Requiem – In re minore K626 (Capone, Bisi, Orlandi)

L’Editoriale Cosmo ristampa un’opera del compianto Ade Capone imperniata su un’indagine di polizia, che contiene elementi fantascientifici e splatter.

Requiem – In re minore K626 (Capone, Bisi, Orlandi)Pubblicato in origine oltre vent’anni fa, Requiem è un lavoro in cui lo scrittore, il compianto , ha potuto sperimentare suggestioni che avrebbe poi ripreso in opere successive (come, ad esempio, in Lazarus Ledd (1) ). La storia è incentrata su un’indagine di polizia: alcune giovani donne sono vittime di un cyborg omicida. Lo scenario fantascientifico, non troppo distante dalla contemporaneità, imprime all’albo un sapore di amarezza e disillusione, cui si aggiungono buone dosi di splatter, oscuri elementi religiosi e un sottofondo musicale costante: la Messa da Requiem di Mozart. Il miglior pregio del volume risiede nel tenere costantemente alta l’attenzione del lettore, mediante una certa attenzione allo sviluppo della trama e i continui colpi di scena. Non emerge però una tematica prevalente o un filo conduttore univoco, relegando ogni suggestione e atmosfera in superficie.

Nei primi tre atti i disegni sono ad opera di Paolo Bisi (Zagor). Il suo tratto molto dettagliato serve bene la sceneggiatura, anche tramite una costruzione non banale delle tavole. Nel quarto e ultimo atto Bisi lascia il posto ad Alfredo Orlandi (Martin Mystère), autore dalla linea chiara capace di interessanti giochi di luci e ombre, il cui stile non si amalgama del tutto a quello di Bisi. Seppur con i difetti evidenziati, l’albo rappresenta il recupero importante di un fumetto italiano molto scorrevole e avvincente.

Abbiamo parlato di:
Requiem – In re minore K626 (Gli albi della Cosmo #1)
Ade Capone, Paolo Bisi, Alfredo Orlandi
Cosmo Editoriale, Febbraio 2015
114 pagine, brossurato, bianco e nero, € 3,20
ISSN: 977228390400950006

Requiem – In re minore K626 (Capone, Bisi, Orlandi)


Note:
  1. Per chi non la conoscesse, si tratta della serie Star Comics considerata tra gli esponenti più longevi e di maggior successo dei cosiddetti “bonellidi”. 

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