Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson

Dick Grayson, il primo Robin, compie 75 anni. Proponiamo un veloce excursus dagli esordi fino all'attuale serie spionistica.

Era l’epoca dei primi supereroi, personaggi solitari che combattevano il male. Era l’epoca in cui un cattivo o era cattivo o era pazzo, ma di una pazzia incomprensibile, così non ci si doveva pensare su due volte: un colpo in testa e via! E poi pazienza se non si alzava più. Era l’epoca tra le due guerre mondiali: non ci si poteva permettere di titubare di fronte all’avversario o di dubitare di fronte alle sue motivazioni.
È in quest’atmosfera che viene introdotto nelle storie di Batman un ragazzino, vestito con colori luminosi, che saltellava qua e là da un bordo all’altro delle vignette menando pugni e calci ai cattivi e aveva come nome in codice: Robin. Dick Grayson, il ragazzo dentro il costume, diventato l’assistente del crociato incappucciato e addestrato per essere al suo fianco nelle missioni contro il crimine, compie 75 anni di vita editoriale, che cercheremo di riassumere nel corso di questo articolo.

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson
Il giuramento di Dick Grayson. Da Detective Comics #38

Robin, il ragazzo meraviglia

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson
Robin Hood e Little John. Illustrazione di Newell Convers Wyeth (1917)

Il personaggio fece il suo esordio nei panni di Robin sulle pagine di Detective Comics #38 del 1940 (1) : assistente bambino di Batman, aveva la duplice funzione di attrarre i lettori più giovani verso la testata, alleggerendo al contempo anche le atmosfere delle storie, e fornire a Batman un suo assistente alla Watson. Come infatti ricorda , tra le fonti di ispirazione per la caratterizzazione di Batman c’era Sherlock Holmes, l’investigatore privato ideato da Conan Doyle, le cui avventure erano raccontate dal punto di vista di Watson, amico e assistente.

Chiarita la necessità di affiancare a Batman una spalla, molto meno chiara è l’origine del nome: secondo , co-creatore insieme con Finger e del personaggio, la scelta del nome cadde su Robin a causa della passione di Robinson per il personaggio di Robin Hood e in particolare per il modo in cui venne illustrato da Newell Convers Wyeth all’inizio del XX secolo. Secondo un’altra versione il nome, invece, trae ispirazione dal pettirosso americano.
Qualunque sia la versione corretta (secondo Len Wein lo sono entrambe), il nome risultò alla fine efficace nel trasmettere sin da subito l’essenza del personaggio: dietro la maschera, infatti, si nascondeva il giovane Dick Grayson, un acrobata di 8 anni che aveva visto morire i genitori durante un numero al circo. A causare l’incidente mortale fu il gangster Tony Zucco, personaggio in origine basato sul Little Cesar cinematografico interpretato da Edward G. Robinson, che sabotò il trapezio su cui i Grayson volanti stavano portando a termine il loro numero spettacolare.

Giovani Titani: sulle orme della Justice League

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson
Kid Flash (Wally West) e Robin (Dick Grayson) da The brave and the bold #54

Da qui in poi il destino di Dick Grayson fu quello di essere l’apripista per molte idee editoriali: dopo essere stato il primo sidekick adolescente dei fumetti supereroistici, venne utilizzato, insieme con Aqualad e Kid Flash, per lanciare i Teen Titans, gruppo composto dai giovani assistenti degli eroi che fa il suo esordio nel 1964 sulle pagine di The Brave and the Bold #54 di Bob Haney e Bruno Premiani. Il gruppo, una sorta di versione giovane della Justice League che fece il suo esordio ufficiale solo l’anno dopo sul #60 della stessa rivista e sempre con lo stesso team creativo, divenne, in particolare nel corso degli anni ’70 del XX secolo, sempre più importante per Robin a causa del graduale allontanamento del personaggio dalle storie realizzate dal duo Dennis O’NeilNeil Adams, alla ricerca di atmosfere più oscure e realistiche: venivano così poste le basi per l’indipendenza del personaggio.
Nel 1984, infatti, sulle pagine di Tales of the Teen Titans #44, e forniscono a Dick Grayson la sua nuova identità mascherata: .

Indipendenza e responsbilità

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson
Superman e Jimmy Olsen come Nightwing e Flamebird. Vignetta di Curt Swan

Il nome non è nuovo all’interno del DC Universe: il primo a utilizzarlo fu Superman nel 1963 sul numero 158 dell’omonima testata, scritto da Edmont Hamilton per i disegni del grande Curt Swan. Proprio in omaggio a quell’identità supermaniana, che Robin aveva incontrato in un team-up apparso su World’s Finest #143, Dick decide di assumerne il nome.
Il vero salto di qualità, però, avviene con la prima serie regolare, Nightwing del 1996 di e Scott McDaniel, che esordisce dopo il successo della miniserie di fine 1995 di Dennis O’Neil e Greg Land. La caratterizzazione di Dixon, che scrisse la serie per una settantina di numeri in totale, risulta alla fine azzeccata: un personaggio brillante, che però non dimentica le sue origini drammatiche, con una motivazione e dei principi forse ancora più saldi di quelli del suo mentore. In generale un personaggio molto più tridimensionale rispetto al coevo Bruce Wayne, troppo cristallizzato nell’interpretazione milleriana.

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson
Dick Grayson nei panni di Batman. Da Batman #304

D’altra parte Dick aveva indossato i panni di Batman in ben due occasioni: nel 1995, prima di iniziare la lunga carriera editoriale sulle pagine di Nightwing, sulla saga Prodigal, e quindi dal 2008 al 2011 prima come sostituto di un Bruce Wayne creduto morto e poi come uno dei tanti Batman della Batman Inc. In particolare in questa seconda interpretazione, la caratterizzazione del suo Batman è sembrata una trasposizione del Nightwing di Dixon, quasi una sorta di versione successiva.
Questo percorso di crescita, che ha anche portato Dick Grayson a guidare la Justice League vera e propria in sostituzione di quella originale perduta nel passato (2) , ha permesso a molti lettori non più adolescenti di identificarsi con il personaggio, che da figlio/assistente dell’eroe è diventato egli stesso il “capo famiglia”, oltre che punto di riferimento per un’intera generazione di eroi, che è stata quasi completamente spazzata via dal New 52, sostituita dagli eroi silver age opportunamente ringiovaniti.

New 52: tra insuccessi e rinascita

Se da un lato il reboot indotto da Flashpoint doveva permettere agli autori di ricostruire i personaggi superoici della DC Comics, dall’altro la non chiara gestione della continuity pregressa di ciascuno di essi ha generato non pochi malumori tra i lettori storici, che ovviamente non potevano dimenticare la storia e la caratterizzazione passata di ciascuno di essi. Se questo, nella famiglia dei velocisti scarlatti, ha portato alla cancellazione iniziale di Wally West, storico sidekick di Barry Allen, attesa con grande pazienza dai fan della testata, all’interno della bat-family ha inciso in particolare su Nightwing. Il vero problema per il Dick Grayson di New 52 non è stata tanto la riscrittura e conseguente contrazione del suo passato, quanto lo scrittore della nuova testata: .

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson

Lo sceneggiatore, infatti, pur se supportato da validi disegnatori, dopo un buon inizio dove aveva iniziato un percorso apparentemente non dissimile da quanto nel frattempo portato avanti da Scott Snyder su Batman, ha introdotto una serie di elementi che hanno fatto pensare più a una copia sbiadita dell’Uomo Ragno che non al Nightwing classico, senza tra l’altro riuscire a trovare una caratterizzazione abbastanza forte e interessante, a parte la storia legata alla morte di Damian Wayne, che potrebbe essere considerato come il vero spartiacque qualitativo della serie.
Il destino editoriale del personaggio sembrava così segnato con la chiusura della testata: una morte apparente sulle pagine di Forever Evil e fine dei giochi. La nostalgia per Dick Grayson e il suo ruolo come Nightwing però è tanta: a testimoniarlo sono le varie mini serie realizzate dagli appassionati, spesso con l’aiuto di Kickstarter, che circolano su Youtube e che, anche sull’onda del successo del Batman di Nolan, propongono una versione realistica del personaggio.

Da Robin a spia: i primi 75 anni di Dick Grayson

Ad ogni buon conto, e nonostante nostalgia e diffidenze, Tim Seeley e Tom King diventano ben presto i nuovi curatori del personaggio, proponendo per lui la serie spionistica Grayson. La storia è semplice: Batman fa infiltrare il suo assistente all’interno di Spyral, agenzia spionistica apparentemente indipendente che cerca di scoprire quanto più possibile sulle attività metaumane del pianeta.
Il personaggio, grazie ai due esperti autori (c’è da ricordare che King ha lavorato per diversi anni per la CIA, quindi conosce molto bene l’ambiente), ritrova l’affetto del pubblico e le lodi della critica: la serie, ben scritta, si presenta con un ritmo serrato e avvincente e ripropone ai lettori un Dick Grayson brillante, agile grazie ai disegni di Mikel Janin, e affascinante (strizzando così l’occhio al pubblico femminile), ma anche deciso e portatore di quei valori di giustizia e rettitudine che hanno fatto del primo Robin uno dei più amati tra tutti coloro che ne hanno interpretato il ruolo.

Sarà interessante osservare gli sviluppi futuri, non solo perché la promessa più o meno esplicita di Grayson è quella di essere una parentesi nella vita del personaggio, ma anche perché il nuovo arco narrativo del Batman di Snyder strizza l’occhio a Knightquest, parte centrale della più ampia Knightfall alla fine della quale Dick Grayson vestì per la prima volta i panni di Batman.

E, come si sa, nel mondo dei supereroi la storia ha l’abitudine di ripetersi piuttosto spesso.


Note:
  1. Tutte le informazioni presenti nella sezione sono estratte dalle pagine wiki dedicate a Dick Grayson e Nightwing 

  2. Durante la saga L’età dell’ossidiana di Joe Kelly con Doug Mahnke – da settembre 2002 a gennaio 2003 

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