Repubblica, i classici in vignetta

I Classici del Fumetto di Repubblica sono tornati a invadere le edicole, per la felicita' dei lettori. Analizziamo velocemente l'iniziativa del quotidiano assieme ad uno dei curatori, Francesco Meo di...
Articolo aggiornato il 11/11/2015

Repubblica, i classici in vignettaI Classici del Fumetto di è stata la collana di maggior successo tra tutte quelle allegate al quotidiano. Più di libri, videocassette, enciclopedie e roba varia. Inutile sottolineare come questo l’abbia, di conseguenza, trasformata probabilmente nella collana a fumetti di maggior successo di sempre, con punte di 900.000 copie a cui è arrivata la prima uscita, gratuita (Corto Maltese). Non stupisce affatto che e Panini tornino sul luogo del delitto; anzi, stupisce casomai che questo filone non abbia fatto scattare la classica guerra tra quotidiani e settimanali, come invece è successo per romanzi, enciclopedie e DVD, che oramai sono presenza fissa nelle nostre edicole.

La prima serie

Il successo della collana, comunque, è stato oggetto di numerose discussioni nel ristretto, a volte anche per mentalità, mondo del fumetto italiano. È stato un bene per il media? È stato un male? Cosa implica questa massa di fumetti che si riversano nelle case degli italiani? Si sono alternate ipotesi catastrofiche di oscuramento del mercato delle fumetterie, a entusiasmi anche eccessivi, magari accompagnati dalla convinzione che fosse sufficiente questa iniziativa a risollevare il fumetto in Italia. Rimangono dei fatti: se è vero che non si siano registrati chissà quali aumenti nelle vendite medie degli editori, coinvolti o no nell’operazione, è anche vero che ben pochi hanno cercato di sfruttare il momento. Ma, che sia un caso o meno, qualche segnale è seguito. Il recupero di un fumetto fondamentale come Ken Parker; l’Eura ha trovato terreno fertile per il suo John Doe, e ha cambiato formato alla sua collana “gigante”; la Buena Vista si è proposta solo da poco con nuovi fumetti che cercano di bissare il fenomeno Witch; le edizioni IF hanno aumentato le proprie uscite, sfidando idee preconcette sulla sopravvivenza in edicola di ristampe d’annata. Molti altri editori, invece, non hanno avuto la stessa dose di coraggio, soprattutto non sembrano essere andati alla “ricerca” dei lettori (o acquirenti) dei Classici di Repubblica. Certo, non possiamo sperare che ogni fumetto venduto con il quotidiano rappresenti un aspirante lettore, ma è evidentemente un pubblico in gran parte diverso da quello attuale, che probabilmente non conosce l’esistenza delle fumetterie, non comprende i problemi finanziari o i prezzi di tanti fumetti, non ha interesse alcuno ad addentrarsi nelle problematiche di realizzazione di un albo. Vuole solo leggere del buon fumetto a un buon prezzo, senza doverlo andare a cercare, ma trovandolo ben in vista in edicola.

LoSpazioBianco: Sulla precedente edizione si sono sprecati i pareri più contrastanti: chi apprezzava l’eco dato al fumetto, chi asseriva che non servisse ad aumentare i lettori… Dal dentro, cosa ne pensi? In questa seconda serie, risolvi tutte quelle che potevi ritenere pecche?
Francesco Meo: Secondo me l’unica pecca reale è che il fumetto italiano non è ancora riuscito a guadagnarsi un rispetto reale nell’ambito culturale mainstream. Per ogni Brancato o Raffaelli ci sono dieci giornalisti che scrivono delle cazzate. Non so se le operazioni di questo tipo possano aiutare, ma di certo contribuiscono ad aumentare ambiti discorsivi. Certo è che se la reazione di noi lettori di comics resta totalmente autoreferenziale non si va da nessuna parte. Ogni collezione ha delle pecche, questa ha un pregio sicuramente: ha una diffusione pazzesca, inimmaginabile. Entra nelle case di gente che i fumetti non li compra mai.
E questo è un fatto, indiscutibile, e che potrebbe portare anche a lungo termine dei vantaggi.

LSB: Quali difficoltà ci sono nell’organizzare una collana del genere? Avete subito rifiuti inaspettati?
Francesco Meo: Certo che abbiamo subito rifiuti! È normale. Per le difficoltà… sono tante, molto diverse, dovremmo fare 10 interviste solo per svelarne alcune.

LSB: Da editori, in prima linea con Marvels, temete che queste pubblicazioni abbiano ripercussioni sulle vendite dell’originale?
Francesco Meo: Un libro di Repubblica è unico perché è inserito in un format ben preciso, quindi se un lettore preferisce affidarsi all’edizione tale e quale all’originale (come grafica, perché le storie sono le stesse) può tranquillamente rivolgersi altrove. Sono due cose diverse…

LSB: Una informazione tecnica: i diritti per le edizioni di Repubblica vanno anche all’editore italiano del fumetto? Lo chiedo per capire la scelta di stampare alcuni volumi di prossima ristampa o comunque presenti in fumetteria (per tutti i titoli Play Press come Kingdom Come o Il ritorno del Cavaliere oscuro).
Francesco Meo: No, i soldi vanno all’unico proprietario dei diritti. Nella fattispecie la DC Comics.

La seconda serie

Con l’uscita de “L

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