Piccoli furti: giovani, carine e taccheggiatrici

Con "Piccoli furti" l'illustratore e copertinista Michael Cho debutta come autore completo. Un esordio convincente, quasi fin troppo privo di imperfezioni.

Piccoli furti: giovani, carine e taccheggiatriciCorrina lavora in un’agenzia pubblicitaria. Un lavoro che doveva essere temporaneo, necessario per pagarsi l’università e magari utile a farsi le ossa in attesa di diventare un’affermata scrittrice. Ma il tempo passa e la carriera di scrittrice non decolla, anzi. Perché Corrina quasi non scrive più, immersa in un’apatia esistenziale dalla quale non sembra esserci alcuna via di fuga. Tocca quindi accontentarsi di piccole scappatoie, come l’abitudine di rubare riviste nei minimarket. Un segno di ribellione ma anche, così pensa la ragazza sempre meno ragazza e sempre più donna, un’espressione di libertà, un modo per affermarsi e pensarsi in controllo della situazione.  In attesa di un cambiamento che forse è lei stessa a evitare, per paura di vedersi fallire.

Questa la trama di Piccoli furti (in originale Shoplifter, taccheggiatrice), prima opera lunga del canadese, coreano di nascita, Michael Cho, già noto come copertinista per Marvel e Dc e per la sua attività di illustratore. Al suo debutto come autore completo Cho dimostra un‘ottima padronanza della narrazione che ben si sposa alla formazione di illustratore, qualità che arricchisce le tavole senza eccedere in leziosità o orpelli grafici che appesantiscono la lettura.

L’uso della tricromia innesca un inevitabile parallelo con Seth, il grande autore canadese purtroppo da tempo assente dal mercato italiano, ma le tematiche intimiste e lo stile narrativo di Cho sembrano debitori soprattutto del minimalismo esistenziale di Adrian Tomine.  Entrambi mettono in scena personaggi alle prese con crisi personali e ne raccontano la quotidianità fatta di piccoli gesti, manie, affetti. Lasciando ai silenzi il compito di comunicare gli stati d’animo e le incertezze, il senso di angoscia o di spaesamento vissuto dai protagonisti delle loro storie. Stato d’animo che Cho rappresenta ricorrendo ad alcune efficaci splash page in cui mostra la figura di Corrina che si perde nella città (quale sia non ha importanza), confondendosi nella moltitudine dalla quale immaginava di elevarsi come scrittrice di successo.

Piccoli furti: giovani, carine e taccheggiatrici

L’intera vicenda si svolge nell’arco di una manciata di giorni, in cui tutto accade in maniera repentina e, va detto, prevedibile. Questo provoca una certa condensazione degli eventi e costringe talvolta l’autore a ricorrere a didascalie in cui la protagonista esterna e chiarisce al lettore le proprie motivazioni o i propri stati d’animo.

Piccoli furti: giovani, carine e taccheggiatriciUn espediente che a tratti rende la lettura un po’ didascalica, ma del quale fortunatamente  Cho non abusa troppo, affidandosi al proprio talento grafico per curare l’espressività dei volti a cui, in più occasioni, non servono balloons per comunicare con efficacia.

Di contro l’agile foliazione, si tratta di 90 pagine circa, rende la lettura scorrevole, con una riuscita alternanza tra sequenze leggere e drammatiche, se così possono essere definite, visto che la crisi che Cho racconta avvince fino a un certo punto. In parte per il tratto leggermente cartoonesco che riporta tutto dalle parti della commedia (rosa, visto il colore scelto dall’autore), ma sopratutto perché Cho sembra ispirarsi a certe produzioni hollywoodiane che promettono il lieto fine già dalle prime battute, in cui le crisi per quanto gravi non sfociano mai nel dramma. In cui tutto è ammantato da un’aura di ottimismo, persino i “cattivi” e che offrono protagonisti carini, in cui immedesimarsi è facile ma sopratutto confortevole.

Piccoli furti è una lettura sicuramente piacevole, un racconto non particolarmente originale ma ottimamente realizzato da un ottimo disegnatore il cui lavoro è adeguatamente valorizzato dalla buona qualità della carta.

Un esordio privo di sbavature a cui manca quel pizzico di coraggio che magari avrebbe dato alla storia uno slancio e una personalità maggiore. Nelle intenzioni dell’autore il volume costituisce il primo di una serie di titoli collegati tra loro. Sarà quindi interessante osservare quale obiettivi e quali rischi Cho si prenderà nei suoi prossimi progetti e se dopo questo varo – fortunato – in acque tranquille, affronterà il mare aperto.

Abbiamo parlato di:
Piccoli furti
Michael Cho
Traduzione di Aurelia di Meo
, 2017
96 pagine, tricromia, cartonato – 16,00 €
ISBN: 9788817089067

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