Il nuovo Rocketeer, il bilancio di San Diego

In questa puntata di agosto, riflettori puntati sul reboot/sequel di Rocketeer, il bilancio del Comic-Con, Luke Cage e altre notizie di animazione.

Il reboot di

La notizia che più di ogni altra ha attirato l’attenzione degli appassionati, ma soprattutto degli addetti ai lavori, è stato l’annuncio alcuni giorni fa della realizzazione da parte della Disney di un sequel/reboot di Rocketeer, il film diretto da Joe Johnston nel 1991 e basato sul celebre personaggio creato dal grande Dave Stevens.

A far parlare di sé non è stato solo l’annuncio del sequel, certamente atteso da molti, ma anche l’aggiunta di alcune informazioni riguardanti la figura del protagonista, questa volta in chiave femminile: una pilota afro-americana.
Ad analizzare questa scelta operata dalla Disney è stato nei giorni scorsi Graeme McMillan su The Hollywood Reporter, con un articolo dall’esplicativo titoloPerché fare il reboot di Rocketeer è il modo migliore per rispettare il personaggio, in cui dopo una attenta disamina della sua storia editoriale, fornisce la spiegazione principale per cui è giusto presentare al cinema una versione che non sia quella classica di Cliff Secord, alter ego dell’eroe con il razzo a spalla: Dave Stevens.

McMillan infatti ritiene che la figura del personaggio a fumetti sia per molti versi troppo legata a quella del suo creatore, che l’aveva in pratica delineato sulla sua stessa figura non solo fisicamente, ma anche contornandolo di comprimari che facevano parte delle sue grandi passioni.

In definitiva, il Cliff Secord di Rocketeer aveva troppo di Stevens in lui per venire alla vita sotto il controllo di chiunque altro. Stevens aveva disegnato il personaggio a sua somiglianza, e altri personaggi erano stati delineati dai suoi interessi personali: Betty, la ragazza di Cliff, era chiaramente Bettie Page – che Stevens avuto modo di conoscere personalmente nel corso della sua vita, aiutando la sua rinascita come una figura di culto nel 1990 – mentre i cattivi erano basati su vecchie stelle del cinema o eroi letterari che egli riteneva opportuni…
Allo stesso modo, l’iconografia distintiva del personaggio è stato presa da fascinazioni personali di Stevens l’avventura retrò; il casco e l’attrezzatura sono ispirati allla serie di film di Rocket Man della Republic degli anni ’40 e ’50, con ulteriori elementi presi in prestito da Adam Strange, personaggio della DC Entertainment e dalla striscia Buck Rogers per creare qualcosa che impersona perfettamente il particolare senso del design di Stevens.

Il nuovo Rocketeer, il bilancio di San Diego
Bill Campbell e Jennifer Connelly, protagonisti di “Rocketeer” di Joe Johnston.

… riavviare la serie con un personaggio tutto nuovo consente di portare lo stesso concetto in nuovi luoghi che offrono momenti simili di scoperta e di evocazioni di passione personale senza essere legato a quello che Stevens aveva stabilito in precedenza. Se fatto bene,  Rocketeer potrebbe ancora fare l’unica cosa che Stevens aveva sempre permesso al personaggio di fare: volare.

Oltre però alle parole di McMillan, sono da prendere in considerazione altri fattori, ben più legati alla strategia di marketing che la Disney vede nel presentare un personaggio classico in maniera del tutto nuova e differenziata.

L’operazione in atto nel presentare un sequel del film del 1991 che allo stesso tempo ne è anche un reboot, fa sì che il progetto non abbia su di sé il peso di dovere per forza spiegare al pubblico quello che era accaduto nel precedente capitolo, permettendo certamente alcuni accenni ma lasciando poi spazio all’introduzione di un cast del tutto inedito.
La scelta inoltre di un personaggio femminile e afro-americano è sintomo dei grandi cambiamenti in atto a Hollywood in questo periodo, in cui una figura di protagonista è il più delle volte capace di sorreggere interamente una pellicola, soprattutto se dotata di uno star power in grado di attirare il pubblico. È anche vero che, al momento, non vi sono particolari figure emergenti nel panorama cinematografico (dal punto di vista delle attrici afro-americane) capaci di una sfida di questo tipo.

, futura Valchiria nel prossimo Thor: Ragnarok, appare al momento l’unica attrice che potrebbe racchiudere in sé carisma e talento per una operazione del genere, anche se la sua figura dovrebbe prima essere attentamente costruita a livello promozionale partendo proprio dal film sul Dio del Tuono, rendendola un volto facilmente riconoscibile al grande pubblico.
Un progetto quindi, quello del nuovo Rocketeer, non esente da rischi, ma proprio per questo ancora più affascinante e atteso.

Il nuovo Rocketeer, il bilancio di San Diego
L’emergente Tessa Thompson, che presto vedremo in “Thor: Ragnarok”, potrebbe essere una delle scelte per il ruolo di protagonista.

Il bilancio di San Diego

A una settimana dalla conclusione della San Diego Comic-Con, fiumi di inchiostro sono stati versati dagli addetti ai lavori nel tentare di capire quali siano stati “vincitori e vinti” di questa rassegna targata 2016, che ha visto, dopo l’assenza dello scorso anno, tornare in pompa magna le varie major, le quali hanno evitato per la prima volta il problema del materiale clandestinamente filmato, grazie alla scelta di diffondere in contemporanea i trailer online.
Una delle analisi migliori pubblicate questa settimana è stata certamente quella di Kristopher Tapley su Variety, il quale ha sottolineato che quest’anno i due grandi colossi del cinema , Marvel Studios e Warner Bros., si sono presentati a San Diego con le cartucce giuste, in grado entrambe di caricare il proprio pubblico.

Il panel di due ore della Warner Bros. svoltosi a Sa Diego quest’anno è stato certamente il migliore degli ultimi dieci anni. La presenza dei vari registi dei prossimi film targati DC Comics, la diffusione a sorpresa di uno sneak peek di e del trailer di Wonder Woman, finendo con , pellicola che sta concentrando su di sé una attenzione fortissima, ha fatto sì che per una volta la major si presentasse per bene a questo evento. La Marvel comunque non è stata da meno con il trailer dell’atteso , la presentazione del cast di (primo film di supereroi interamente afro-americano), senza dimenticare Guardiani della Galassia, Thor: Ragnarok e l’anteprima di alcune sequenze del nuovo Spider-Man interpretato da , senza traslasciare la conferma finale di nel ruolo di Capitan Marvel.

Due panel che hanno saputo conquistare e divertire, e che secondo Tapley non determinano alla fine un vero e proprio vincitore, ma bensì un nuovo livello di preparazione da parte dei due colossi.

Tuttavia, nella battaglia “Marvel vs DC,” sarebbe ingenuo dichiarare un vincitore quest’anno. È stata la prima volta che entrambi i due giganti sono venuti al duello con le pistole cariche, un sacco di materiale da mostrare e la macchina ben oliata su ogni lato della corsia. In linea di fondo: I supereroi di Hollywood hanno fatto le cose sul serio questo weekend e i fan – a giudicare da quanto raccolto al botteghino dai film Marvel e DC – continueranno a esserci per tenere in piedi la baracca.

Dal punto di vista dei singoli eventi, l’unico intoppo è stato quello di , comedy della NBC che vede protagonista che ha avuto la sua anteprima mondiale proprio al Comic-Con, con il network che ha scelto di proiettare il pilota una seconda volta durante il panel ufficiale. La serie è stata ben accolta dal pubblico, ma ha dovuto fare fronte con lo spegnimento dei microfoni sul palco durante il Q/A con il cast, per fare sì che iniziasse il panel di American Gods. Da questo punto di vista la scelta di proiettare l’episodio nuovamente, quando si aveva a disposizione solo un’ora di tempo, non ha giovato al network USA.

Astronaut Academy

Lo sceneggiatore e produttore Vivek J. Tiwary ha nei giorni scorsi acquisto i diritti cinematografici e televisivi del graphic novel Astronaut Academy di Dave Roman, con il piano di trasformare i libri in una serie televisiva live-action e una serie di film. Attualmente sono in corso trattative con sceneggiatori, reti e studios per adattare la storia ambientata in una scuola di una fantastica stazione spaziale.
Il fumetto è infatti incentrato sul giovane Hakata Soy e sui suoi amici Miyumi San e Maribelle Mellonbelly, che si stanno allenando per diventare eroi spaziali alla Astronaut Academy. Qui si raduna un gruppo di studenti disparati per salvare l’universo da una minaccia che gli adulti non sono in grado di gestire.

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Mean Margaret

I veterani dell’animazione Jay Ahn e Chris Henderson hanno lanciato una nuova società di animazione, Astro-Nomical Entertainment, il cui primo progetto è il film Mean Margaret, che dovrebbe vedere alla regia Barry Cook (Mulan).
La nuova società, che ha sede a Burbank, sta puntando su film e franchise animati, non solo tramite la distribuzione nelle sale ma anche attraverso diverse piattaforme, cercando così di soddisfare entrambi i mercati nazionali e internazionali, con un particolare focus strategico sulla Cina.
Tratto dal libro per bambini di Tor Seidler, Mean Margaret è incentrato su un bambino facente parte di una famiglia di nove persone, che viene accolto da due marmotte e cresciuto come il loro figlio. Il progetto è stato recentemente sviluppato da Marza Animation , che lavorerà sulla storia e sul design. Ahn e Henderson produrranno il progetto con Joe Fries e Natalie Khoury, nel ruolo di produttori esecutivi.

Il nuovo Rocketeer, il bilancio di San Diego

Luke Cage

Intervistata durante la San Diego Comic-Con tenutasi nei giorni scorsi, l’attrice Simone Missick, che interpreta il ruolo di Misty Knight nel serial Luke Cage, ha parlato per la prima volta del suo personaggio, evidenziando le qualità di Misty che l’hanno resa più orgogliosa.

Penso che un sacco di volte come donna, si sia o una moglie o una fidanzata o una migliore amica. In questa occasione, ho visto come il Detective Scarfe [interpretato da Frank Whaley ndr] e Misty siano professionali sul posto di lavoro, e Misty è una persona che ha un forte bussola morale dedicata a proteggere la sua comunità, una cosa che non si vede molto in tv. Questo era, credo, il momento più orgoglioso, l’essere una persona che crede nel sistema, anche se, e guardo ai nostri tempi attuali, è difficile credere nel sistema. Il momento più orgoglioso è stato quello di interpretare qualcuno completamente diverso da ciò abbiamo visto prima.

Quando si guarda a un personaggio si cercano di capire quali sono le differenze e quali sono le analogie – ha detto la Missick – È divertente recitare con delle differenze, sai cosa intendo? Misty non è come Simone, e così il lato più dolce è la parte parti che si deve in genere nascondere. Lei è ancora una donna alla fine della giornata e ha una famiglia e una vita e un cuore e dei sentimenti, che deve cercare di coprire al fine di sopravvivere come detective.

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