Le regole del massacro: I miei 23 schiavi

"I miei 23 schiavi"di Shinichi Okadae e Hiroto Oishi: un diabolico meccanismo che smaschera il gioco dell’asservimento sociale.

Le regole del massacro: I miei 23 schiaviSi può talora dipendere da un oggetto fino a diventarne schiavi.

L’SCM (Slave Control Method) è una protesi dentale che permette ai possessori di lanciarsi sfide di qualunque tipo mettendo in palio la propria libertà: chi perde è destinato a obbedire a qualunque ordine del vincitore a meno che il padrone non decida di liberarlo o la protesi venga rimossa col rischio di lesioni cerebrali.
Nonostante tali caratteristiche l’SCM è un oggetto molto ambito e il suo prezzo, inizialmente basso, giunge rapidamente fino a cifre astronomiche su internet, tanto che alcuni acquirenti, spaventati dalle conseguenze del suo utilizzo, non accettano alcuna sfida da altri giocatori e rivendono la protesi al migliore offerente.

L’SCM amplifica lo stesso processo della psiche che nell’antichità costringeva all’asservimento gli schiavi, irrimediabilmente umiliati e sottomessi al vincitore; la protesi infatti agisce sul complesso d’inferiorità dello sconfitto e ne sfrutta la perdita di autostima anche se non consente al vincitore di controllarne le emozioni.

Shinichi Okada lancia questo solido meccanismo narrativo come una bomba ad orologeria al centro di una rete di rapporti sociali le cui maglie sono già prossime alla rottura. L’SCM diventa lo strumento con cui i suoi possessori tentano di piegare quelle maglie secondo i propri desideri, dalla vendetta alla fuga dalla noia.

Le regole del massacro: I miei 23 schiaviDal punto di vista grafico Oishi ha adoperato uno stile realistico privo di connotazioni esasperate del tratto, le tavole del manga appaiono infatti a prima vista simili a quelli di molti altri fumetti giapponesi. Non si tratta tuttavia di una mancanza di personalità artistica ma di un consapevole espediente per immergere il lettore nella storia senza rivelarne la reale natura che emerge invece nelle pagine centrali del volume con lampi di vivido realismo, in un primo piano o in una splash page panoramica di Tokio di fotografica precisione.

Trama e disegno convergono dunque sull’obiettivo di infondere nel lettore la sensazione che il gioco a cui assiste è ben lungi dall’essere fittizio e lontano da lui, ma reale, prossimo, insito nella natura stessa di rapporti sociali sfibrati e disumani.

I miei 23 schiavi unisce dunque sapientemente il tema dei violenti giochi dal vivo, come ne La Caccia di Tetsuya Tsutsumi, e della diabolica meccanicità delle regole sociali, come in Ikigami di Motoro Mase, ottenendo uno spaccato sociale spietato e realistico.
I rapporti umani esplorati nel manga sono infatti tutti contrassegnati da una perdita di libertà che precede la partecipazione alle gare con l’SCM: dipendenza sentimentale e economica, sottomissione spirituale e fisica sono condizioni già note ai personaggi.

Non è un caso che i protagonisti siano nello stato di servitù più assoluto: la noia generata dalla totale libertà di azione li ha resi infatti schiavi della loro stessa esistenza.

Abbiamo parlato di:
I miei 23schiavi #1
Shinichi Okada, Hiroto Oishi
Traduzione di Manuela Capriati
, 2015
176 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,50 €
ISBN: 9788891258577

 

Le regole del massacro: I miei 23 schiavi

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