, più che aver sdoganato l’idea della complessità psichica del mondo mentale ed emozionale dell’infanzia, ha invece traghettato la consapevolezza che questo è il punto di vista dei bambini stessi, evidenziando l’esigenza di un approccio con loro più sincero e leale. Raccogliere in un unico volume le storie scritte e disegnate dal vulcanico staff coordinato da , pur se rende omaggio al nucleo familiare più famoso al mondo, che rappresenta il punto di non ritorno come modello narrativo, ne penalizza pero’ il completo apprezzamento. Lette d’un fiato le storie si assomigliano tutte, finendo con il dare l’impressione di essere una bella trovata che pero’ esaurisce ben presto il proprio effetto originale, diventando meccaniche e prevedibili.

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