Roy Thomas e i nerd che inventarono i cinecomics

A metà degli anni '70 lo sceneggiatore Roy Thomas, il produttore Edward R. Pressman e il fumettaro Ed Summer gettarono le basi "l'era dei cinecomics".

Oggi la simbiosi tra fumetti e cinema ha creato quella che si potrebbe definire “epoca dei cinecomics”. Ma dando un’occhiata a qualche decennio fa, il rapporto tra le due arti era ridotto a pochissimi casi, per lo più vincolati a piccole produzioni televisive. Inoltre, il coinvolgimento di sceneggiatori di fumetti in progetti cinematografici era pressoché inesistente.

Frank Miller, Neil Gaiman, Kevin Smith, David Goyer, Geoff Johns sono solo alcuni degli autori che oggi lavorano di frequente sia nel cinema e sia nei fumetti. Ma negli anni ’70 questa era una cosa inedita. All’epoca il rapporto tra cinema e fumetti si limitava al massimo alla concessione dei diritti di copyright dei fumetti per una eventuale trasposizione sullo schermo, il più delle volte televisivo. Oggi invece la simbiosi è quasi totale, ma se si è potuta affermare nel tempo, parte del merito va alle prime persone che hanno sdoganato questo rapporto: lo sceneggiatore e la banda dei nerd cinefili.

Roy Thomas e i nerd che inventarono i cinecomics
Roy Thomas

La banda dei nerd cinefili e il guerriero della Cimmeria

Al centro di questa storia ci sono tre personaggi: lo sceneggiatore Roy Thomas, il produttore cinematografico Edward R. Pressman e il proprietario di una fumetteria, Edward Summer. A questi tre protagonisti, però, ne dobbiamo aggiungere un altro, proveniente da un mondo lontano e fantastico: Conan il Barbaro.

Roy Thomas e i nerd che inventarono i cinecomics
Edward Summer

Conan è un guerriero della Cimmeria, un personaggio letterario inventato dallo scrittore americano Robert E. Howard, uno dei padri del genere heroic fantasy. L’esordio di Conan avvenne nel 1932 sulla rivista pulp Weird Tales, con il racconto La Fenice Sulla Lama. Il suo carattere duro e tormentato, la violenza e l’aggressività nei confronti dei nemici di turno, all’interno di un contesto fantasy pieno di stregoni, mostri mistici e donne sensuali e ambigue, contribuiscono a creare quel genere che è stato successivamente ribattezzato sword and sorcery.

Così com’è ampiamente descritto nell’introduzione dei classici del fumetto di Repubblica, nel volumetto dedicato a Conan: le vicende tormentate del guerriero cimmero, il suo essere un eroe dal destino sdoppiato “quello del guerriero eternamente vittorioso e quello dell’uomo segnato da un furore astratto eppure palpabile” lo renderanno estremamente attuale negli anni Trenta così come oggi. Un eroe imperfetto, capace di compiere grandi imprese, ma anche profondamente umano nel suo senso di solitudine e nel suo continuo vagare alla ricerca di un casa di cui ha perso le tracce.

Dopo la morte di Howard, avvenuta nel 1936, il forte impatto che Conan ebbe sulla società americana degli anni Trenta si andò affievolendo. Conan mantenne sì una schiera di seguaci che ne alimentò il mito, ma ebbe sempre meno spazio sulla carta stampata.
Nel 1970 Roy Thomas, nel tentativo di rinnovare il parco dei personaggi della Marvel ormai stracolmo di supereroi, cercò di acquisire i diritti del fantasy novel Thongor di Lemuria, scritto nel 1966 da Lin Carter, proprio in omaggio al filone sword and sorcery inaugurato da Howard. La cifra troppo onerosa chiesta dall’agente dell’autore per la concessione dei diritti fece virare Roy Thomas verso un altro personaggio, molto meno costoso: Conan.

A partire dal 1970 e nel giro di breve tempo, le storie a fumetti con protagonista il guerriero cimmero divennero una vera e propria miniera d’oro, tanto da portare Conan ad avere ben quattro testate dedicate e a rivaleggiare con lo stesso Spiderman tra i fumetti più venduti all’interno della Casa delle Idee.

Roy Thomas e i nerd che inventarono i cinecomicsLa popolarità acquisita da Conan in quegli anni stimolò la mente fertile di due fumettari cinefili: Ed Pressman ed Edward Summer. Quest’ultimo era proprietario di un negozio di fumetti a New York, il Supersnipe Emporium. Summer fu un pioniere dei rapporti tra cinema e fumetti.
Fece da mediatore tra mondo cinematografico e mondo dei comics ed ebbe rapporti con parecchi personaggi, primo fra tutti George Lucas che lo nominò consulente esterno per il marketing di Guerre Stellari (per un approfondimento sul rapporto tra Lucas e Summer si legga questo articolo). Proprio grazie a Summer nacque la prima storia a fumetti scritta su Star Wars, pubblicata dalla Marvel nel 1976, e sceneggiata proprio da Roy Thomas (della quale potete avere un maggiore approfondimento qui). E fu Summer, nel 1975, a proporre a Pressman di acquistare i diritti di Conan per farne una produzione cinematografica.

In un estratto dei contenuti speciali del film in dvd di Conan Il Distruttore (seconda pellicola cinematografica dedicata all’eroe cimmero della quale parleremo in seguito) lo stesso Thomas ha raccontato come nacque il suo rapporto con Pressman.

A metà degli anni ’70 il produttore Ed Pressman si era dimostrato interessato a produrre un film su Conan – ha dichiarato Thomas­. – Così, visto che all’epoca io scrivevo le storie per la Marvel, tramite un amico in comune, fummo messi in contatto. Fu contattato anche l’agente letterario che gestiva i diritti di Conan, quello con il quale contrattai quando acquisii i diritti per il fumetto. E fu così – grazie all’incontro delle tre parti interessate – che nacque la Conan Properties Incorporated, per mezzo della quale partì la produzione del film.

Nell’intervista Thomas  dichiara anche di aver conosciuto Pressman «grazie ad un amico in comune proprietario di un negozio di fumetti a New York», e non è difficile pensare che questa persona fosse proprio Summer.

Una volta acquisiti i diritti di Conan il Barbaro, e avviata la produzione da parte di Dino De Laurentis, vennero ingaggiati nel ruolo del guerriero il giovane Arnold Schwarzenegger, e alla sceneggiatura Oliver Stone. Inizialmente doveva essere lo stesso Thomas a occuparsene (assieme proprio a Edward Summer), ma con l’arrivo di Oliver Stone, Thomas assunse il ruolo di supervisore, e abbandonò la sceneggiatura (successivamente lo script di Stone fu ampiamente riscritto dal regista del film John Milius).

Il film uscì in sala nel 1982 e incassò quasi settanta milioni di dollari in tutto il mondo (una bella cifra per l’epoca, visto che divenne il diciassettesimo incasso americano dell’anno). L’idea di mandare subito in produzione il sequel era scontata.

Nel frattempo Roy Thomas stava approfondendo il suo rapporto con Hollywood. Assieme all’altro sceneggiatore di comics, Gerry Conway, era stato chiamato a scrivere il film fantasy Fire and Ice. Fu in quel periodo che Ed Pressman si fece di nuovo vivo: «Stavolta voleva che io e Conway scrivessimo il secondo film di Conan, fu fantastico» racconta Thomas.

Dal balloon alla pellicola

Roy Thomas e i nerd che inventarono i cinecomicsNel primo film la storia di Conan è basata sulla sua ricerca di vendetta: da piccolo perde i genitori uccisi da un gruppo di guerrieri forestieri che massacra e schiavizza il resto del villaggio. Conan crescerà forte e rancoroso, fin quando un giorno il destino non gli concederà la possibilità di vendicarsi. Il carattere della pellicola è piuttosto cupo, ricco di scene violente.

Le cose cambiano invece nel secondo film. Conan il Distruttore stempera i toni rispetto a Conan Il Barbaro (anche perché Dino De Laurentis credeva che un film meno violento potesse garantire maggiori incassi). Il soggetto di Thomas e Conway focalizza l’attenzione sulla regina Taramis e sulla promessa di riportare in vita l’amante defunta di Conan, a patto che il cimmero le consegni un corno tempestato di gemme e una giovane principessa. Dietro questo patto Conan non sa che si nasconde il desiderio di Taramis di risvegliare la divinità malvagia Dagoth.

La scrittura del soggetto fu una sorta di full immersion. Nell’intervista di cui sopra, Conway ha anche raccontato che trascorreva tutto il tempo a scrivere «fino a quando non esaurivo le idee», e solo in quel momento la penna passava a Thomas. Si trattava di una sorta di staffetta. Secondo quest’ultimo:

Conan il Distruttore conteneva diversi elementi delle storie di Howard e anche dei fumetti, come ad esempio la guerriera Zula. Questo personaggio lo inventai per il fumetto perché pensavo ce ne fosse bisogno, era un misto tra Mandrake e il suo assistente Lothar. Però nelle storie di Conan per la Marvel era un maschio, mentre nel film lo trasformammo in un’amazzone.

Un altro richiamo dal fumetto al film fu usato da Thomas e Conway per dare spazio anche nella seconda pellicola alla donna amata da Conan, Valeria:

Nel fumetto del decimo anniversario viene raccontata la storia di uno stregone che promette a Conan di resuscitare la sua donna (che però non era Valeria), a patto che l’eroe cimmero gli facesse un favore. Chiaramente si trattava di un’azione cattiva, e Conan rifiuta. Questo elemento narrativo lo inserimmo anche nel film, perché aiutava a fare da raccordo con la prima pellicola.

Lavorando alla scrittura di Conan il Distruttore Roy Thomas e Gerry Conway si trovarono a fronteggiare una delle questioni maggiormente causa di frustrazione tra gli sceneggiatori che passano dal fumetto al cinema: l’impossibilità di realizzare in produzione tutto ciò che è scritto nel soggetto.

Volevamo inserire un ragno gigante che era presente anche in una storia di Howard. Purtroppo ci dissero che lo stavano inserendo in un altro film fantasy chiamato Krull, e allora abbandonammo l’idea. Pensammo perciò a delle sanguisughe che Conan avrebbe trovato in un pozzo con dei buchi nelle pareti. A mano a mano che Conan avanzava, i buchi si facevano sempre più grandi, fino ad arrivare a una voragine enorme all’interno della quale era presente una sanguisuga gigante. Questa parte rimase fino a poco prima della bozza finale.

Un altro elemento narrativo rimasto fuori dalla produzione del film è stato raccontato da Gerry Conway: «Dagoth, il dio malvagio della storia, lo volevamo con le ali e protagonista di una battaglia finale in cima alla collina. Si trattava però di una scena troppo costosa, perciò fu scartata anche quella».

Roy Thomas e i nerd che inventarono i cinecomicsConway e Thomas, non molto soddisfatti dell’esito finale del film, e delle tante idee che furono messe da parte, decisero di pubblicare una versione a fumetti del loro soggetto, disegnata da Mike Docherty, pubblicata nel 1990 e intitolata Il Corno di Azoth. «Molte cose che volevamo nel film non poterono essere realizzate, perciò nel fumetto decidemmo di mettere tutto ciò che era stato scartato dalla produzione. Alla fine,» – hanno dichiarato Thomas e Conway facendo un bilancio del loro rapporto con Hollywood – «molto del nostro lavoro per il cinema è consistito nel semplificare le immagini per poterle trasporre più facilmente sullo schermo».

Oggi la simbiosi tra il cinema e i fumetti è pressoché totale, ed è fonte di guadagni sia sul piano creativo che sul piano economico. I grandi sceneggiatori di fumetti negli ultimi anni ricoprono ruoli fondamentali nel settore cinematografico, basti pensare alla carica di Geoff Johns nella Dc Entertainment.

Ma c’è stata un’epoca, che oggi appare “lontana lontana”, nella quale tutto ciò sembrava utopia. Era l’epoca in cui un gruppo di persone che credevano fortemente nell’idea di coniugare cinema e fumetti si univano per creare una sintesi tra le due arti, puntando su una simbiosi collaborativa, e non limitandosi esclusivamente alla concessione di diritti e ad una stretta di mano. Era il sogno di personaggi come Roy Thomas, Ed Pressman ed Edward Summer, uniti sotto il segno di un guerriero cimmero che da un mondo lontano mostrò loro la via verso quella che oggi chiamiamo “epoca dei cinecomics”.

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