Paranoid Boyd #2: intervista a Matteo Pirocco

In occasione dell'esordio in edicola di Paranoid Boyd abbiamo intervistato Matteo Pirocco, disegnatore della prima parte del #2.

Paranoid Boyd #2: intervista a Matteo PiroccoMatteo Pirocco è un fumettista e illustratore già attivo da molti anni.
Ha collaborato con editori quali EF Edizioni, Cagliostro E-Press e AbsoluteBlack, e ha insegnato presso la Scuola Fumetto Cassino (FR).
Ha lavorato spesso in coppia proprio con 
Andrea Cavaletto, che l’ha contattato per invitarlo a dare il proprio contributo a , il progetto più recente a cui si è dedicato.
Pirocco
ha disegnato la prima parte di Paranoid Boyd #2; in occasione dell’imminente esordio in edicola della serie, gli abbiamo fatto qualche domanda sul suo lavoro.

Ciao Matteo, e grazie per averci concesso questa intervista.
Come sei stato reclutato tra le file dei disegnatori di 
Paranoid Boyd?
Ciao ragazzi, grazie per l’intervista.
Conosco e collaboro con Andrea Cavaletto da molti anni. Ho ricevuto una sua telefonata dove mi esponeva il progetto. Quando Andrea chiama, sarebbe da stupidi non prendere seriamente in considerazione l’opportunità di collaborare. Ma non sono un disegnatore a tempo pieno, ho dovuto valutare anche i tempi di produzione per conciliarli con i miei impegni professionali. Il progetto è partito molto in anticipo, consentendomi così di partecipare.

Quali sono le tue precedenti esperienze nell’ambito del disegno, e come ti hanno aiutato ad affrontare questa nuova impresa? 
Ho pubblicato come vignettista in riviste come Studenti.it e Yet, e in blog come Angologiro.it. Ho insegnato presso la Scuola di Fumetto di Cassino.
Ho pubblicato con Cagliostro E-Press, EF Edizioni, Virus Comix e AbsoluteBlack, sempre in ambito horror e spesso in squadra con Cavaletto.
Ora insegno a tempo pieno Arte e Immagine ai ragazzi delle scuole medie e ogni tanto torno al fumetto.

Paranoid Boyd #2: intervista a Matteo PiroccoCosa ti ha attratto maggiormente di questa serie?
Una volta letta la sceneggiatura, sono rimasto colpito dal personaggio di Wotan. La sua vicenda è toccante, è una vittima della corruzione dell’animo umano. Negli scripts di Cavaletto c’è sempre una forte connotazione morale: l’uomo è cattivo, perché può esserlo. E spesso lo è soprattutto perché crede di essere nel giusto. Ma non c’è redenzione. È una visione apocalittica e nichilista.

Quali influenze ti hanno contagiato per tratteggiare le atmosfere horror del fumetto?
Oddio, normalmente mi lascio influenzare da tutto ciò che mi piace o che mi sembra abbia un senso. Amo il cinema, la letteratura, il fumetto e la musica.
Qualsiasi cosa possa rubare dal lavoro di altri in questi campi per rendere al meglio nel mio, io lo rubo.

È stato difficile far rivivere i personaggi nel tuo segno, rispettando il character design impostato da altri?
Per me decisamente sì! Non essendo un professionista del fumetto a tempo pieno ho faticato un bel po’. Spero di aver fatto un buon lavoro e che i lettori siano clementi nel caso notino troppi svarioni.
Ah, odio disegnare automobili, ma soprattutto furgoni!

Com’è funzionato il lavoro sulla serie, per quanto riguarda voi disegnatori? Vi siete confrontati tra di voi, siete stati in contatto, oppure ognuno ha realizzato il suo numero in autonomia?
Ogni disegnatore condivide lo spazio del proprio albo con un collega, disegnando ognuno quindici tavole, ma tutti gli albi sono consequenziali quindi era necessario un coordinamento per la congruenza di ambienti, oggetti, personaggi ecc. Siamo stati costantemente in contatto tra di noi, comunicandoci dubbi e riflessioni, controllandoci vicendevolmente il lavoro svolto e correggendo sviste e incongruenze quando si sono presentate.
Ma poi ognuno di noi è stato lasciato libero di lavorare in piena autonomia creativa.
Tutto questo, naturalmente, sotto la supervisione rigorosa e il placet di Cavaletto.

Paranoid Boyd #2: intervista a Matteo PiroccoLavorerai anche su altri numeri della serie?
Le mie tavole compariranno solo nel secondo albo, che condividerò con l’immenso Enrico Carnevale.

Otre a Paranoid Boyd, ci sono altri progetti professionali in vista?
Al momento non c’è nulla all’orizzonte.

Hai già collaborato con Andrea Cavaletto in precedenza (EF Edizioni, Cagliostro E-Press e AbsoluteBlack), ora questa nuova esperienza: insomma sembra che sia un sodalizio che dura. Se non siamo troppo curiosi, ci vuoi parlare delle ragioni della tua – evidentemente – buona intesa con il prolifico sceneggiatore?
È semplice! Andrea è un pazzo maniaco visionario e a me diverte disegnare le sue allucinazioni!
Ha un che di terapeutico.

Ringraziamo ancora Matteo Pirocco per averci concesso questa intervista.

Paranoid Boyd #2: intervista a Matteo Pirocco

Intervista condotta via mail da Andrea Bramini e Paolo Garrone l’11/10/2015

 

1 Commento

1 Commento

  1. Giulio

    7 luglio 2016 a 11:00

    Sei sempre al TOP. Un caro saluto.
    Giulio

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