Paolo Bacilieri, le contorsioni dell’avventura

Sempre in bilico tra metafore visualizzate e fantasie del quotidiano, le storie di Paolo Bacilieri sono piacevolmente disturbanti, orribilmente attraenti, irresistibilmente affascinanti. Un quadro di Loris Cantarelli.
Articolo aggiornato il 02/12/2015

Paolo Bacilieri, le contorsioni dell’avventura

È difficile dire qualcosa di nuovo e non banale su , da anni – giustamente – segnalato come una delle voci più originali e innovative del fumetto italiano. Paolo Bacilieri, le contorsioni dell’avventura
Di certo ha del miracolo come il 47enne autore veronese, omonimo del cantante anni Cinquanta noto soprattutto per Il Musichiere, riesca a suonare tanto lo spartito del famigerato “fumetto d’autore” (che segue un proprio percorso e vanta lettori fedelissimi e appassionati) quanto quello del cosiddetto “fumetto popolare” (in una produzione di serie, incentrate sui personaggi di fantasia, inevitabilmente più premiato dalla vendite)… per di più senza annoiare e mantenendo riconoscibili evidenti segnali di stile personale.

Lettore onnivoro di fumetti da sempre e disegnatore fin da bambino (“Amo i comics e li faccio perché sono una delle forme di espressione più basiche, democratiche e prive di autorità che ci siano”), Bacilieri ha curiosamente raccontato che il fumetto “è un linguaggio che mi permette di esprimermi senza passare dalla comunicazione orale, di cui, dalle mie parti, ci si vergogna appena si mette piede fuori casa”.

Paolo Bacilieri, le contorsioni dell’avventuraForse è per questo che i suoi protagonisti parlano attraverso una miriade di nuvolette, a volte piccolissime ma sempre collegate tra loro, mescolando in un avvincente “fritto misto” lungo trent’anni di carriera i volti lombrosiani di Chester Gould con le deformità così umane di Robert Crumb, la vitalità di Andrea Pazienza con la sensualità di Maurilio “Milo” Manara (per cui ha collaborato nel 1984 alle chine in I russi. Storia dei popoli a fumetti di Enzo Biagi).

E per chi ha l’occasione di vedere da vicino le sue tavole originali, le sorprese e lo stupore continuano: linee morbide e squadrate, l’apposizione di retini e texture, tratti di bianchetto e segni di penne a sfera si fondono in un intreccio corrosivo e misterioso, che sembra sempre sul punto di collassare ma che, non sappiamo quanto Bacilieri consenziente, riesce sempre a restare a galla.Paolo Bacilieri, le contorsioni dell’avventura

Nelle avventure surreali di Zeno Porno (uno sceneggiatore di fumetti Disney ex agente della CIA… c’è bisogno di dire altro?) nel 1998, come in quelle tremendamente reali di The SuperMaso Attitude (ispirata alla vicenda del parricida Pietro Maso, che due anni prima gli diede popolarità anche nei mass media “generalisti”), la precarietà e la complessità del vivere contemporaneo raggiungono con prepotenza il lettore, abbacinato dalle atmosfere noir dell’investigatore di infedeltà coniugali Barokko (1988) come da quelle oniriche di Durasagra” Venezia über Alles (1994).

Negli ultimi anni, l’approdo alle strutture narrative della Sergio Bonelli Editore gli ha inevitabilmente donato maggior concretezza nel racconto, ma i dieci albi realizzati per Napoleone (dal 1999 al 2006) e i tre per Jan Dix (2008-09) – oltre a essere ricordati per le insolite soluzioni grafiche e la passione per la vita trasfigurata dall’arte che traspare da ogni tavola – Paolo Bacilieri, le contorsioni dell’avventuranon hanno interrotto la sua ricerca creativa, culminata nella raccolta di disegni in forma di diario Canzoni in A4 (2008), nei disegni per la rilettura del romanzo di Daniel Chavarría Adiós Muchachos (2011) e soprattutto nel sudatissimo capolavoro della maturità, Sweet Salgari (2012).

Insomma: sempre in bilico tra metafore visualizzate e fantasie del quotidiano, le sue storie sono piacevolmente disturbanti, orribilmente attraenti, irresistibilmente affascinanti… ed è praticamente impossibile riuscire a non esserne risucchiati all’interno.

Poi non dite che non vi abbiamo avvisato.

 

 
 

 
 
 
 
 

 
  

 

 

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