Il saldatore subacqueo: Jeff Lemire alla ricerca del tempo perduto

Lemire ci guida in un commovente viaggio nella psiche umana nel confronto con i fantasmi del passato e una paternità allo stesso tempo imminente e perduta.
Articolo aggiornato il 26/10/2015

Il saldatore subacqueo: Jeff Lemire alla ricerca del tempo perdutoPer David Lynch il blu rappresenta il colore del mistero, dell’inconscio e della verità sommersa, un simbolo dei demoni interiori che ricorre in maniera ossessiva nella sua produzione.
In una voluta ambientazione cromatico-ideale, presta molta attenzione alla scelta del colore dominante dell’opera, il cui protagonista, Jack Joseph, è un saldatore subacqueo al lavoro nelle blu profondità dell’Atlantico.

Quella dell’autore canadese è una complessa allegoria, l’immagine di un doloroso viaggio dentro se stessi attraverso un approccio rigorosamente psicanalitico e scientifico.
Dietro l’apparenza del ricordo e della memoria, dei forti sentimenti che parlano al cuore del lettore, Lemire pone un vero e proprio processo mentale, nel quale sono riconoscibili tutti gli elementi del meccanismo di difesa, costituito da rimozione, risveglio e accettazione/liberazione. Jack infatti trascina con sé un profondo dramma infantile, rappresentato dalla perdita del padre che egli imputa a se stesso.
Di fronte a questi eventi traumatici la nostra mente lavora per difenderci dai ricordi dolorosi, li rimuove e questi divengono inaccessibili: il protagonista non intuisce infatti la causa dell’inspiegabile malessere che lo accompagna durante tutta la narrazione, e non fa mai menzione di quella tragica “colpa”.
Il blu dell’elemento acquatico diviene dunque il simbolo stesso della ricerca nell’abisso sconosciuto delle lande dell’inconscio.
In uno dei suoi viaggi sottomarini e dentro sé, il saldatore resta folgorato dal ritrovamento dell’orologio che suo padre gli aveva regalato. Questo rinvenimento suscita un risveglio e uno sblocco del doloroso ricordo rimosso, che torna a tormentarlo e inizia a divorarlo.

Il saldatore subacqueo: Jeff Lemire alla ricerca del tempo perduto
Jack non riesce a chiudere i conti con i fantasmi del passato. Non a caso Lemire colloca la morte del padre e il “risveglio” del saldatore nella notte di Halloween, celebrazione iconica che simboleggia il tormento degli scheletri e dei mostri di un tempo lontano; e di nuovo non è un caso se nel nome del protagonista riecheggia quello di “Jack o’ lantern”, anima disperata in stato di sospensione, scacciata sia dal Paradiso che dall’Inferno, costretta all’eterno vagare in una disperata ricerca di un luogo inesistente che gli conceda tregua.

Jack Joseph è allo stesso modo ingabbiato in se stesso, fugge dal presente ed è incapace di guardare al futuro: non gode della sua esistenza. Sua moglie aspetta un bambino, ma fra continui litigi lui non fa altro che scappare nelle profondità degli abissi interiori, rinunciando a vivere a causa dei suoi mostri.

La fuga tuttavia non è mai la soluzione per risolvere i conti con se stessi e nessun luogo può restituirgli la serenità, Jack è dunque costretto a fronteggiare le sue ombre:

“Ti meravigli […] che nonostante le tue peregrinazioni così lunghe e tanti cambiamenti di località, non ti sei scrollato di dosso la tristezza e il peso che opprimono la tua mente? Devi cambiare d’animo, non di cielo. Puoi anche attraversare il mare, terre e città retrocedano pure, come dice il nostro Virgilio: ebbene i tuoi difetti ti seguiranno ovunque andrai.” (1)
Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, Liber Tertius, epistula XXVIII – traduzione di Fernando Solinas

Il saldatore subacqueo: Jeff Lemire alla ricerca del tempo perdutoLemire descrive dunque il dramma di un uomo che sta per diventare padre ma non ne è ancora pronto, dovendo affrontare se stesso per riottenere la signoria sul presente e la gioia dell’attimo che scorre; in questo viaggio intimo è inevitabilmente solo.
Quello che il protagonista compie è un ciclo completo, una catabasi nel buio entroterra della mente e un’anabasi verso il riscatto e la liberazione: si deve scendere per risalire.

Jack sta per diventare padre, una guida, ma per farlo deve riconciliarsi con i suoi fantasmi, gettarsi dietro i suoi tormenti; per essere padre deve smettere di essere un figlio.
A seguito del risveglio del suo doloroso ricordo, il saldatore subacqueo trova finalmente il modo per rimettere insieme i pezzi della sua serenità; questo è lo scopo dei suoi viaggi nelle profondità del mare/inconscio e del suo lavoro/crociata: entrare dentro sé e “risaldare” la sua integrità mentale.

Durante un immaginario e commovente incontro negli abissi con suo padre, in cui questo gli ripete costantemente “è ora”, Jack scorge l’albero della vita e il suo ciclo, e dunque accetta la sua perdita e supera il senso di colpa che lo dilaniava.
Messo faccia a faccia con la sua imminente paternità, con le paure e i dubbi che questa comporta, è costretto ad uscire dal suo passato, “è ora” di liberarsi e vivere: superata la notte di Halloween e sconfitti i suoi rimorsi, finalmente la bellezza e la serenità del possibile futuro che lo attende con la sua famiglia e un figlio da crescere possono essere apprezzati appieno.
Il protagonista può adesso iniziare a navigare sulla superficie e non più in profondità, può finalmente guardare l’orizzonte:

“Mi chiamo Jack Joseph, ed ERO un saldatore subacqueo. HO una moglie e un figlio in arrivo…un maschietto. Ho sprecato tanto tempo a guardare il passato che non mi sono permesso di guardare il futuro… Vedo tutta una vita che mi aspetta, si stende a perdita d’occhio. Vedo Susie e vedo te… figlio mio.”

Il saldatore subacqueo: Jeff Lemire alla ricerca del tempo perduto
Il tratto è sghembo, asciutto ed essenziale. L’autore utilizza primissimi piani e campi larghissimi, due figure all’opposto, per ottenere il medesimo risultato di suscitare una sensazione di solitudine e silenziosa riflessione nel lettore, e gli sfondi spesso acquerellati contribuiscono alla costruzione di un luogo della memoria. I personaggi di Lemire sono vissuti, solcati da profonde ed evidenti rughe, dolorosamente segnati dal tempo:

“Hai capito cosa intendo? In pratica, secondo me, la forma che abbiamo, il nostro viso, gli zigomi, le guance, le fossette, il mento, la bocca, le labbra, tutto questo, queste forme, sono state definite nei secoli dei secoli dallo scorrere delle lacrime.” (2)

Quella che l’autore canadese narra è una meravigliosa storia, commovente e delicata, sulla sensazione di inadeguatezza legata al divenire padri; una dolorosa lotta e un riscatto contro i ricordi del passato per afferrare e godere a pieno il presente. Un racconto indimenticabile che penetra nel cuore e nelle vene del lettore e lo scuote con forza.

“Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.” (3)

Abbiamo parlato di:
Il saldatore subacqueo
Jeff Lemire
Panini Comics, novembre 2013
220 pagine, brossurato, bianco e nero – € 19,00
ISBN: 9788891200280


Note:
  1. Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, Liber Tertius, epistula XXVIII –traduzione di Fernando Solinas 

  2. Gipi, unastoria – Coconino Press 

  3. Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby 

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