La satira dopo Charlie Hedbo: intervista a Coco e Marika Bret

Intervista a Corinne Rey, in arte Coco e Marika Bret, rispettivamente disegnatrice e redattrice di Charlie Hedbo, la nota rivista satirica francese.

In occasione della mostra al Museo del Fumetto di Cosenza dedicata a Charlie Hedbo, abbiamo incontrato Corinne Rey, in arte Coco e Marika Bret, rispettivamente disegnatrice e redattrice della rivista oggetto di un sanguinoso attentato avvenuto il 7 gennaio 2015, nel corso del quale sono morti il direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb, e diversi collaboratori storici del periodico come Cabu, Tignous, Georges Wolinski e Honoré.

La satira dopo Charlie Hedbo: intervista a Coco e Marika Bret
Corinne Rey (Coco) e Marika Bret.

Come secondo voi è cambiato, se è cambiato, l’approccio della satira dal gennaio dell’anno scorso ad oggi?
Corinny Rey: Non è cambiato. Il nostro approccio, almeno, è sempre lo stesso, le convinzioni di chi fa satira sono le stesse, il giornale è lo stesso.
Marika Bret: Quello che cambiato è che prima avevamo un pubblico esclusivamente francese…
CR:… e molto piccolo…
MB: …già. Mentre oggi il giornale è il simbolo della libertà d’espressione a livello mondiale, perciò abbiamo un pubblico mondiale. E’ questo aspetto che è cambiato.

La satira dopo Charlie Hedbo: intervista a Coco e Marika BretE il vostro approccio al lavoro sulla rivista?
CR: Sono arrivata al giornale nel 2007, facendo un disegno a settimana.  Nel 2014 mi è stato chiesto di aumentare la produzione, realizzando più colonne. Ne ero molto felice perché questo è un mestiere che amo moltissimo. Dopo l’attentato la rivista rischiava di chiudere perché non c’erano abbastanza disegnatori, perché alcuni erano deceduti e molti erano in ospedale ma bisognava che si andasse avanti. Anche io avevo bisogno mentalmente di raccontare quello che era successo, di tirarlo fuori da me e di impegnarmi, di lavorare, come terapia per affrontare il tutto.
MB: Quanto dice Coco è importante perché fu anche detto che nell’attentato era stato ammazzato . Questo non è vero, la prova siamo noi che continuiamo. Sono stati uccisi i nostri amici, i nostri colleghi, ma non il giornale, cosa che era il vero obiettivo degli attentatori.

E’ cambiata la vostra idea della funzione della satira dopo l’attentato?
CR: No. Assolutamente. La funzione della satira è sempre la stessa, cioè avere la forza di un pugno. Sua è la funzione di criticare, di denunciare. Non c’è ragione per cui dovesse cambiare.
MB: E’ il pubblico che è cambiato.

La satira dopo Charlie Hedbo: intervista a Coco e Marika BretOggi la libertà di parola, e non solo, è più forte?
CR: Non è per la satira che si sono mossi gli attentatori. Ciò che è avvenuto è stato un attacco terroristico al diritto della libertà di parola. Pensi agli attacchi del 3 novembre scorso: quelli sono stati attacchi alla libertà di andare allo stadio, di bere un caffè, la libertà di ascoltare musica. Cioè che stato attaccato è la nostra libertà di essere.

La Bande dessinée, cioè il fumetto in Francia, è molto più radicato nella cultura, nel sistema educativo e in quello legato alla comunicazione, rispetto all’Italia o ad altri paesi. Può essere stata questa una delle motivazione per cui si è colpito un giornale satirico francese piuttosto che uno di un altro paese?
MB: 
Io penso che la differenza sia negli autori. Charb è stato più volte minacciato, anche fuori da Charlie Hedbo, già dal 2011. Lui non si è spaventato, ha continuato il suo lavoro. Questo “Islam Politico” colpisce chi non accetta le loro idee, indipendentemente dal paese dove avviene.

AM – Oggi come vive Charlie?
CR: Meglio. E’ stato un anno molto difficile. Ovviamente avevamo un trauma da gestire, ma dovevamo rimetterci in piedi. È stato difficile trovare dei disegnatori, perché al di là del tipo di segno e del tratto richiesto, c’è una questione legata alla condivisione del pensiero e dell’approccio.
MB: Per capire bene questo concetto bisogna tenere conto che per la prima volta mondo al mondo è stata attaccata una redazione in quanto tale. Ciò non è mai avvenuto prima, neppure in Algeria. Tra l’altro non è stato un caso che l’attacco sia avvenuto proprio durante una riunione di redazione dove erano presenti quasi tutti gli autori. Abbiamo dovuto rialzarci, ma ci siamo riusciti.

La satira dopo Charlie Hedbo: intervista a Coco e Marika Bret

AM – Paradossalmente, quindi chi ha cercato di uccidere Charlie Hedbo l’ha reso più forte?
MB & CR: Charlie si è rialzato, si è evoluto. Ci siamo riusciti con una forza di volontà personale e collettiva. Abbia ricreato un gruppo, un team di redazione che ha ritrovato la leggerezza. Si, è diventato più forte. Io non mi aspettavo un tale slancio di solidarietà. Quasi cinque milioni di persone sono uscite per le strade a protestare. Negli anni passati c’erano state delle avvisaglie [Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2011 la sede del giornale venne distrutta a seguito del lancio di diverse bombe Molotov n.d.r.] ma il giornale era stato lasciato solo in questa battaglia di libertà.

La satira dopo Charlie Hedbo: intervista a Coco e Marika Bret AM – Ora qual è il futuro di Charlie?
CR: Sempre come Charlie Hedbo stiamo lavorando ad un premio letterario finalizzato a stimolare la scrittura creativa, quella umoristica e la satira. Inoltre dopo l’attentato sono arrivati quasi diecimila disegni di autori con una età che va dai 2 ai 22 anni, quindi una fascia ampia. Ora li stiamo selezionando per un progetto che si declinerà in una mostra, in un libro, e una serie di interventi nelle scuole. Il progetto servirà a stimolare propria la libertà d’espressione. Abbiamo ricevuto questa opere appena dopo l’attentato, a caldo e per tanto alcuni di questi disegni hanno un contenuto toccante, molto forte. Ci piacerebbe andare nelle classi, nelle scuola che hanno prodotto queste opere e parlare con loro dell’importante del disegno, perché è innegabile che i giovani hanno la capacità di capire tutto… più degli adulti.

Questa intervista è apparsa in forma ridotta nell’edizione del 10/04/2016 del Quotidiano del Sud.

 

 

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