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Lo Spazio nudo

La sessualità liquida di Lola Airaghi

Il profumo del sesso, i dettagli dell’eros: Lola Airaghi, disegnatrice per Bonelli, è l’ospite del secondo appuntamento de Lo Spazio Nudo.

Era un settembre del 2012 quando conobbi Lola a una cena con altri autori della Sergio Bonelli Editore, ospiti della settima edizione di Narnia Fumetto. Ricordo che era seduta davanti a me, estrasse da un sacchettino di velluto una carta dei tarocchi e fu amore a prima vista. Parlammo tutta la sera dei segni dello zodiaco e delle varie empatie stellari, fui rapita dalle sue previsioni e dalla sua personalità magica. La stessa magia l’ho ritrovata in questa intervista, nel suo modo di raccontare a fumetti con la raffinata ironia nell’immaginare un ancestrale fumetto che profuma di eros.

Intervista a

La sessualità liquida di Lola AiraghiCiao Lola, benvenuta nello “Spazio Nudo”. Ho il compito di metterti a nudo, cioè di svelarti come disegnatrice che tratta l’erotismo con ironia ma anche con grande sensualità, da vera donna scorpione.
Cosa significa per te disegnare una scena di sesso?
Il sesso nel disegno non mi ha mai attirato particolarmente se non descriverne la sensazione, vedere corpi che si amalgamano non m’interessa, preferisco il dettaglio che può evocarne il coinvolgimento, tutto è racchiuso nel profumo, l’odore dei corpi che assaporano il sesso.
Ovviamente trasmettere l’odore o evocare il profumo in una vignetta è comprensibilmente impossibile, quindi cerco l’elemento che possa suggerirli, e per me il segreto è racchiuso nei liquidi: quindi ci sarà sudore, saliva e decori in esaltazione al contesto di cui si narra l’atto.

Quindi la sessualità per te è più legata all’olfatto?
Dovesse esserci una colorazione, mi soffermerei sulle giunture, quindi rafforzerei con toni rossi là dove il candore prevale. Tipo ginocchia, nocche, nasi, punte del mento, zigomi etc… Questo per esaltarne la vita che scorre nel corpo nudo e apparentemente senza odore.

Non è facile da trasmettere in un fumetto, ma la trasformazione in liquido diventa erotismo allo stato puro.
Assolutamente sì, ogni odore ha la sua personalità.

La sessualità liquida di Lola Airaghi

Vero. La chimica dei corpi.
Sì. Solo l’accettazione di un liquido altrui è l’atto completo per unirne i corpi.
Infatti ricordo che tra le tante storie di Milo Manara, disegnatore che non poteva passarmi indifferente ai tempi, c’è una scena che ricordo bene.  Nel Il profumo dell’invisibile, l’uomo invisibile chiede alla protagonista, Miele, perché la chiamassero così. Lei prende un pezzo di pane e se lo strofina tra le gambe per poi porgergli l’assaggio.
Ecco questo per me è sesso!
Oppure, in Druuna di Paolo Eleuteri Serpieri, ricordo la scena di sesso sulla spiaggia: lei lui e il loro sudore… un’altra scena di altissimo coinvolgimento erotico.
Dopo aver ricordato questi due autori che sono indubbiamente riconosciuti nell’ambito del fumetto erotico non posso non citar Valentina di Guido Crepax, che ha segnato l’iconografia del sesso. A esser sincera, per me il suo personaggio è sensuale e sicuramente audace ma non evoca per nulla il sesso, anzi, è molto intellettuale, il sesso lo si può cogliere nei suoi testi più che nei disegni.
Poi va ricordato Leone Frollo con la sua sex-ironia: divertentissimo come sapeva giocare con la sessualità e il contesto, l’espressione di uno sguardo ti faceva già entrare nell’erotismo più esplicito delle pagine successive, che a me interessavano meno. Ultimo Georges Pichard, il più esplicito, lui mostrava il corpo per come è, con le sue forme non armoniche ma ugualmente sensuali.

La sessualità liquida di Lola AiraghiCi sono delle regole che devi seguire quando disegni che mettono un freno ai dettagli o alle scene di sesso? Hai qualche trucchetto in questi casi?
Sì, più che censura c’è di base il compromesso per cui l’atto sessuale deve esser coinvolgente ma senza evocare pornografia. Quindi niente capezzoli, solo seni gommoidi, posizioni nelle quali si abbonda in lenzuola oppure ombre nere nere nere… Tutto è delegato all’immaginazione accompagnata dal testo.
Trucchetti non li ho mai escogitati ma ho lasciato comunque quello che per me è sesso, quindi l’ironia (vedi in Legs la biancheria intima) oppure la saliva (in Brendon lui che lecca il volto di lei).
Ci fu in effetti una vignetta che censurarono, pensavo che potesse passare inosservata: erano le chiappe tonde e in pieno atto di Brendon… Le coprirono con i soliti lenzuoli inutilmente ingombranti.
Non disegnerei parti intime in primo piano solo per una panoramica descrittiva, non m’interesserebbe mostrarle solo per farlo. Ma nel caso, penso che sceglierei comunque il dettaglio anatomico per comunicare sensazioni e non posizioni. Le pose le utilizzo per raccontar altro, non di certo il sesso oppure l’eros.

La sessualità liquida di Lola Airaghi
Originale a sinistra e vignetta pubblicata a destra. Tratta dalla serie regolare di Brendon.

Sei fantastica! Hai trasmesso l’intimo con l’ironia e la sensualità che ti appartengono. Nella vita ciò che conta sono i particolari e sentire le emozioni coinvolgendo tutti i sensi e non solo la vista.
Il sesso è vita e la respiri, ecco il perché per me è forte unire al senso dell’olfatto. Parlando di odore mi viene in mente una lettura che per me fu molto erotica nel suo insieme, Il profumo di Patrick Süskind, in cui la forte morbosità del possedere l’altro era trarne la sua essenza dall’odore della pelle… la vita.

Se ti metto a disposizione un po’ di saliva come inchiostro dove la metteresti?
WOW bella come domanda…
Sicuramente prima l’annuserei e dal profumo mi lascerei trasportare…

Galleria

Biografia

La sessualità liquida di Lola AiraghiEleonora “Lola” Airaghi è nata a Rho (Milano) il 21 novembre 1971. Ha frequentato la Scuola del Fumetto di Milano, pubblicando, durante la frequentazione, storie a fumetti su “Il Corrierino” e su “Blue”, fino all’entrata alla Sergio Bonelli Editore nel 1997 su Legs Weaver.
Successivamente passa a Brendon, ma realizza anche (nel 2011) una storia breve per il sesto Dylan Dog Color Fest. Nel corso degli anni, collabora, disegnando tavole e illustrazioni, con diverse case editrici, quali Hazard edizioni, Lizard edizioni, Glamour Associated, Manor, Galaxy Press e Artigiani Delle Nuvole, Glénat edizioni, Lo Scarabeo, Tunuè.
Nel 2005, riceve il premio Premio Jacovitti Cartoomics – If come “Promessa” e, in occasione del Premio Yellowkid, viene premiata come “Immagine to the best Cartoonist”.
Nel 2011, realizza “Battiti di legalità – una storia di Mafia” su testi di Mirko Perniola, edito dalla Provincia di Perugia e da Gli Amici del Fumetto di Città di Castello per la sensibilizzazione nelle scuole riguardo il fenomeno mafioso. Nel 2012, collabora con Paola Barbato al fumetto online “Davvero”.
Attualmente sta lavorando per la nuova serie ideata da Claudio Chiaverotti, Morgan Lost.

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