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The Rat-Man’s Countdown #5: Padre Angelini

Focus on Padre Angelini, il prete amico di Rat-Man, attraverso le parole del suo creatore, Leo Ortolani.

Padre Angelini

Trovare l’alba dentro l’imbrunire

The Rat-Man's Countdown #5: Padre Angelini

Padre Angelini, in questa decalogia finale è un po’ un misto tra padre Karras de L’esorcista e Don Camillo, con le musiche di Alessandro Cicognini, recentemente recuperate e messe su cd.

The Exorcist (L’esorcista), original trailer (William Friedkin, 1973)

Don Camillo, trailer originale (Julien Duvivier, 1952)

Don Camillo, colonna sonora originale, best tracks (Alessandro Cicognini, 1952, 1953, 1955, 1961, 1965)

Padre Angelini è il più “giovane” fra i comprimari fissi di , quello arrivato per ultimo, diventando una presenza costante della serie solo dall’esalogia di New York (RMC ##76-81), dunque il personaggio con meno storia alle spalle e quello che, forse, viste la tematiche che porta con sé, può far maggiormente discutere e dividere i fan.

The Rat-Man's Countdown #5: Padre Angelini

La presenza della religione (e in particolare di quella cattolico-cristiana) si fa notare prepotentemente nel mondo di Rat-Man con la doppia storia “Ratto” (RMC ##70-71, da poco ristampata in volume sempre da ) dove troviamo Rat-Man, nei panni del mercenario che dà il titolo alla storia (parodia di John Rambo, anch’esso presente nel racconto), trascinare un immenso crocifisso attraverso un paese devastato dalla guerra e intrattenersi con lui in dissertazioni satirico-teologiche piuttosto estreme.

Pochi numeri dopo il legame fra l’autore e le Sacre Scritture si fa ancora più saldo con la quadrilogia de I Sacrificabili (parodia ortolaniana degli Expendables cinematografici di Sylvester Stallone), dove addirittura assistiamo a scene dei vangeli riscritte da Ortolani senza però mostrare mai il volto di Gesù (perché, come afferma l’autore in una sua intervista a Famiglia Cristiana, proprio in merito a questa storia che vinse il premio Fede a strisce 2011, “ognuno se lo immagina a modo suo, o per meglio dire, a suo uso e consumo”).

Padre Angelini, fin dalla sua prima apparizione, svolge il ruolo di confessore e consigliere di Rat-Man e viene spesso inserito all’interno di gag dolceamare, che tentano di portare il lettore a una maggior riflessione sulla realtà che ci circonda.

L’intera storia del topo ruota attorno al rapporto dialettico fra Luce a Ombra e alla lotta che l’umanità intraprende per far prevalere la prima sulla seconda. Qualcosa che ha profondamente a che vedere con la religione (oltre che con la vita di tutti) e con il ruolo del prete, e non a caso dunque, in quest’ultima saga di dieci numeri che concluderà le vicende di Rat-Man, la figura di Padre Angelini è fondamentale (come dimostra anche l’episodio ancora in edicola, “Il prezzo della solitudine” – RMC #117).

The Rat-Man's Countdown #5: Padre Angelini

Per approfondire al meglio il personaggio abbiamo chiesto a Leo Ortolani, oltre ai consueti consigli cinematografico-musicali, anche il significato che ha per lui Padre Angelini all’interno della narrazione e il motivo per cui ad un certo punto ha sentito l’esigenza di inserirlo nella serie.

Padre Angelini trae spunto dalla figura di un sacerdote vero, don Enzo Valenti, che fu mio parroco quando ero un ragazzino e che mi stupiva per il fatto che quando parlava, durante l’omelia, pareva stesse dicendo a me. Prete di frontiera, in un quartiere di case popolari e comunismo di una volta, don Enzo ha tenuto insieme il suo gregge con grande umanità. Non esente da difetti, non li nascondeva. Ogni tanto veniva a cena a casa nostra. Una volta, per Capodanno, ci portò la pellicola di Continuavano a chiamarlo Trinità, prendendolo dal cinema parrocchiale. Il ciuffo di capelli sulla testa calva lo chiamava “il mio monumento ai caduti”.
Ho iniziato a inserirlo nelle storie di Rat-Man per via, immagino, che parte della mia vita sia comunque legata alla religione, quindi mancava forse un tassello per portare la narrazione a un livello più profondo, che non si può parlare di Bene e Male come fossero due concetti astratti. Sono ben concreti e visibili, a seconda delle nostre azioni.

Leo Ortolani

Continuavano a chiamarlo Trinità, “Bambino si confessa” (E.B. Clucher, 1973)

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