ShiftyLook, l’ultima evoluzione del fumetto come pubblicità

ShiftyLook, l’ultima evoluzione del fumetto come pubblicità
Vecchio quanto Yellow Kid (fine 1800), l'uso pubblicitario del fumetto si è fatto sempre più sofisticato. Con il passaggio dalla stampa ai webcomic, il portale ShiftyLook può essere visto come...
Articolo aggiornato il 03/11/2015

Prima di tutto, un po’ di storia

ShiftyLook, l’ultima evoluzione del fumetto come pubblicità
Una discussa pubblicità del 2010 (per McDonald la Francia è il secondo mercato al mondo dopo gli USA)

Da sempre i personaggi dei fumetti sono perfetti testimonial, e grazie alla loro fama e riconoscibilità presso il grande pubblico risultano molto attraenti per i produttori e le agenzie pubblicitarie.

L’esempio più comune di questa sinergia commerciale – in uso fin dai tempi di Yellow Kid (fine 1800) – sono le concessioni iconografiche su licenza, con un’immagine del personaggio che appare tanto sulle comunicazioni pubblicitarie del produttore che sulle confezioni dei prodotti o sui gadget contenuti in regalo.

Con il tempo questo uso è diventato più sofisticato, e ha portato alla realizzazione di intere tavole a fumetti realizzate su commissione. Queste ministorie, in cui invariabilmente l’eroe risolveva la situazione problematica grazie alle proprietà del prodotto, erano destinate agli albi e alle riviste per ragazzi di maggior tiratura. Si possono trovare esempi fin dai comic books della Golden Age, poi nell’importante lavoro sul settimanale Tintin dell’agenzia Publiart (nata in Belgio nel 1954), fino a casi più prossimi a noi come le storie promozionali pubblicate su Topolino negli anni Ottanta e Novanta.

 Poi, con il progressivo decadere delle pubblicazioni da edicola a partire dai primi anni Duemila, questa pratica pubblicitaria avrebbe potuto perdere d’interesse. Ma il successo di pubblico ottenuto su Internet dai webcomic gratuiti ha aperto nuove possibilità per i fumetti realizzati su commissione, sebbene con una grande differenza di fondo.

ShiftyLook, l’ultima evoluzione del fumetto come pubblicità
Una pubblicità del 1977 per Eurosignal con protagonista Tintin e compagnia. Copyright © Moulinsart

In tutti i casi presentati precedentemente, gli attori erano delle case editrici (o, nel caso di Publiart, una filiale) che mettevano a disposizione di terzi una forte proprietà intellettuale (o IP) di cui detenevano i diritti, oltre al know how degli artisti capaci di riprodurla. Nel caso del webcomic gratuito, invece, si parla raramente di IP riconosciute dal grande pubblico (a parte forse il marchio Penny Arcade), e il successo su Internet rimane un fatto relativamente di nicchia.

Nonostante questo, il formato webcomic in sé resta comunque estremamente accessibile e interessante per il pubblico, tanto da attirare le attenzioni di chi ha invece grosse proprietà intellettuali da sfruttare: Hollywood e gli sviluppatori di videogiochi.

Se per il cinema il principio resta ancora limitato (penso giusto al breve prequel a fumetti realizzato per Inception, intitolato The Cobol Job), per i videogiochi gli esempi sono oggigiorno meno rari. La rinomata Valve ha fatto ancora una volta da pioniera, con i webcomic realizzati per Portal 2 e per DotA 2. La particolarità di questi casi è che un grande produttore mediatico ha ingaggiato autonomamente dei professionisti del fumetto per creare dei contenuti promozionali gratuiti e di grande qualità per sostenere un suo prodotto di punta, e senza passare per l’intermediazione di una casa editrice.

Dove andremo a finire?

ShiftyLook, l’ultima evoluzione del fumetto come pubblicità
Una tavola del webcomic ispirato al classico videogioco Galaga

Arriviamo finalmente a parlare di ShiftyLook, che possiamo considerare l’ultima evoluzione di questo principio. Aperto nel marzo 2012, ShiftyLook è un portale gestito dalla Namco Bandai Games Inc., nata dalla fusione di due importanti compagnie giapponesi attive nel mondo dei videogiochi fin dagli anni Settanta. Sebbene si parli di evoluzioni future che lo porteranno ad accogliere anche serie animate (la prima è appena iniziata) e giochi, il cuore del sito è costituito da una moltitudine di serie a fumetti gratuite, attualmente 17 nella versione inglese e 8 in quella giapponese. Tutte queste serie sono ispirate a giochi arcade, soprattutto vecchie glorie degli anni Ottanta come Galaga, ma anche recenti (Katamari) o future (Alien Confidential).

Lo scopo dichiarato del portale è far conoscere meglio al pubblico, sia quello più giovane che quello di appassionati di vecchia data, le proprietà intellettuali della società. Considerato come i vecchi titoli arcade stiano vivendo da anni una nuova giovinezza grazie a smartphone, tablet e store on-line delle consoles, come molti giochi per PC usciti negli ultimi 15 anni siano spesso disponibili in download in negozi elettronici come Steam, e come la moda hipster si sia appropriata dei riferimenti storici della cultura geek, questo “rinfrescare la memoria” attraverso i ha un chiaro interesse commerciale per la Namco Bandai. Inoltre, alcuni dei giochi che hanno subìto questa trasposizione sul portale sono quasi sconosciuti fuori dal Giappone, e in questo caso i webcomic servirebbero da cavallo di Troia per far conoscere e potenziare delle IP famose in patria agli occhi degli occidentali.

ShiftyLook, l’ultima evoluzione del fumetto come pubblicità
Una serie è ispirata a BravoMan, videogioco del 1988 praticamente sconosciuto al di fuori del Giappone

Dal punto di vista degli autori di fumetti coinvolti, l’operazione sembra decisamente positiva. Gli sceneggiatori, disegnatori e coloristi attualmente al lavoro sul portale, principalmente statunitensi, sono quasi una quarantina, tra cui dei nomi molto noti nel webcomic come Ryan North, Scott Kurz e Anthony Clark. Si tratta insomma di artisti che hanno molta confidenza con il medium usato e l’ambiente di Internet, e da una simile operazione sembra non possano che nascere collaborazioni felici sia per loro che per le IP in gioco, grazie allo scambio reciproco di lettori/fan, visibilità e fama. E il tutto in forma di lavoro pagato per gli autori.

Dal punto di vista artistico, le storie rimangono piuttosto semplici e leggère, spesso impostate sull’ironia – d’altronde, provate voi a scrivere una sceneggiatura seria per un fumetto ispirato a Galaga – e la commedia, che costituiscono i registri più comuni nel webcomic statunitense. Dal punto di vista grafico, le serie hanno quasi tutte colori vivaci resi al computer e godono delle differenze di stile tra i vari illustratori coinvolti, raggiungendo lo scopo di attrarre i lettori.

Un dettaglio notevole è come in un portale di questo genere, che può contare su un tale dispiegamento di mezzi, persone e contenuti, al momento non vi sia rappresentato alcun vero scopo commerciale diretto: non ci sono link alle pagine dei giochi che hanno ispirato le serie, o indicazioni su come acquistarli. Nulla. Si tratta forse di una strategia d’immagine a lungo termine, che vuole affezionare i lettori prima di cercare un rendiconto economico sul sito stesso, o semplicemente di un altro progetto di una grossa società legato ai webcomic, che è stato mal pensato dal punto di vista finanziario e sarà destinato a finire in perdita e a chiudere a breve? Forse nessuna delle due.

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La serie ispirata a Katamari Damacy, videogioco di successo in Giappone e piccolo cult in occidente.

Personalmente penso che ShiftyLook sia nato davvero come un’iniziativa puramente promozionale, che rientra nel budget pubblicitario che la Namco Bandai destina a Internet, e il webcomic sia solo incidentalmente il formato adatto a rappresentare le sue proprietà intellettuali in modo fresco e originale. Naturalmente, una tale attenzione (e il budget che questa comporta) non possono che fare bene alla visibilità del medium fumetto e ai suoi autori. Sarà interessante vedere se in futuro nasceranno altre proposte di questo tipo, e per quali proprietà intellettuali sarà applicato il principio.

Qualcuno ne vede una qualche applicazione per l’Italia? Che IP nostrane potremmo voler valorizzare all’estero attraverso un fumetto on-line?

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